L’ultimo scudo della Rivoluzione: addio al Comandante Ramiro Valdés

L’ultimo scudo della Rivoluzione: addio al Comandante Ramiro Valdés
22 Giu 2026

Si è spento a 94 anni il fondatore dei servizi segreti e storico ministro dell’Interno castrista. Cordoglio unanime all’Avana per la scomparsa di uno degli ultimi protagonisti della leggendaria spedizione del Granma.

La storia di Cuba perde uno dei suoi architetti più intransigenti e devoti con la scomparsa a 94 anni di Ramiro Valdés Menéndez, figura mitologica della storia socialista caraibica e pilastro inossidabile dell’apparato statale dell’Avana. Conosciuto semplicemente come il “Comandante Ramiro“, Valdés non è stato soltanto uno degli ultimi sopravvissuti della temeraria spedizione del Granma che nel 1956 accese la miccia della guerriglia contro il dittatore Fulgencio Batista, ma ha rappresentato per decenni la corazza istituzionale della Rivoluzione stessa. Al suo nome è infatti indissolubilmente legata la genesi e la ferrea direzione dei servizi segreti cubani e del ministero dell’Interno, ruolo in cui ha forgiato un sistema di controspionaggio e sicurezza considerato tra i più impenetrabili al mondo, operando nell’ombra con una determinazione che gli è valsa il rispetto incondizionato del popolo cubano. Ha attraversato da protagonista ogni singola fase cruciale della storia isolana, dal disperato e sanguinoso assalto alla caserma Moncada nel 1953, condividendo poi il carcere e l’esilio messicano con Fidel e Raúl Castro, fino ad assumere incarichi strategici nello sviluppo industriale e tecnologico del Paese in età avanzata, incarnando sempre la frazione più dura, leale e rivoluzionaria del partito. La sua morte ha scosso profondamente le istituzioni cubane, spingendo il presidente Miguel Díaz-Canel ad affidare ai social network un commosso tributo in cui definisce il dolore per questa perdita paragonabile a quella di un padre, ringraziando Valdés per l’appoggio costante, la preziosa e discreta collaborazione e l’incrollabile fedeltà alla leadership storica e al Programma del Moncada, i cui ideali ha difeso fino all’ultimo respiro proprio nel giorno in cui si celebra la festività paterna. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez, che ha omaggiato il defunto come uno dei dirigenti più riconosciuti e autorevoli di quell’epopea rivoluzionaria capace, poco più di due anni dopo lo sbarco dal Messico, di rovesciare un regime sostenuto dagli Stati Uniti per inaugurare un modello socialista durato oltre sei decenni. L’addio a Ramiro Valdés chiude definitivamente l’epica della “generazione del centenario“, lasciando a Cuba l’eredità complessa di un uomo che ha subordinato l’intera propria esistenza alla tenuta del progetto castrista, rimanendo fino alla fine un soldato irriducibile di fronte alle mareggiate della storia.


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