di Alessandra Prospero
Dall’Aquila arriva un nuovo passo avanti per l’industria spaziale europea. Il primo satellite dimostrativo della missione Celeste, programma promosso dalla Agenzia Spaziale Europea per lo sviluppo di sistemi di navigazione di nuova generazione, è stato completato presso lo stabilimento aquilano di Thales Alenia Space Italia. Il satellite, denominato IOD-2, ha lasciato il sito produttivo diretto prima a Berlino e successivamente alla base di lancio in Nuova Zelanda, da cui decollerà a bordo del vettore Electron di Rocket Lab, con un lancio previsto non prima del 24 marzo.

Satellite IOD-2 realizzato da Thales Alenia Space a L’Aquila per la missione Celeste della nuova generazione di navigazione satellitare europea.
Si tratta di un CubeSat di circa 30 chilogrammi, grande quanto una valigia, progettato per inaugurare una costellazione composta da 11 microsatelliti in orbita terrestre bassa. La sua missione iniziale sarà quella di testare la trasmissione dei segnali nelle bande L e S e di validare le soluzioni tecnologiche che verranno poi adottate sui satelliti successivi della costellazione. In orbita lavorerà per almeno sei mesi, trasmettendo dati fondamentali per la fase sperimentale del progetto.
La realizzazione del primo elemento della costellazione Celeste nello stabilimento dell’Aquila conferma il ruolo sempre più rilevante del polo tecnologico abruzzese all’interno dell’industria spaziale nazionale. Il sito di Thales Alenia Space è specializzato nella produzione di moduli e sottosistemi ad alta complessità tecnica e continua a essere un punto di riferimento per progetti europei all’avanguardia. La partecipazione italiana al programma Celeste rappresenta un ulteriore rafforzamento della filiera aerospaziale, con ricadute positive sia per l’innovazione sia per le professionalità coinvolte.
La costellazione Celeste nasce con l’obiettivo di trasformare il modo in cui l’Europa gestisce i servizi di navigazione satellitare. Affiancandosi ai sistemi già operativi come Galileo, la nuova rete di microsatelliti consentirà di ottenere segnali più precisi, più stabili e meno vulnerabili a interferenze o tentativi di compromissione. Operando in orbita terrestre bassa, questi satelliti saranno in grado di trasmettere un segnale più potente e meno soggetto alle distorsioni che caratterizzano le orbite più alte, migliorando così l’affidabilità complessiva dei servizi di geolocalizzazione.
Le ricadute saranno significative in numerosi settori. La mobilità del futuro potrà contare su sistemi di posizionamento più accurati, fondamentali per la guida autonoma, la logistica avanzata e il controllo del traffico aereo e marittimo. Anche i settori produttivi più innovativi – dall’agricoltura di precisione alle applicazioni dell’Internet delle Cose – beneficeranno di una maggiore stabilità dei dati, essenziali per la gestione simultanea di milioni di dispositivi connessi.

Foto Thales Alenia/M. Iacobucci
Oltre agli aspetti tecnologici, Celeste avrà un impatto rilevante in termini di sicurezza e resilienza. Le infrastrutture critiche, le reti energetiche e i sistemi di emergenza dipendono sempre più da strumenti di geolocalizzazione affidabili. La nuova costellazione offrirà un supporto più solido anche in caso di condizioni difficili o di operazioni sensibili, contribuendo a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa in un settore ormai decisivo per la vita civile e industriale del continente.
Con il lancio di IOD-2 prende ufficialmente il via la fase operativa della missione Celeste. Nei prossimi anni verranno messi in orbita gli altri satelliti della costellazione, alcuni dei quali più grandi e dotati di strumenti avanzati per testare segnali multifrequenza e tecniche innovative di trasmissione. Quello realizzato a L’Aquila è dunque un tassello fondamentale di un programma che guarda al futuro della navigazione e della competitività europea nello spazio.
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