Jane’s Walk 2024, passeggiata di successo all’insegna dell’urbanistica militante

Jane’s Walk 2024, passeggiata di successo all’insegna dell’urbanistica militante
20 Mag 2024

Jane’s Walk, passeggiata della sesta edizione: un successo all’insegna dell’urbanistica militante

Si è tenuta sabato 18 maggio alle 10 la passeggiata urbana annuale, aperta a tuttə, dedicata alla memoria e al pensiero di Jane Jacobs, urbanista sociologa e attivista che si è occupata per tutta la vita della città e dello spazio urbano.

Un’ottima risposta dei partecipanti e diverse le novità introdotte quest’anno: il QR code sulla locandina tramite il quale collegarsi al questionario per indicare la città che vorremmo, e l’altro appuntamento con il laboratorio che si terrà a fine giugno.

Jane’s Walk all’Aquila

La Jane’s Walk è nata all’Aquila dalla spinta promotrice dell’ingegnere Quirino Crosta, city organizer, attivatosi subito con l’Istituto Nazionale di Urbanistica e facendo riferimento in prima istanza all’associazione Fr.Azioni Fra.Intese. Oggi conta la collaborazione con Fr.Azioni Fra.Intese, INU Abruzzo Molise, Urban Center Aq, Donne TerreMutate, Ass. Donatella Tellini Casa delle Donne e Centro Antiviolenza, Archeoclub L’Aquila, Italia Nostra Aq, Slow Food Aq, Anpi L’Aquila, Arcigay L’Aquila, Fiab L’Aquila, Presenza Femminista, con il sostegno dell’Università dell’Aquila, dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e del Master Città di Genere della facoltà di architettura di Fidenza.

“Ho sempre creduto nel valore della rete tra associazioni – commenta Quirino Crosta -, perciò ogni anno organizzo la passeggiata insieme alle associazioni citate, grazie alle quali abbiamo creato un network locale che ricalca il network nazionale e internazionale dell’organizzazione. Nessuna defezione finora, anzi ogni anno si aggiungono nuove associazioni.”

Jane’s Walk, la mission

“Tutto parte dall’idea che aveva Jane Jacobs dello spazio pubblico e della funzione che il cittadino e la cittadina hanno in rapporto ad esso. Secondo Jacobs era fondamentale attraversare la città, e la città si attraversa con i marciapiedi. È chiaro che la Jane’s Walk ha un senso a seconda del contesto: la passeggiata urbana fatta all’Aquila o ad Avezzano non ha la stessa valenza della passeggiata a Milano, Roma o New York. Il contesto metropolitano è dirimente: la nostra passeggiata non è una passeggiata archeologica ma ha la funzione di attivazione urbana, di “urbanistica militante” per usare i termini di Marcello Vittorini” prosegue Crosta. “Si attraversa un pezzo di città, i marciapiedi, le strade, le piazze, i parchi e si cerca e si trova il gancio con i passanti e i residenti che si affacciano e ci chiamano. Questo succede anche all’Aquila, probabilmente in misura minore rispetto a una grande città, che può essere più incuriosita e più aperta, ma succede. Fondamentalmente aggancia la vita sulla strada e della strada e dal confronto nascono riflessioni, suggestioni e ragionamenti.”

Jane’s Walk, il tema di quest’anno

Ogni anno la Jane’s Walk si dà un tema, che suscita sempre grande interesse. Il tema di quest’anno è “la città di genere” che ci invita alla riflessione su una città più inclusiva, funzionale ed accessibile per tutti.

“Sebbene sia un percorso di ricerca e di sperimentazione che si evolve da 50/60 anni, si sono iniziati a mettere a fuoco alcuni principi cardine dell’urbanistica di genere da pochi anni, perciò i cittadini sono molto interessati perché hanno la possibilità di toccare con mano alcune cose. Ad esempio – ci illustra il city organizer -, abbiamo impostato la passeggiata con il femminile sovraesteso anziché il maschile sovraesteso, esordendo con “Buongiorno a tuttə”. Queste piccole provocazioni vengono raccolte e aiutano ad attivare quelle parti del cervello mai attivate in tal senso. Sono cose abbastanza nuove e inedite, destano abbastanza curiosità e vengono perciò ben recepite. Ciò che negli ultimi sei anni non ha mai avuto nessun riscontro sono stati i nostri inviti all’amministrazione. Cosa che vale anche per l’anno in corso, se si esclude la risposta del consigliere Livio Vittorini, il quale ha manifestato la volontà di partecipare comunque al laboratorio di giugno, essendo impossibilitato a partecipare alla passeggiata per altri impegni pubblici.

Jane’s Walk, la novità del QR code

L’impostazione è quella tipica di un progetto di ricerca: si compila un questionario a risposta multipla, cerchiamo di campionare il target al fine di arrivare al laboratorio con un setting di temi già predefinito. Durante la passeggiata hanno risposto al questionario i partecipanti all’evento.
“Il percorso ha riscosso molto interesse, dall’inizio alla fine, anche nei passanti, in quartieri bellissimi ma che vanno manutenuti meglio e valorizzati di più. La nuova urbanistica, che volge verso il coinvolgimento diretto dei cittadini è ossigeno per l’amministrazione, cito ad esempio i contratti di quartiere e tutta una serie di strumenti che in Europa già si sperimentano.”

Jane’s Walk, i laboratori

Quest’anno si terranno tre laboratori, uno per quartiere: uno – già menzionato – a fine giugno e altri due dopo l’estate.

“Fare dei laboratori aperti e all’aperto è più funzionale. Naturalmente non si tratta di laboratori ortodossi con i tavoli da disegno. Il tema è “la città di genere”, la modalità è “l’immagine della città” e fa riferimento alla tecnica linciana. Il cittadino, cioè, attraversa la città e disegna o scrive i caratteri che gli rimangono più impressi – è un percorso percettivo. La mappa linciana è una mappa concettuale e percettiva che ci fa avere un riscontro indiretto-spontaneo che insieme ai riscontri diretti del questionario potrebbe farci redigere una mappa con criticità, potenzialità e proposte”.

La necessità di riattivare un’urbanistica militante

“C’è un profondo bisogno per noi di tornare all’urbanistica militante, per due motivi: il primo è che l’Italia è rimasta indietro alla legge urbanistica nazionale del 1942 e le leggi regionali sono vincolate a quella nazionale, mentre il dibattito è avanzatissimo; inoltre, la città dell’Aquila soffre di una serie di problemi legati alla mancanza di pianificazione, di uno strumento regolatore adeguato e aggiornato e soprattutto manca dell’interlocuzione con la città. La classe dirigente non ha interlocuzioni effettive con la città, eccetto qualche buona prassi: i consigli territoriali di partecipazione, il masterplan della zona ovest, il PUMS Piano urbano della mobilità sostenibile di Carla Mannetti, il regolamento del verde dell’Urban Center o il progetto masterplan di Fontesecco, ma questi sono episodi circostanziati. Cioè, non ci rimandano né a un piano strategico né a un’intenzionalità di progettazione di urbanistica pianificata. Certamente l’obiettivo della Jane’s Walk è quello: non solo sollecitare la cittadinanza ma anche l’amministrazione in un rapporto di reciprocità. Anche perché l’urbanistica è sempre un atto politico, non partitico: banalmente è la polis che è in gioco” conclude Crosta.

 

 


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