Falstaff 2027, il Montepulciano d’Abruzzo tra le eccellenze: due vini raggiungono 94 punti

Falstaff 2027, il Montepulciano d’Abruzzo tra le eccellenze: due vini raggiungono 94 punti
15 Ott 2026

di Alessandra Prospero

L’Abruzzo del vino continua a distinguersi nel panorama enologico internazionale. A confermarlo è la nuova Wine Guide Italy 2027 di Falstaff, autorevole pubblicazione specializzata nel settore enogastronomico, che dedica una selezione ai migliori vini ottenuti dal vitigno Montepulciano, assegnando valutazioni secondo una scala di cento punti.

Tra le etichette selezionate figurano numerose produzioni abruzzesi, con risultati che testimoniano la qualità e la varietà dell’offerta regionale. A raggiungere i 94 punti sono il 24 Carati 2021 di Tenuta Antonini Alessio e il Mo Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2021 di Cantina Tollo, due vini che si collocano tra i prodotti più apprezzati della selezione.

La guida, pubblicata nell’ottobre 2026, rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento per gli appassionati e gli operatori del settore. La nuova edizione raccoglie oltre 2.500 vini degustati e centinaia di aziende selezionate, offrendo uno spaccato della produzione italiana, dalle denominazioni più affermate alle realtà emergenti.

Le eccellenze abruzzesi nella selezione internazionale

La presenza dell’Abruzzo non si limita alle due etichette che raggiungono i 94 punti. Subito dopo, con 93 punti, figurano l’Hedos Terre d’Abruzzo Rosato 2025 di Cantina Tollo, il Villa Gemma Cerasuolo d’Abruzzo 2025 di Masciarelli e il Le Casette Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Riserva 2022 di Tenuta Antonini Alessio.

Particolarmente interessante è il risultato dei rosati, che conferma le potenzialità del Montepulciano anche al di fuori della tradizionale vinificazione in rosso. Il Cerasuolo d’Abruzzo, espressione fortemente identitaria del territorio regionale, trova spazio accanto a riserve e vini rossi strutturati, dimostrando come uno stesso vitigno possa dare origine a interpretazioni differenti.

A quota 92 punti si distinguono altre produzioni regionali: il Chiamami Quando Piove Cerasuolo d’Abruzzo 2025 e il Chiamami Quando Piove Vigna San’Angelo Montepulciano d’Abruzzo 2020 di Valori; il Marina Cvetic San Martino Rosso Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2022 di Masciarelli; il P 121 Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane 2022 di Tenuta Antonini Alessio e il Rosso Tullum Riserva 2019 di Feudo Antico.

Un vitigno che racconta territori e identità differenti

Il Montepulciano rappresenta una delle varietà a bacca rossa più significative dell’Italia centrale. La sua diffusione interessa soprattutto Abruzzo, Marche e Molise, territori nei quali ha sviluppato tradizioni produttive e denominazioni differenti.

La selezione Falstaff comprende infatti 27 vini ottenuti da questo vitigno e non è riservata esclusivamente alle produzioni abruzzesi. Il punteggio più elevato, 98 punti, è assegnato al Kurni Marche Rosso IGT 2024 dell’azienda Oasi degli Angeli, seguito dal Campo San Giorgio Conero Riserva 2021 di Umani Ronchi, con 96 punti.

Un confronto che permette di leggere i risultati abruzzesi in un contesto più ampio, nel quale il Montepulciano si conferma capace di esprimere caratteristiche diverse a seconda dei territori, delle tecniche produttive e delle scelte delle singole aziende.

Per l’Abruzzo, la presenza di più cantine nella fascia superiore ai 90 punti costituisce un riconoscimento significativo, tanto più perché coinvolge realtà produttive differenti per storia, dimensioni e collocazione geografica.

Dal Montepulciano d’Abruzzo al Cerasuolo: la ricchezza di una produzione regionale

Uno degli aspetti più interessanti della selezione riguarda proprio la diversificazione delle etichette premiate. Accanto al Montepulciano d’Abruzzo nelle sue versioni classiche e Riserva, trovano spazio le produzioni delle Colline Teramane, i vini della denominazione Tullum e i rosati.

Si tratta di una varietà che restituisce l’immagine di una regione vitivinicola articolata, nella quale la valorizzazione del territorio passa anche attraverso interpretazioni differenti dello stesso patrimonio ampelografico.

Il riconoscimento attribuito ai Cerasuolo assume inoltre un significato particolare in una fase nella quale il settore enologico mostra crescente attenzione verso vini capaci di coniugare carattere, freschezza e versatilità gastronomica.

Nella presentazione della nuova guida, Falstaff richiama proprio l’evoluzione del gusto verso vini che privilegiano equilibrio, piacevolezza di beva e capacità di accompagnare il cibo, superando una concezione della qualità legata esclusivamente alla concentrazione e alla potenza.

Il valore delle valutazioni internazionali per l’Abruzzo

Per le aziende vitivinicole regionali, comparire in una guida internazionale significa accedere a una vetrina che supera i confini nazionali e raggiunge appassionati, professionisti e operatori commerciali interessati alla produzione italiana.

Il risultato assume rilievo anche per il rapporto tra vino, paesaggio e promozione territoriale. Le denominazioni abruzzesi sono strettamente legate alle caratteristiche geografiche della regione, dalla fascia collinare adriatica alle aree interne, e costituiscono una componente importante della sua identità agricola e culturale.

La Wine Guide Italy 2027 restituisce dunque un quadro positivo per diverse realtà abruzzesi, confermando la capacità del Montepulciano di confrontarsi con produzioni di alto livello e di offrire, attraverso rossi e rosati, una gamma espressiva ampia.

Un riconoscimento che riguarda le singole cantine, ma che contribuisce anche alla visibilità dell’intero comparto vitivinicolo regionale, sempre più chiamato a coniugare qualità, riconoscibilità e presenza sui mercati internazionali.


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