Legambiente lancia l’allarme: inquinato quasi il 40% delle acque campionate in Abruzzo

Legambiente lancia l’allarme: inquinato quasi il 40% delle acque campionate in Abruzzo
07 Lug 2025

di Sara Ramzi

Allarme inquinamento sulle coste abruzzesi: quasi il 40% dei punti campionati da Legambiente sono al di sopra dei limiti di legge. A renderlo noto è l’organizzazione che, attraverso la campagna della Goletta Verde, da oltre trent’anni monitora lo stato di salute dei mari italiani, minacciato da maladepurazione, scarichi illegali, rifiuti, cemento abusivo, trivellazioni petrolifere.

In Abruzzo le analisi microbiologiche sono state eseguite su prelievi effettuati il 17 giugno e si sono concentrate su 8 punti campione, selezionati in aree dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento. Per essere idoneo alla balneazione, le acque di un tratto costiero non devono superare la concentrazione di 200 Unità Formanti Colonie (UFC) per gli Enterococchi intestinali e 500 UFC per Escherichia Coli. Rispetto a questi parametri, stabiliti dal Ministero della Salute, ben due punti campione risultano essere “fortemente inquinati” e uno “inquinato”. Il bollino rosso va a due foci nella provincia di Chieti: quella del fiume Alento, a Francavilla al Mare, a quella del Feltrino a Marina di San Vito. Meno grave ma comunque al di sopra dei limiti di legge è la situazione della foce del fiume Vomano tra Roseto degli Abruzzi e Pineto, nel teramano.

“I risultati del monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Abruzzo hanno rilevato, ancora una volta, delle criticità preoccupanti”,  dichiara Gianluca Casciato, il presidente di Legambiente Abruzzo. “La foce del Feltrino è risultato, per il nono anno di seguito, fortemente inquinato, e questa situazione si è talmente radicata da diventare pericolosa non solo per l’ambiente ma anche per la salute delle persone”. Un altro elemento sottolineato da volontari e volontarie dell’organizzazione è quello dell’assenza di cartelli con divieto di balneazione proprio nelle aree della foce dei fiumi, dove la situazione è notoriamente più critica e il divieto di balneazione è obbligatorio per legge. Gli unici due cartelli presenti sono in prossimità di quella del Feltrino e del Vibrata. “Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili, ma crediamo sia utile che questa informazione sia sempre restituita alla cittadinanza, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti, che potrebbero essere quindi esposti anche ad un potenziale rischio di inquinamento per una mancata o assente depurazione”, aggiunge Casciato.

Dopo qualche giorno, la Goletta Verde ha lasciato il porto di Pescara ed è in viaggio verso il Molise. Dal 1986, l’operazione di citizen science di Legambiente attraversa i mari italiani e le sue azioni di monitoraggio – portate avanti con una metodologia conforme alle linee guida ministeriali – sono volte a sensibilizziare la cittadinanza: “Non diamo patenti di balneazione di cui sono incaricate le autorità competenti, ma vogliamo attuare un’azione sinergica per informare i cittadini e supportare le amministrazioni pubbliche alla risoluzione di problemi anche annosi. Dobbiamo lavorare insieme alle amministrazioni per efficientare il sistema di depurazione ed informare la cittadinanza, in un’ottica di collaborazione verso un bene comune che possa tutelare l’ambiente e le persone”, precisa Marcella De Mestria, la responsabile di Goletta Verde. 


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