L’Aquila. Le sale del Museo si trasformano in un territorio di esplorazione visiva con Andrea Pazienza. La matematica del segno, un percorso espositivo che invita il visitatore a entrare nel laboratorio interiore dell’artista. Qui il fumetto non è più soltanto racconto disegnato, ma diventa materia espressiva, linguaggio d’arte, spazio di invenzione. Dal 6 dicembre, il museo apre le porte a un viaggio che mette a fuoco la potenza del suo segno, capace di ridefinire i confini della narrazione grafica.
Nel settantesimo anniversario dalla nascita del grande autore, il MAXXI dedica a Pazienza un progetto espositivo diffuso tra Roma e L’Aquila, un omaggio che indaga soprattutto il periodo in cui l’artista getta le basi del proprio vocabolario visivo. È in questi anni che Pazienza costruisce una grammatica personale fatta di ritmo, tensione, velocità, improvvise sospensioni: il segno come organismo pulsante, come gesto che dà forma ai pensieri, come trama emotiva.
L’allestimento riunisce oltre trecento opere, molte delle quali mai mostrate prima: dai disegni dell’infanzia ai primi acquerelli, dalle sperimentazioni a pennarello alle tavole a china che anticipano i suoi capolavori. È un corpus che rivela l’artista nella sua interezza: rigoroso e libero, disciplinato e istintivo, capace di unire precisione tecnica e ardore immaginativo. Pittura e fumetto dialogano continuamente, restituendo il ritratto di un autore che non ha mai smesso di cercare.
Organizzata per capitoli cronologici e tematici, la mostra segue la crescita di Pazienza come fosse un diario visivo, mettendo in luce i passaggi chiave della sua maturazione artistica e il rapporto profondo con l’Abruzzo, la regione in cui ha mosso i primi passi. A questo legame è dedicato uno spazio specifico che ripercorre le esperienze della galleria Convergenze di Pescara, luogo simbolico che nel 1973 gli offrì la sua prima personale e che rappresentò un punto di riferimento per una generazione di giovani autori.
Questa nuova esposizione non è soltanto un omaggio: è un invito a guardare alla linea, al tratto, al gesto grafico come a un linguaggio in grado di raccontare il mondo con sincerità e intensità rare. Un’occasione per riscoprire la forza innovativa di un artista che ha cambiato per sempre il modo di pensare il fumetto in Italia.
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