di Alessandro Tettamanti
Per i rossoblù era sopratutto una questione di orgoglio, per il Teramo una partita capitale per non perdere la speranza della promozione.
La vince il Diavolo, ma soprattutto la perde L’Aquila, che ai punti avrebbe meritato un pareggio, ma che continua a dimostrarsi squadra incapace di mantenere la concentrazione necessaria nell’arco dei novanta minuti, anche se sta volta si può parlare più di errori singoli che di black out, e incapacità di finalizzare negli ultimi metri.
La squadra di Chianese, che conferma alla partenza il 4-3-3 con gli undici di Senigallia, dopo essere passata in svantaggio dopo 15minuti per il gol di Salustri, la riacciuffa con un euro gol di Pandolfi al 28’ che raccoglie al volo dal limite dell’area una palla ribattuta dalla difesa del Teramo trovando il secondo palo e facendo esplodere il Gran Sasso.
A inizio stagione il primo allenatore, Sandro Pochesci, parlava della strategia di vincere facendo un gol in più dell’avversario, ma la stagione purtroppo si è sviluppata piuttosto nel perdere facendo un errore in più.
Ed è quello che succede sull’1-1, quando Konate svirgola una palla in mezzo all’area servendo Salustri che solo davanti a Michielin scarta il regalo e fa gol, mentre dall’altra parte, l’ex Alessandretti “non fa cadere un palla” e salva il Teramo dal 2-2 intuendo la giocata a incrociare di Carella a portiere battuto.
Poi all’85’ l’estremo biancorosso Torreggiani sbaglia clamorosamente, la palla finisce a Di Renzo che da posizione defilata manda fuori a porta vuota.
Nel recupero, su una ripartenza del Teramo, Carpani con una staffilata da fuori chiude i giochi fissando il risultato sull’1-3 molto severo per L’Aquila.
Il Teramo sei rimette in carreggiata e festeggia. L’Aquila perde anche la quarta posizione conquistata dall’Atletico Ascoli, che vince contro la Maceratese.
Per dirla con Chianese “in questo periodo non gira proprio nel verso giusto”, ma ovviamente questo non può bastare per i tifosi che ci tenevano come ci si tiene in un derby giocato davanti a più di duemila persone, con una folta rappresentanza ospite.
Chianese: «Il risultato non racconta la partita. Paghiamo gli errori e la poca concretezza»
C’è amarezza nelle parole di Mauro Chianese al termine della sconfitta per 1-3 contro il Teramo. Un risultato che, secondo il tecnico rossoblù, non rispecchia quanto visto in campo.
“Quello che dispiace è che gli episodi sono andati tutti in un’altra direzione”, spiega l’allenatore.
Chianese sottolinea come la sua squadra abbia costruito diverse occasioni senza riuscire a concretizzare: “Siamo arrivati più volte davanti al portiere, ma non siamo stati capaci di trasformare quello che abbiamo creato. In questo momento succede così: giochi, crei, sbagli e alla prima occasione prendi gol”.
A differenza di altre gare, il tecnico evidenzia come non ci siano stati cali prolungati: “Oggi blackout veri e propri non ci sono stati, ma abbiamo pagato errori singoli. Ed è questo che mi dispiace di più, perché la squadra ha corso e ha lottato”.
Un pensiero va anche all’ambiente: “Mi dispiace per i tifosi e per la società. Durante la settimana i ragazzi fanno sacrifici ogni giorno e poi tutto viene vanificato da episodi che indirizzano la partita”.
Infine, il nodo principale resta la scarsa incisività sotto porta: “Il calcio è questo: se non la butti dentro, le partite le perdi. È un problema che avevo già evidenziato la scorsa settimana e su cui dobbiamo lavorare”.
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