Focaracci, fede e Fanfara: Avezzano vive il suo giorno più identitario

Focaracci, fede e Fanfara: Avezzano vive il suo giorno più identitario
27 Apr 2026

di Alessandra Prospero

Ad Avezzano il 27 aprile non è una semplice ricorrenza, ma una giornata identitaria che unisce fede, storia e senso di comunità. La città si raccoglie attorno alla figura della sua Patrona, Maria Santissima di Pietraquaria, rinnovando una devozione secolare che continua a rappresentare uno dei cardini simbolici della Marsica.

Nel solco di una tradizione consolidata, l’Amministrazione comunale prosegue anche quest’anno l’iniziativa – avviata negli ultimi anni – di ospitare bande e fanfare ufficiali dei Corpi dello Stato, costruendo un ponte ideale tra spiritualità e istituzioni, tra sacralità e valori civili.

Il programma: una giornata scandita dalla devozione

La giornata di lunedì 27 aprile si aprirà alle ore 6 con l’apertura del Santuario della Madonna di Pietraquaria, sul Monte Salviano, meta costante di pellegrinaggi e punto di riferimento spirituale per l’intero territorio.

Alle 7 è previsto il Santo Rosario meditato, seguito alle 7.45 dalla celebrazione eucaristica. Al termine della funzione partirà la prima processione, diretta verso via Napoli.

Dalla Cattedrale dei Marsi, invece, alle ore 9 muoverà una seconda processione, anch’essa diretta nello stesso punto. L’incontro delle due processioni è fissato per le 9.45: un momento altamente simbolico, che rappresenta l’unione della comunità e delle sue diverse espressioni di fede.

Alle ore 10, quindi, la processione riunita farà ritorno verso la Cattedrale, accompagnata dalla partecipazione corale dei fedeli.

Il momento culminante sarà alle 11.30 con il solenne pontificale presieduto dal Vescovo, cuore liturgico dell’intera giornata.

La Fanfara della Polizia di Stato: musica e istituzioni

A suggellare la festività, alle ore 18.30, sarà il concerto – gratuito e aperto alla cittadinanza – della Fanfara della Polizia di Stato all’interno della Cattedrale dei Marsi.

Per la prima volta, infatti, la Fanfara accompagnerà la ricorrenza della Patrona, grazie alla sinergia tra il Comune e la Polizia di Stato dell’Aquila. Fondata alla fine degli anni Ottanta sotto l’egida del Ministero dell’Interno, la Fanfara rappresenta oggi uno dei complessi bandistici più prestigiosi a livello nazionale.

Composta da circa cinquanta elementi e diretta dal Maestro Massimiliano Profili, proporrà un repertorio ampio e coinvolgente: dalle opere di Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi fino alle colonne sonore di Ennio Morricone, con richiami a capolavori come Nuovo Cinema Paradiso e Aida.

Il concerto si concluderà con l’esecuzione dell’Inno della Madonna di Pietraquaria, “Evviva Maria”, in un momento di forte intensità emotiva e simbolica.

Tradizione e identità: la Notte dei Focaracci

Accanto alla dimensione liturgica, la festa conserva una forte componente popolare. La “Notte dei Focaracci” si conferma infatti uno degli elementi più caratteristici della tradizione avezzanese: un rito collettivo che unisce generazioni attorno al fuoco, simbolo di purificazione, protezione e rinnovamento.

In questo intreccio tra sacro e profano, la celebrazione del 27 aprile si trasforma in un’esperienza condivisa, capace di coinvolgere l’intera comunità.

Le radici storiche della devozione

Il legame tra la città e la sua Patrona affonda le radici nel cosiddetto “miracolo della pioggia” del 1779, quando – secondo la tradizione – l’intervento della Madonna pose fine a un lungo periodo di siccità e carestia.

Da allora, la devozione verso Maria Santissima di Pietraquaria si è consolidata fino al riconoscimento ufficiale del 1978, quando fu proclamata Patrona della città. Il Santuario sul Monte Salviano, divenuto negli anni meta di pellegrinaggi, fu visitato nel 1985 da Papa Giovanni Paolo II.

Una comunità che si riconosce

Il 27 aprile si conferma così una giornata “scolpita nella pietra” per gli avezzanesi: un momento in cui memoria, fede e identità si fondono in un’unica narrazione collettiva.

La musica della Fanfara della Polizia di Stato, le processioni, i riti religiosi e le tradizioni popolari contribuiscono a restituire il senso più profondo di questa festa: quello di una comunità che, anno dopo anno, continua a riconoscersi nei propri simboli, trasformando la tradizione in esperienza viva e condivisa.


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