Comuni montani: la sfida non è solo essere connessi, ma conoscere il territorio

Comuni montani: la sfida non è solo essere connessi, ma conoscere il territorio
02 Set 2026

La trasformazione digitale dei territori montani non può essere ridotta alla sola disponibilità di  una connessione veloce. La connettività resta naturalmente una condizione essenziale, ma  non è sufficiente. La vera sfida riguarda la capacità dei territori di utilizzare le tecnologie per  condividere informazioni, mettere in relazione dati diversi, migliorare i servizi e assumere  decisioni sulla base di una conoscenza comune del territorio. 

A richiamare l’attenzione su questo tema è anche il recente rapporto UNCEM dedicato alla  digitalizzazione dei Comuni montani. Il quadro che emerge evidenzia criticità che vanno oltre  la questione della copertura delle reti: persistono problemi di infrastrutture, competenze,  sostenibilità degli interventi, frammentazione dei sistemi informativi e difficoltà di  interoperabilità tra piattaforme e amministrazioni. 

Uno dei dati più significativi riguarda proprio la connettività. Nel campione nazionale analizzato  dal rapporto, il 27% dei rispondenti segnala l’assenza di copertura 5G, mentre una parte  consistente evidenzia una copertura non uniforme, spesso concentrata nelle aree  maggiormente popolate. Il dato non può essere automaticamente trasferito alla situazione  della Marsica, ma rappresenta un indicatore di una difficoltà strutturale che interessa in  particolare i territori montani e dispersi. 

Il problema, quindi, non è soltanto connettere i territori. È metterli nelle condizioni di  lavorare insieme. 

Il rapporto UNCEM mette infatti in evidenza anche un’altra criticità: la frammentazione degli  strumenti informatici. Ogni Comune può disporre di proprie piattaforme, propri applicativi e  proprie banche dati, ma la possibilità di far dialogare questi sistemi non è sempre garantita. Ne  deriva un patrimonio informativo spesso disperso, difficilmente integrabile e non sempre  utilizzabile in modo coordinato per una lettura complessiva del territorio. 

È una questione che assume particolare rilievo quando si parla di piccoli Comuni e di aree  montane. Le risorse economiche e professionali sono spesso limitate; le competenze tecniche  non sono distribuite in maniera omogenea; la gestione e l’aggiornamento dei sistemi digitali  richiedono continuità. Per questo il rapporto richiama la necessità di forme di aggregazione, di  supporto tecnico sovracomunale e di una governance dell’innovazione che possa essere  esercitata anche a livello di Unioni e Comunità montane. 

È proprio in questo scenario che può essere avviata una riflessione sulla Marsica. 

I 34 Comuni dell’Unione dei Comuni Montagna Marsicana costituiscono, sotto questo profilo,  un territorio particolarmente interessante. Sono realtà diverse per dimensione, caratteristiche e 

bisogni, ma inserite in un medesimo sistema territoriale e, nel caso dell’Unione, accomunate  dalla dimensione montana. Questa condizione può rappresentare non soltanto una difficoltà,  ma anche un’opportunità: quella di sperimentare una modalità diversa di affrontare la  trasformazione digitale, partendo dal territorio e non dalle singole amministrazioni considerate  isolatamente. 

Da questa considerazione nasce M.A.R.S.I.C.A., una proposta di infrastruttura digitale  condivisa pensata per mettere progressivamente in relazione dati, informazioni e conoscenze  relative al territorio marsicano. 

L’obiettivo non è creare semplicemente un’altra piattaforma digitale. Al contrario, la proposta  parte dalla necessità di evitare ulteriore frammentazione e di costruire un livello territoriale  capace di dialogare con ciò che già esiste. M.A.R.S.I.C.A. può essere immaginata come  un’infrastruttura della conoscenza: un patrimonio informativo comune nel quale rendere  progressivamente leggibili e collegabili informazioni oggi distribuite tra amministrazioni, enti e  soggetti diversi. 

La logica è semplice: infrastrutture e reti consentono di collegare le persone e i luoghi; i  sistemi digitali consentono di produrre e gestire dati; l’interoperabilità permette a quei dati di  dialogare; la conoscenza consente infine di trasformare le informazioni in strumenti utili alle  decisioni. 

In questa prospettiva, M.A.R.S.I.C.A. non sostituisce la connettività e non pretende di risolvere  il problema delle aree prive di segnale. Può però contribuire a costruire una conoscenza  territoriale che renda più evidente dove esistono criticità e dove sono necessarie priorità di  intervento. In futuro, ad esempio, un sistema territoriale di conoscenza potrebbe integrare  informazioni sulla copertura 4G e 5G, sulla fibra e sulle altre infrastrutture disponibili, sulle  aree prive o scarsamente servite, sulla localizzazione dei servizi pubblici e sulle esigenze  espresse dal territorio. 

Una simile lettura potrebbe essere utile non soltanto per la connettività. Potrebbe riguardare la  mobilità, il turismo, i servizi sociali, la sanità territoriale, la protezione civile, l’ambiente, le  attività economiche, il patrimonio culturale e molti altri ambiti nei quali la disponibilità di dati  integrati può migliorare la capacità di programmazione. 

C’è poi un’altra lezione che arriva dalla stagione del PNRR. La digitalizzazione non si  esaurisce nel momento in cui viene acquistato un software o migrato un servizio sul cloud.  Una trasformazione digitale efficace richiede manutenzione, aggiornamento dei dati,  competenze, assistenza tecnica e soprattutto una prospettiva di sostenibilità nel tempo. Anche  sotto questo profilo, una dimensione sovracomunale può consentire di condividere  competenze e costi e di evitare che ogni piccolo Comune debba affrontare da solo problemi  sostanzialmente analoghi. 

Per la Marsica, dunque, la questione potrebbe essere posta in termini molto concreti: vogliamo  limitarci a digitalizzare singole amministrazioni oppure possiamo provare a costruire, insieme,  un ecosistema digitale territoriale?

Non si tratta di anticipare decisioni o di immaginare un modello calato dall’alto. Si tratta  piuttosto di mettere a disposizione del territorio un’idea progettuale, affinché possa essere  valutata, discussa e, se ritenuta valida, eventualmente integrata nella più ampia strategia di  sviluppo della Marsica. 

Il rapporto UNCEM non parla naturalmente di M.A.R.S.I.C.A. e non costituisce un’adesione  alla proposta. Ma le criticità che individua — dalla connettività alla frammentazione dei sistemi,  dalla carenza di competenze alla necessità di una governance sovracomunale — indicano con  chiarezza il terreno sul quale oggi i territori montani sono chiamati a confrontarsi. 

In tale quadro, la proposta M.A.R.S.I.C.A. intende sperimentare, nell’ambito dell’Unione dei  Comuni, un modello territoriale di conoscenza e condivisione dei dati, coerente con la  necessità – evidenziata da UNCEM – di superare la frammentazione attraverso forme di  governance digitale sovracomunale. 

La Marsica potrebbe avere l’opportunità di trasformare questa esigenza in una  sperimentazione concreta. Non 34 sistemi digitali che semplicemente convivono, ma un  territorio capace di mettere in comune una parte crescente del proprio patrimonio informativo. 

La sfida, in definitiva, è fare in modo che un territorio montano non sia soltanto connesso, ma  sia anche capace di conoscersi, condividere informazioni e progettare il proprio futuro come  un unico sistema. 




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