La trasformazione digitale dei territori montani non può essere ridotta alla sola disponibilità di una connessione veloce. La connettività resta naturalmente una condizione essenziale, ma non è sufficiente. La vera sfida riguarda la capacità dei territori di utilizzare le tecnologie per condividere informazioni, mettere in relazione dati diversi, migliorare i servizi e assumere decisioni sulla base di una conoscenza comune del territorio.
A richiamare l’attenzione su questo tema è anche il recente rapporto UNCEM dedicato alla digitalizzazione dei Comuni montani. Il quadro che emerge evidenzia criticità che vanno oltre la questione della copertura delle reti: persistono problemi di infrastrutture, competenze, sostenibilità degli interventi, frammentazione dei sistemi informativi e difficoltà di interoperabilità tra piattaforme e amministrazioni.
Uno dei dati più significativi riguarda proprio la connettività. Nel campione nazionale analizzato dal rapporto, il 27% dei rispondenti segnala l’assenza di copertura 5G, mentre una parte consistente evidenzia una copertura non uniforme, spesso concentrata nelle aree maggiormente popolate. Il dato non può essere automaticamente trasferito alla situazione della Marsica, ma rappresenta un indicatore di una difficoltà strutturale che interessa in particolare i territori montani e dispersi.
Il problema, quindi, non è soltanto connettere i territori. È metterli nelle condizioni di lavorare insieme.
Il rapporto UNCEM mette infatti in evidenza anche un’altra criticità: la frammentazione degli strumenti informatici. Ogni Comune può disporre di proprie piattaforme, propri applicativi e proprie banche dati, ma la possibilità di far dialogare questi sistemi non è sempre garantita. Ne deriva un patrimonio informativo spesso disperso, difficilmente integrabile e non sempre utilizzabile in modo coordinato per una lettura complessiva del territorio.
È una questione che assume particolare rilievo quando si parla di piccoli Comuni e di aree montane. Le risorse economiche e professionali sono spesso limitate; le competenze tecniche non sono distribuite in maniera omogenea; la gestione e l’aggiornamento dei sistemi digitali richiedono continuità. Per questo il rapporto richiama la necessità di forme di aggregazione, di supporto tecnico sovracomunale e di una governance dell’innovazione che possa essere esercitata anche a livello di Unioni e Comunità montane.
È proprio in questo scenario che può essere avviata una riflessione sulla Marsica.
I 34 Comuni dell’Unione dei Comuni Montagna Marsicana costituiscono, sotto questo profilo, un territorio particolarmente interessante. Sono realtà diverse per dimensione, caratteristiche e
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bisogni, ma inserite in un medesimo sistema territoriale e, nel caso dell’Unione, accomunate dalla dimensione montana. Questa condizione può rappresentare non soltanto una difficoltà, ma anche un’opportunità: quella di sperimentare una modalità diversa di affrontare la trasformazione digitale, partendo dal territorio e non dalle singole amministrazioni considerate isolatamente.
Da questa considerazione nasce M.A.R.S.I.C.A., una proposta di infrastruttura digitale condivisa pensata per mettere progressivamente in relazione dati, informazioni e conoscenze relative al territorio marsicano.
L’obiettivo non è creare semplicemente un’altra piattaforma digitale. Al contrario, la proposta parte dalla necessità di evitare ulteriore frammentazione e di costruire un livello territoriale capace di dialogare con ciò che già esiste. M.A.R.S.I.C.A. può essere immaginata come un’infrastruttura della conoscenza: un patrimonio informativo comune nel quale rendere progressivamente leggibili e collegabili informazioni oggi distribuite tra amministrazioni, enti e soggetti diversi.
La logica è semplice: infrastrutture e reti consentono di collegare le persone e i luoghi; i sistemi digitali consentono di produrre e gestire dati; l’interoperabilità permette a quei dati di dialogare; la conoscenza consente infine di trasformare le informazioni in strumenti utili alle decisioni.
In questa prospettiva, M.A.R.S.I.C.A. non sostituisce la connettività e non pretende di risolvere il problema delle aree prive di segnale. Può però contribuire a costruire una conoscenza territoriale che renda più evidente dove esistono criticità e dove sono necessarie priorità di intervento. In futuro, ad esempio, un sistema territoriale di conoscenza potrebbe integrare informazioni sulla copertura 4G e 5G, sulla fibra e sulle altre infrastrutture disponibili, sulle aree prive o scarsamente servite, sulla localizzazione dei servizi pubblici e sulle esigenze espresse dal territorio.
Una simile lettura potrebbe essere utile non soltanto per la connettività. Potrebbe riguardare la mobilità, il turismo, i servizi sociali, la sanità territoriale, la protezione civile, l’ambiente, le attività economiche, il patrimonio culturale e molti altri ambiti nei quali la disponibilità di dati integrati può migliorare la capacità di programmazione.
C’è poi un’altra lezione che arriva dalla stagione del PNRR. La digitalizzazione non si esaurisce nel momento in cui viene acquistato un software o migrato un servizio sul cloud. Una trasformazione digitale efficace richiede manutenzione, aggiornamento dei dati, competenze, assistenza tecnica e soprattutto una prospettiva di sostenibilità nel tempo. Anche sotto questo profilo, una dimensione sovracomunale può consentire di condividere competenze e costi e di evitare che ogni piccolo Comune debba affrontare da solo problemi sostanzialmente analoghi.
Per la Marsica, dunque, la questione potrebbe essere posta in termini molto concreti: vogliamo limitarci a digitalizzare singole amministrazioni oppure possiamo provare a costruire, insieme, un ecosistema digitale territoriale?
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Non si tratta di anticipare decisioni o di immaginare un modello calato dall’alto. Si tratta piuttosto di mettere a disposizione del territorio un’idea progettuale, affinché possa essere valutata, discussa e, se ritenuta valida, eventualmente integrata nella più ampia strategia di sviluppo della Marsica.
Il rapporto UNCEM non parla naturalmente di M.A.R.S.I.C.A. e non costituisce un’adesione alla proposta. Ma le criticità che individua — dalla connettività alla frammentazione dei sistemi, dalla carenza di competenze alla necessità di una governance sovracomunale — indicano con chiarezza il terreno sul quale oggi i territori montani sono chiamati a confrontarsi.
In tale quadro, la proposta M.A.R.S.I.C.A. intende sperimentare, nell’ambito dell’Unione dei Comuni, un modello territoriale di conoscenza e condivisione dei dati, coerente con la necessità – evidenziata da UNCEM – di superare la frammentazione attraverso forme di governance digitale sovracomunale.
La Marsica potrebbe avere l’opportunità di trasformare questa esigenza in una sperimentazione concreta. Non 34 sistemi digitali che semplicemente convivono, ma un territorio capace di mettere in comune una parte crescente del proprio patrimonio informativo.
La sfida, in definitiva, è fare in modo che un territorio montano non sia soltanto connesso, ma sia anche capace di conoscersi, condividere informazioni e progettare il proprio futuro come un unico sistema.
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