Anas, l’AD Gemme: “Contro il rischio idrogeologico mille interventi ad alta priorità”

Anas, l’AD Gemme: “Contro il rischio idrogeologico mille interventi ad alta priorità”
13 Nov 2025
“Anas gestisce circa 5.200 km di strade a rischio potenziale di fenomeni franosi e 6.400 km di strade a rischio di potenziali alluvioni”. Lo ha dichiarato l’Amministratore delegato Claudio Andrea Gemme al convegno di Ansfisa “Conoscenza, supervisione e sicurezza. Priorità e sviluppo sul territorio: prevenzione del rischio idrogeologico, autorizzazioni, attività di vigilanza e controllo” in corso oggi a Napoli.
“In sinergia con Ansfisa – ha detto il numero uno di Anas – abbiamo individuato gli itinerari con elevato fattore di rischio idrogeologico e attribuito all’intera infrastruttura in gestione i diversi livelli di rischio. L’obiettivo è intervenire con azioni pianificate, con l’utilizzo di fondi dell’Unione Europea, attraverso opere di mitigazione e adattamento al rischio idrogeologico e idraulico. Anas è coinvolta – sottolinea l’AD Gemme – in un tavolo per la definizione di un Piano Nazionale di Resilienza delle Reti di Trasporto, promosso dal MIT e dal MASE, che coinvolge i Gestori delle reti di trasporto, le Regioni, le Autorità di Bacino e gli altri enti e istituzioni a presidio del territorio”.
Attenzione al climate change: “L’analisi comprende il cambiamento climatico e i suoi impatti, in particolare l’aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni estremi. Stiamo lavorando a modelli di azioni mirate e predittive di adattamento delle opere infrastrutturali e del territorio”.
Sulla base di queste riflessioni è “fondamentale – sottolinea Gemme – il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico: abbiamo definito circa 980 interventi ad alta priorità; la loro realizzazione è affidata a varie fonti di finanziamento, come il fondo di dissesto idrogeologico del Contratto di Programma 2021-2025”.
Si tratta di “una visione strutturata del contesto territoriale e dei fenomeni di dissesto sulle singole opere e sugli itinerari della rete nazionale con la determinazione della priorità di interventi e l’individuazione delle criticità”.
Il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico comprende anche i dati provenienti dagli Enti territoriali come le mappature della pericolosità (PAI, IFFI, ISPRA, etc.), le analisi di vulnerabilità dell’infrastruttura, i dati di traffico e altri dati sulla sensibilità agli impatti sull’infrastruttura.
Le misure di adattamento e mitigazione del rischio idrogeologico sono sia di natura non strutturale, come i sensori che consentono il monitoraggio dell’infrastruttura, sia strutturale, attraverso opere di sostegno, di difesa dalle frane e quelle di protezione dall’erosione fluviale e marina di tutte infrastrutture interessate da fenomeni di dissesto.

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