IL SISTEMATICO MASSACRO DI LAVORATORI: GOVERNO, POLITICA E PADRONI COLPEVOLI
Rosario De Palma, operaio di 51 anni, è morto schiacciato da una balla di juta di polimeri da una tonnellata mentre lavorava alla Prima Eastern di Torino di Sangro.
“Ieri altro massacro sfiorato sul cantiere di ricostruzione di un ponte, incredibilmente crollato in fase avanzata dei lavori, a Torre Marino (frazione di Lanciano)” denuncia l’Unione Sindacale di Base.
“Quasi sempre questi non sono incidenti ma il frutto di insufficienti investimenti e attenzione delle aziende sulla sicurezza. Purtroppo questi drammi tra qualche giorno finiranno nelle statistiche INAIL racchiusi in freddi numeri, ma questi sono lavoratori, padri e madri di famiglia, persone in carne e ossa. La vergogna appartiene tutta alla politica che deve intervenire e legiferare sulla questione degli omicidi sul lavoro. Abbiamo fatto presente, da anni ormai, a tutti i gruppi consiliari regionali che è necessario potenziare gli organici degli enti di controllo delle ASL e attuare una loro riforma profonda per non lasciare scampo a chi non rispetta le regole. Alle aziende che violano le leggi sulla sicurezza va sospesa l’attività e prevedere dei controlli stringenti periodici. Ormai è chiaro a tutti che bisogna introdurre un reato specifico nella legislazione: il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime per il quale abbiamo raccolto negli anni scorsi migliaia e migliaia di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che prevede l’introduzione di tali reati e che costringerebbe il parlamento ad affrontare il tema. La proposta di legge c’è e giace nei cassetti del Senato, una dimostrazione di totale ipocrisia della politica che di fronte alla terribile realtà rimane ferma nelle azioni da mettere in campo.”
L’USB ha presentato la proposta anche al CNEL, attraverso il proprio rappresentante Paola Palmieri, ma tutto si è arenato di fronte alla contrarietà del resto dei componenti del tavolo, sindacati compresi, anche coloro che oggi avanzano, con colpevole ritardo, la richiesta dell’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.
L’USB è vicina alla Famiglia di Rosario, ai colleghi di lavoro, ai quali porge le più sentite condoglianze, ma allo stesso tempo promette di continuare a portare avanti la battaglia sulle morti sul lavoro che non possono essere derubricate a semplici disgrazie.
“La nostra solidarietà anche ai lavoratori del cantiere di Torre Marino che hanno avuto la “fortuna” di tornare illesi a casa. Se i lavoratori muoiono, se restano gravemente feriti o peggio mutilati, il minimo è che ha delle responsabilità deve pagare con la galera. IL SENATO DEVE CALENDARIZZARE IMMEDIATAMENTE LA PROPOSTA DI LEGGE SUL REATO DI OMICIDIO SUL LAVORO E LESIONI GRAVI E GRAVISSIME, E SE NON LO FA SI RENDERÀ COMPLICE DI UNA STRAGE QUOTIDIANA.”
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