di M.A.
Il via libera del Consiglio comunale di Teramo al progetto dell’impianto di digestione anaerobica si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione del ciclo dei rifiuti e di transizione ecologica, in linea con le strategie nazionali ed europee. L’approvazione, arrivata a maggioranza dopo un dibattito articolato in aula, rappresenta infatti uno dei passaggi chiave per consentire alla città di ridurre il ricorso al conferimento fuori territorio della frazione organica, con un conseguente abbattimento dei costi di trasporto e delle emissioni legate alla movimentazione dei rifiuti. Con 19 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astensioni, dunque, l’aula ha dato l’ok al progetto di fattibilità tecnico-economica.
La tecnologia della digestione anaerobica consente di trattare l’umido attraverso un processo biologico in assenza di ossigeno, producendo biogas — che può essere trasformato in biometano o utilizzato per la produzione di energia — e digestato, un residuo stabilizzato che, dopo ulteriori trattamenti, può essere impiegato in agricoltura come ammendante, nel rispetto delle normative ambientali vigenti. Questo tipo di impianti è considerato uno strumento centrale per l’economia circolare, perché permette di recuperare valore da una frazione di rifiuto che rappresenta una quota rilevante della raccolta differenziata.
Il finanziamento PNRR rientra nella Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che punta, tra l’altro, al potenziamento dell’impiantistica per il trattamento dei rifiuti e al superamento delle storiche carenze infrastrutturali, soprattutto nel Centro-Sud. In questo quadro, Teramo è tra i comuni che hanno intercettato risorse significative, con l’obiettivo di rendere il territorio più autosufficiente e meno dipendente da impianti extraregionali.
La scelta dell’area di Carapollo, già sede dell’ex inceneritore, risponde anche a criteri di riqualificazione urbana e ambientale: la demolizione della vecchia struttura e la bonifica del sito consentiranno di recuperare una zona da anni segnata da criticità, restituendola a una funzione compatibile con le attuali politiche ambientali. Si tratta di un’operazione che mira a superare definitivamente un modello di gestione dei rifiuti ormai superato, puntando su soluzioni più sostenibili e accettate a livello comunitario.
Teramo Ambiente Spa, società interamente pubblica, oltre a occuparsi della gestione dei rifiuti nel capoluogo, opera già in diversi comuni della provincia e gestisce servizi che spaziano dall’igiene urbana alla manutenzione del verde. Il rafforzamento del suo ruolo come soggetto attuatore dell’impianto è stato indicato dall’amministrazione come una garanzia di controllo pubblico e di reinvestimento degli eventuali utili sul territorio.
Secondo le previsioni del Comune, l’entrata in funzione dell’impianto potrebbe contribuire anche alla stabilizzazione, nel medio periodo, dei costi del servizio rifiuti per cittadini e imprese, oltre a creare occupazione diretta e indiretta nella fase di costruzione e in quella di gestione. Un progetto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, non è solo un’infrastruttura tecnica, ma un tassello strategico per lo sviluppo sostenibile del territorio teramano.
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