Educazione sesso-affettiva a scuola: gli psicologi italiani chiedono di non limitare la formazione e il dialogo

Educazione sesso-affettiva a scuola: gli psicologi italiani chiedono di non limitare la formazione e il dialogo
18 Ott 2025

“Privare i giovani dell’educazione sesso-affettiva significa negar loro strumenti fondamentali di crescita personale e sociale”.
È questo il messaggio lanciato con forza dai Presidenti degli Ordini degli Psicologi di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto, che in una nota congiunta esprimono profonda preoccupazione per le disposizioni contenute nel DDL del 23 maggio 2025, proposto dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sul consenso informato in ambito scolastico.

Il disegno di legge — spiegano — rischia di limitare o escludere la possibilità per le scuole di promuovere attività didattiche sui temi dell’educazione sessuale e affettiva, impedendo così un percorso formativo fondamentale per bambini e adolescenti. “Un’educazione sesso-affettiva adeguata all’età — sottolineano i Presidenti — contribuisce a promuovere comportamenti relazionali sani, a prevenire fenomeni di bullismo, violenza di genere e uso distorto dei media digitali”.

La posizione degli psicologi nasce anche in risposta all’emendamento, presentato lo scorso 18 settembre dall’On. Giorgia Latini, che propone di estendere il divieto di attività sul tema anche alla scuola secondaria di primo grado.
Tale orientamento, avvertono i firmatari, contrasta con le indicazioni scientifiche e internazionali di organismi come l’OMS, l’UNESCO e il Parlamento Europeo, che riconoscono la sessualità come una dimensione relazionale e affettiva dell’essere umano, in continua evoluzione fin dall’infanzia.

Secondo i rappresentanti degli Ordini, vietare queste attività significa rinunciare a un intervento educativo preventivo e a una collaborazione efficace tra scuola, famiglie e istituzioni per la tutela del benessere psico-sociale dei minori. “La scuola — spiegano — non può limitarsi a intervenire solo dopo l’insorgere di problemi: deve poter agire in anticipo, fornendo conoscenze e strumenti per comprendere i cambiamenti fisici, emotivi e relazionali”.

Il documento, firmato da Enrico Perilli (Abruzzo), Caterina Cerbone (Basilicata), Armando Cozzuto (Campania), Luana Valletta (Emilia-Romagna), Paola Medea (Lazio), Giuseppe Lavenia (Marche), Giuseppe Vinci (Puglia), Vincenza Zarcone (Sicilia) e Luca Pezzullo (Veneto), si conclude con un appello al dialogo:
i Presidenti chiedono di essere ascoltati dal Ministro Valditara e dai membri della Commissione Cultura, per illustrare il valore di un’educazione affettiva e sessuale “integrata, continuativa e scientificamente fondata”.

“La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli”, affermano gli psicologi.


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