L’emergenza migranti torna al centro dell’attenzione all’Aquila, dove l’arrivo continuo di richiedenti asilo sta mettendo in evidenza la carenza di strutture adeguate per l’accoglienza di primo soccorso. Una situazione critica che ha spinto associazioni e realtà del territorio a chiedere un confronto istituzionale, con l’obiettivo di individuare soluzioni immediate e condivise per garantire dignità, sicurezza e protezione alle persone più vulnerabili, soprattutto durante i mesi invernali.
Segue la nota stampa di Paolo Giorgi (Presidente Fraterna Tau) e Francesco Marrelli (CGIL L’Aquila)
“In data odierna siamo stati ricevuti dal Viceprefetto Vicario dell’Aquila per trovare una soluzione adeguata all’emergenza migranti. Come noto, infatti, la città dell’Aquila si è trovata e si trova tuttora a fronteggiare una vera e propria emergenza. Infatti, almeno cinquanta migranti di terra richiedenti asilo sono giunti nelle scorse settimane qui all’Aquila, e, prima di essere trasferiti fuori regione, in strutture di accoglienza, sono rimasti in città per giorni, costretti a dormire per strada, all’aperto, esposti al clima rigido che caratterizza il nostro territorio in questa stagione e ad ogni altro genere di pericolo.
Considerato che tale fenomeno migratorio non accenna a fermarsi e che, anche in questi giorni, continuano ad arrivare molte persone in stato di bisogno, è necessario trovare una soluzione adeguata per il futuro. Non possiamo infatti permettere che gruppi consistenti di persone siano costretti a dormire all’addiaccio perché in città mancano strutture preposte all’accoglienza di primo soccorso, come un dormitorio pubblico. Si tratta di persone che hanno viaggiato per cinque o sei mesi a piedi, subendo tribolazioni di tutti i tipi quali prigionie, maltrattamenti e ricatti, che, una volta giunte nella nostra città, anziché essere accolte (se non da volontari che si adoperano da anni sul territorio), come si converrebbe in uno stato fondato su principi di uguaglianza formale e sostanziale e di solidarietà sociale, vengono lasciate a dormire per strada.
Considerata, quindi, la situazione attuale, il confronto tenutosi oggi presso la Prefettura dell’Aquila ha dimostrato la volontà delle istituzioni di collaborare e di fornire elementi utili a risolvere il problema. All’esito dell’incontro, abbiamo, poi, ritenuto necessario proporre una richiesta di incontro alla Prefettura, che coinvolga però anche l’amministrazione comunale, in modo tale da poter avviare un tavolo di concertazione al quale partecipino tutte le istituzioni all’uopo preposte. Solo in questo modo, infatti, è possibile individuare, insieme, una risposta adeguata alla fase emergenziale in corso, quale, per esempio, una struttura adeguata ad ospitare un dormitorio pubblico che non sia riservato unicamente ai migranti, ma, più in generale, a chiunque ne abbia bisogno, almeno nei mesi invernali, quando il clima è più rigido, così come avviene in tante altre città.
Trovare una risposta immediata alle esigenze di donne e uomini migranti è una questione di civiltà, di sicurezza e di umanità. Per questa ragione, riteniamo necessario costruire una comunità d’intenti tra le associazioni e le istituzioni che sia finalizzata alla ricerca e all’individuazione di una soluzione adeguata e condivisa che garantisca alle persone in stato di bisogno un ricovero confortevole ed immediato che le tenga al riparo dal clima rigido dei mesi invernali e al sicuro da ogni altro genere di pericolo”.
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