Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace: oltre 450 adesioni all’appello di Eugenio Mazzarella

Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace: oltre 450 adesioni all’appello di Eugenio Mazzarella
10 Ago 2026

Cresce il sostegno alla proposta lanciata dal filosofo Eugenio Mazzarella per assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. L’iniziativa, rilanciata dalle pagine de L’Avvenire, ha già raccolto oltre 450 adesioni tra esponenti del mondo della cultura, dell’università e della società civile.

Sono già più di 450 le persone che hanno scelto di sottoscrivere l’appello per candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace, una proposta nata da un intervento del filosofo Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia morale all’Università Federico II di Napoli.

L’iniziativa parte dalla volontà di attribuire un riconoscimento dal forte valore simbolico alle vittime più giovani del conflitto, trasformando il Nobel in un richiamo alla responsabilità della comunità internazionale e alla tutela dell’infanzia nei territori di guerra.

A rilanciare la proposta è anche padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, che individua nel riconoscimento ai bambini palestinesi un «atto di verità e di giustizia». Al centro dell’appello c’è infatti il prezzo altissimo pagato dai minori: bambini uccisi, feriti, sfollati, rimasti senza casa o senza familiari e costretti a vivere tra macerie, privazioni e paura.

La proposta di Mazzarella non intende soltanto richiamare l’attenzione sulle vittime, ma attribuire al Nobel un significato più ampio: fare dei bambini il simbolo universale dell’innocenza travolta dalla guerra e riaffermare che la pace non può prescindere dalla protezione dei più vulnerabili.

Oltre 450 firme a sostegno della proposta

L’appello ha rapidamente raccolto centinaia di adesioni, riportate da Avvenire, insieme a numerosi interventi di sostegno. Tra coloro che hanno espresso pubblicamente la propria condivisione figurano personalità provenienti da ambiti differenti, dalla cultura all’università, dalla diplomazia alla società civile.

Nell’articolo viene ricordato anche il percorso necessario affinché la proposta possa trasformarsi in una candidatura formale. L’assegnazione del Nobel segue infatti regole precise e la candidatura deve essere avanzata da soggetti abilitati secondo il regolamento del Comitato norvegese per il Nobel.

L’iniziativa punta dunque a compiere un ulteriore passo: trasformare la mobilitazione e le centinaia di adesioni in una candidatura ufficiale, facendo arrivare al Comitato norvegese un messaggio che va oltre Gaza e riguarda tutti i bambini coinvolti nelle guerre.

Una proposta destinata a suscitare discussione, ma che ha già ottenuto un primo risultato: riportare al centro del dibattito pubblico l’infanzia come vittima della guerra e la necessità di riconoscerne, anche simbolicamente, il diritto alla pace.


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