L’Aquila 1927, oltre l’emergenza: Chianese e il peso del futuro tra campo e scrivania

L’Aquila 1927, oltre l’emergenza: Chianese e il peso del futuro tra campo e scrivania
14 Feb 2026

L’esordio di Mauro Chianese sulla panchina dell’Aquila 1927, atteso domani nella sfida interna contro la Maceratese, porta con sé molto più del semplice debutto di un nuovo allenatore. Nelle parole del tecnico 53enne si legge un’adrenalina che stride con la pigra etichetta di “traghettatore”: definire tale chi oggi prende in mano le redini dello spogliatoio rossoblù appare un esercizio di semantica privo di senso pratico. La ritrovata, o forse finalmente trovata, stabilità societaria deve essere intesa come il miglior viatico possibile non solo per chiudere con dignità l’attuale torneo, ma per gettare le basi concrete della programmazione futura.

Chianese ha parlato di un gruppo predisposto al sacrificio e di una realtà societaria “organizzatissima”, sottolineando un’unità d’intenti che, sebbene messa a dura prova dalle traversie stagionali, traspare finalmente con forza in queste ore cruciali. Il tecnico garantisce orgoglio e maglia sudata, elementi essenziali per riconquistare una piazza ferita che, come ammesso dallo stesso allenatore, fatica a restare al fianco della squadra dopo le delusioni accumulate. Ma se il campo deve dare risposte immediate nel match contro una Maceratese affamata, è nel “dietro le quinte” che si gioca la partita più complessa.

Mentre il tassello dell’allenatore può e deve restare congelato in attesa dei verdetti del campo, la società è chiamata a sciogliere il nodo vitale del Direttore Sportivo. La prossima stagione non ammetterà altre scommesse: la figura che dovrà guidare il mercato e la gestione tecnica dovrà essere dotata di un’autorevolezza indiscussa e di un curriculum che parli chiaro, con un’esperienza specifica e certificata in campionati di Serie D vinti. L’analisi del momento attuale ci dice che la solidità societaria emersa nella gestione di questa crisi è il punto di partenza necessario, ma per il salto di qualità definitivo serve una guida tecnica dirigenziale che conosca i segreti del successo in una categoria dove l’improvvisazione è punita sistematicamente. Chiudere il campionato con senso di rivalsa, come auspicato da Chianese, servirà dunque a preparare il terreno per quell’innesto di competenza ed esperienza che la piazza rossoblù attende per tornare a recitare il ruolo che le compete.


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