ALI Abruzzo: “La proposta di riforma elettorale è inopportuna e sbagliata nel merito e nel metodo”

ALI Abruzzo: “La proposta di riforma elettorale è inopportuna e sbagliata nel merito e nel metodo”
31 Gen 2026
“Siamo molto preoccupati per la proposta di riforma della legge elettorale in discussione in Commissione Statuto, che riteniamo profondamente inopportuna, nel merito e nel metodo”: lo dichiara Ernesto Graziani, sindaco di Paglieta e dirigente dell’associazione di comuni ALI Abruzzo, che di recente è stato audito in Commissione Statuto in Consiglio regionale, assieme al presidente Angelo Radica.

Graziani torna a sottolineare la posizione di ALI Abruzzo: “La proposta di riforma è sbagliata nel merito perché rischia di minare, in maniera irreversibile, il diritto di rappresentanza di interi territori della nostra regione. Introducendo il collegio unico regionale verrebbero infatti favoriti ancora una volta i territori più densamente popolati e i candidati delle città più grandi a scapito delle aree più marginali. La proposta in discussione inoltre – continua Graziani – imporrebbe spese più ingenti ai candidati, che dovranno fare campagna elettorale su tutti i 305 comuni: in questo modo verrebbe favorito chi dispone di maggiori risorse finanziarie reintroducendo così una vera e propria questione di censo. Sbagliata è poi la proposta di introdurre tre preferenze, che faciliterebbe le manovre di partiti e candidati più forti finendo con il penalizzare le donne che, essendo di fatto di meno, vedrebbero ridotte le possibilità di essere elette. Ci sono infine ulteriori rischi: la ripartizione regionale che va a dare maggiori possibilità di avere rappresentanti alle province più popolose, e l’aumento dei candidati in lista che, rimanendo gli eletti sempre del medesimo numero, causerebbe un incremento della dispersione elettorale”.

Il presidente Radica conclude: “Da sottolineare pure che la motivazione a base della proposta di riforma da parte della maggioranza, di puntare a creare una classe dirigente di carattere regionale, è risibile: già oggi gli attuali consiglieri regionali possono e devono essere rappresentanti di tutti i territori, e non ci sarà mai ovviamente modo di annullarne i luoghi e le città di provenienza”.


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