L’Aquila, 29 maggio – La Commissione Regionale per le Pari Opportunità, durante la seduta dello scorso 19 maggio, ha approvato all’unanimità il Programma Triennale di Attività 2026–2028, documento che definisce un nuovo modello di lavoro basato sulle competenze istituzionali della CPO e articolato in cinque Aree Strategiche: Funzione Consultiva e VIGe (inclusa l’adozione della UNI/PdR 180:2026); Violenza di Genere; Lavoro e Sviluppo (trasparenza retributiva e certificazione di genere); Salute e Welfare (medicina di genere); Networking e Indipendenza. Il Programma approvato definisce anche il fabbisogno finanziario triennale aggiuntivo e sarà trasmesso agli organi regionali competenti. “L’unanimità è un segnale politico e istituzionale forte, – ha dichiarato la presidente CPO, Rosa Pestilli – che conferma la coesione della Commissione e la volontà condivisa di esercitare pienamente le prerogative previste dallo Statuto e dalla legge regionale”.
La presidente Pestilli ha aperto i lavori imprimendo alla seduta un imprinting tecnico‑giuridico e operativo, richiamando il nuovo quadro europeo e nazionale – dalle Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 al D.Lgs. 382 – e ribadendo il principio di “autonomia consapevole” della CPO quale organismo indipendente di garanzia statutaria. “Questa seduta ha segnato un passaggio fondamentale, – ha dichiarato la presidente Pestilli – perché è servita a consolidare il ruolo della CPO come presidio tecnico e istituzionale, capace di intervenire con competenza, metodo e piena legittimazione normativa. Abbiamo rafforzato strumenti, procedure e responsabilità, per tutelare in modo sempre più efficace i diritti delle cittadine e dei cittadini abruzzesi”. La Commissione, inoltre, ha introdotto un importante potenziamento delle procedure interne di monitoraggio dei Progetti di Legge regionali. “La Prima Sottocommissione ‘Legislazione e Sviluppo Economico’, presieduta dall’avv. Amelide Francia e composta dalle consigliere Antonella Luciani e Franca Terra – spiega Pestilli – ha presentato la Relazione sulla mappatura dei PDL del biennio 2025–2026, evidenziando un insieme significativo di proposte legislative con impatto diretto o strategico sulle pari opportunità”. Su proposta della Presidente, la Commissione ha poi approvato un nuovo meccanismo di autotutela: “in caso di mancata trasmissione alla CPO di un PdL ritenuto rilevante – spiega Pestilli – l’Ufficio di Presidenza attiverà automaticamente una segnalazione formale di anomalia procedurale alla Direzione competente. Un passo che rafforza l’indipendenza dell’organismo e garantisce il rispetto dell’obbligo di consultazione preventiva previsto dallo Statuto e dalle Direttive UE”.
La Pestilli ha inoltre proposto – e la Commissione ha approvato all’unanimità – un modello di lavoro integrato che valorizza le competenze delle tre Sottocommissioni, assegnando a ciascuna un mandato trasversale coerente con il nuovo quadro europeo: Prima Sottocommissione, impatto normativo e obbligo di consultazione; Seconda Sottocommissione, trasparenza retributiva e certificazione di genere; Terza Sottocommissione, VIGe e impatto sui piani socio-sanitari. Il coordinamento complessivo è affidato all’Ufficio di Presidenza. “Abbiamo costruito un modello di lavoro moderno, coerente con gli standard europei e capace di rendere la CPO un attore istituzionale ancora più solido. – ha concluso la presidente Pestilli – La collaborazione tra le Sottocommissioni sarà la chiave per affrontare le sfide dei prossimi anni”.
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