di Alessandro Tettamanti
AAA motivazione cercasi: doveva essere l’ennesima occasione per rifarsi, non per altro per l’orgoglio e per la città, tra l’altro a pochi giorni dal 17esimo anniversario del sisma del 6 aprile. Invece dopo il triplice fischio il sentimento che gioco forza imperversa ai piedi del Gran Sasso calcistico è, una forse inevitabile, rassegnazione. In attesa solo della fine di una stagione disastrosa.
“L’Aquila chiede scusa alla piazza e, anche ala luce delle inibizioni inflitte ai vertici della società, e per non esporre il solo Mister Chianese, entra in silenzio stampa“, questa la striminzita comunicazione dell’ufficio stampa in seguito all’odierna prestazione, che ha visto i rossoblù incappare nella terza sconfitta di fila, la quarta in cinque partite, in casa contro il Notaresco.
A vincere è stata proprio la mancanza di motivazione, quella sottile depressione locale dovuta al fatto che in realtà, del posto play off, interessa molto di più al Notaresco, che con la vittoria odierna si fa sotto, arrivando a un solo punto dalla quinta posizione occupata proprio dai rossoblù.
Dal punto di vista tecnico si potrebbe parlare di una nuova gara decisa dagli episodi, con un gol molto probabilmente regolare annullato a inizio gara a Tavcar, forse il migliore in campo, che però al 41′ scivola e permette a Zancocchia di mettere al centro indisturbato, dove c’è Di Sabatino che la mette alle spalle di un incerto Zandri.
Nella ripresa il Notaresco sfiora il raddoppio al 53′ con Tataranni che prende la traversa. Poi però al 72′ De Grazia, servito da Di Renzo – oggi subentrato a inizio ripresa – tira da fuori e prende la traversa. Tre minuti dopo è lo stesso Di Renzo a girarsi bene e a prendere il palo. Il gol del pareggio sembra maturo, invece L’Aquila non riesce a farsi nuovamente pericolosa e all’89’ arriva la papera di Zandri – oggi al posto di Michielin – che non trattiene la palla su un traversone e la regala ad Infantino che solo davanti la porta fa 2-0 e chiude la partita.
Ora mancano quattro partite, tutte fondamentali per gli avversari dell’Aquila, due per il vertice (Ancona ed Ostiamare), due per la lotta salvezza (Sammaurese e Termoli). Se L’Aquila non troverà in fondo a sé stessa un po’ di orgoglio, al di là della posizione play off, niente potrà salvarla dal baratro.
E il peggiore dei finali, inoltre, non aiuterebbe nemmeno per costruire la prossima stagione, l’unico reale, attuale interesse.
TABELLINO L’AQUILA – NOTARESCO: 0 – 2
Marcatori: 42′ pt Di Sabatino, 43′ st Infantino
L’Aquila 1927: Zandri, Trifelli, Tavcar, Brunetti (38′ st Bellardinelli), Lombardi (38’st Di Cesare), Mantini (10′ st Vecchione), Pandolfi, Scimia (5′ st Carella), De Grazia, Sparacello, Touré (1′ st Di Renzo).
A disp: Michielin, Konate, Carella, Bellardinelli, Di Cesare, Tomas, Proietti.
All. Mauro Chianese
Notaresco: Boccanera, Taddei (31′ pt Di Sabatino), Formiconi, Pjetri (29′ st Pulsoni), Quacquarelli, Tataranni (27′ st Palazzese), Arrigoni, Zancocchia (14′ st Belli), Di Cairano, Pistillo, Infantino.
A disp: Perri, Gaetani, Forcini, Pulsoni, Rossano, Maffini
All. Roberto Vagnoni
Arbitro: Giovanni Moro di Novi Ligure
1° Assistente: Francesco Dogliani di Conegliano
2° Assistente: Francesco Gorgoglione di Barletta
Note: Spettatori
Corner: 0 – 1; 2 – 0;
Ammoniti: De Grazia, Pjetri, Mantini, Di Sabatino,
Espulsi:
Recupero: 1′ pt; 5′ st;
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