L’Aquila, assemblea pubblica contro riarmo e finanziaria di guerra

L’Aquila, assemblea pubblica contro riarmo e finanziaria di guerra
20 Ott 2025
Comunicato stampa di Alfonso De Amicis (USB L’Aquila)
“Un clima di guerra incombe sulle nostre vite: l’ideologia bellica non risparmia nulla, stravolge la verità, calpesta l’ordine costituzionale e distorce la natura e la funzione di uno Stato sovrano”, dichiara Alfonso De Amicis, dell’Unione Sindacale di Base (USB) L’Aquila.
“Uno Stato dovrebbe avere come condizione primaria la tutela e la valorizzazione delle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori, dei giovani, delle masse povere e precarie, garantendo ricadute positive sul piano economico e sociale. Viceversa, con la nuova finanziaria, si imbocca una folle corsa al riarmo”, continua.
Il piano “RaArm Europe” da 800 miliardi e l’impegno sancito dal vertice NATO a raggiungere entro il 2035 il 3,5% di spesa in armamenti e sicurezza, porteranno l’Italia a destinare 130 miliardi di euro per fini militari, sottraendoli alla sicurezza sociale.
“Queste scelte – continua De Amicis – puntano a riconvertire il sistema produttivo in chiave bellica, eliminando ogni residuo di Stato sociale all’interno di un progetto barbaro e apocalittico che pretende di rilanciare l’economia attraverso la spesa militare”.
Un’economia che, ricorda De Amicis, è stata già affossata “dagli stupidi patti di stabilità e dalle continue sanzioni alla Russia, inefficaci e dannose, riversatesi sulla struttura produttiva tedesca e dei suoi subfornitori”.
Per De Amicis, la manovra è “fortemente condizionata dal piano di riarmo e dalla riduzione del rapporto deficit/PIL. I vari contentini messi in campo per tappare le forti tensioni sociali risulteranno inutili..Le vere emergenze del Paese richiedono soluzioni strutturali: l’adeguamento concreto dei salari nel pubblico e nel privato, la reintroduzione della scala mobile e contratti nazionali capaci di redistribuire equamente la ricchezza”.
“Dopo trent’anni di attacco al salario e alle condizioni generali dei lavoratori, è giusto che il maltolto venga restituito”, prosegue.
De Amicis sottolinea inoltre che “la pensione non può comportare una vecchiaia di povertà: vanno riadeguate tutte le pensioni alle effettive condizioni di vita, e come in Francia bisogna poter andare in pensione a 62 anni. Non è vero che i conti dell’INPS siano a rischio”.
L’USB propone un piano generale di riorganizzazione e assunzioni nella Pubblica Amministrazione per almeno un milione di lavoratrici e lavoratori, e ribadisce la centralità di due diritti fondamentali: sanità e istruzione pubblica.
“Sanità e scuola sono pilastri della Repubblica che da troppi anni subiscono manomissioni di ogni tipo: dalla visione privatistica all’asservimento al mercato, fino alla riduzione del sapere a strumento delle imprese. È tempo di invertire la rotta”, conclude De Amicis.

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