Dieci esemplari uccisi in pochi giorni nel cuore del Parco Nazionale. Una strategia criminale che mette a rischio anche l’Orso Marsicano e rompe l’equilibrio secolare tra uomo e natura.
Non è solo cronaca nera ambientale; è una ferita aperta nel cuore dell’identità abruzzese. Il ritrovamento pochi giorni fa di cinque lupi senza vita ad Alfedena, che segue a breve distanza l’analogo episodio di Pescasseroli (altri cinque esemplari morti), delinea un quadro inquietante: una strategia deliberata di sterminio tramite esche avvelenate.
Le carcasse, rinvenute nell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), sono state poste sotto sequestro penale dalla Procura della Repubblica di Sulmona. Mentre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Avezzano analizza i tessuti per confermare la natura delle sostanze chimiche, sul campo si muovono le unità cinofile antiveleno.
L’uso del veleno è la forma più vile di bracconaggio: è cieco, indiscriminato e atroce. Non colpisce solo il “bersaglio” (il lupo), ma innesca una reazione a catena che può decimare l’Orso Marsicano, simbolo della nostra regione, e i rapaci necrofagi, avvelenando l’intera catena alimentare.
Questi episodi ci pongono di fronte a una domanda ineludibile: che tipo di comunità vogliamo essere? La “giustizia fai da te” è un ritorno a un passato oscuro, un’epoca in cui la fauna selvatica era vista esclusivamente come un nemico da eradicare.
Oggi, in un’epoca di crisi della biodiversità, l’Abruzzo è chiamato a essere il laboratorio nazionale di un nuovo equilibrio. La tutela della fauna non è un vezzo ambientalista, ma un pilastro dell’economia turistica e dell’integrità del territorio. Uccidere un lupo non risolve i conflitti con la pastorizia; li esaspera, distruggendo decenni di mediazione e ricerca scientifica.
“Questo è un gesto esecrabile che riporta le nostre comunità indietro di decenni,” ha dichiarato Silvano Di Pirro, ambientalista di Pescasseroli. “Il futuro si nutre di rispetto, non di veleno. Non in nostro nome.”
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
L’Aquila 1927, Tatafiore e Cesare: «Una squadra che cresce, una città da coinvolgere. La Fondazione? Un progetto che va oltre il calcio"
Una copertura economica per tre stagioni, una gestione fondata sulla divisione delle competenze e una squadra chiamata a diventare anche […]
Elezioni 27, Persichetti (FdI): "Serve continuità". Di Nardo (Aduc Preturo): "Con unità e rinnovamento vittoria del centrosinistra"
Dallo stato delle frazioni al bilancio dell’amministrazione Biondi, passando per L’Aquila Capitale italiana della Cultura: il confronto all'Avvocato del Diavolo tra Katia Persichetti e Valentina Di Nardo con le elezioni comunali alle porte.
Binotto a 1927 «Il mio lavoro è recuperare più palloni possibili. La classifica non la guardavamo prima e neanche adesso»
Il primo anno nel calcio dei grandi, l’occasione colta nel derby col Teramo e un posto a centrocampo da conquistare ogni giorno. Jacopo Binotto, under classe 2007 dell’Aquila, racconta il suo percorso.







