Lupi uccisi con esche avvelenate: l’inchiesta segue la pista dei fitofarmaci agricoli

Lupi uccisi con esche avvelenate: l’inchiesta segue la pista dei fitofarmaci agricoli
04 Giu 2026

di Alessandra Prospero

Una delle più gravi stragi di fauna selvatica degli ultimi anni potrebbe essere vicina a una svolta investigativa. Le analisi effettuate sulle esche rinvenute nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise hanno infatti individuato la presenza di fitofarmaci normalmente utilizzati in agricoltura, sostanze che sarebbero state impiegate per avvelenare almeno 23 lupi, oltre a volpi e rapaci, trovati morti tra aprile e maggio nell’area compresa tra Alfedena, Villetta Barrea, Pescasseroli e la Marsica.

L’inchiesta della Procura di Sulmona, aperta contro ignoti, si concentra ora sull’origine dei prodotti utilizzati per confezionare le esche mortali. Gli accertamenti tossicologici condotti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e dal Centro di Medicina Forense Veterinaria di Grosseto hanno consentito di restringere il campo delle indagini, indirizzando l’attenzione verso soggetti che hanno accesso a specifici fitofarmaci agricoli.

Secondo quanto emerso, gli investigatori stanno verificando registri, acquisti e utilizzi delle sostanze impiegate nelle attività agricole, mentre i Carabinieri Forestali hanno intensificato controlli e sopralluoghi nelle aree interessate.

La vicenda ha suscitato forte indignazione a livello nazionale. Già a metà aprile il Parco aveva denunciato il ritrovamento di cinque lupi morti nella zona di Alfedena, un episodio definito di «eccezionale gravità» che aveva immediatamente fatto scattare le operazioni dei nuclei cinofili antiveleno. Nei giorni successivi il bilancio si è aggravato con il ritrovamento di ulteriori carcasse, fino a raggiungere numeri allarmanti.

Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, aveva definito la strage «orrenda e gravissima», annunciando un rafforzamento dei controlli sul territorio per individuare i responsabili.

Il lupo appenninico rappresenta una delle specie simbolo dell’Appennino centrale e del Parco d’Abruzzo, una delle aree protette più importanti d’Europa per la conservazione della biodiversità. Proprio per questo, l’episodio assume un significato che va oltre il singolo reato ambientale, colpendo direttamente un patrimonio naturalistico di valore nazionale e internazionale.

Mentre le indagini proseguono, gli inquirenti cercano ora di risalire alla filiera dei prodotti utilizzati e a chi abbia deliberatamente disseminato le esche avvelenate. Un lavoro complesso, ma che l’individuazione dei fitofarmaci potrebbe aver finalmente reso più concreto.


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