«Ieri, con il voto favorevole alla variazione di bilancio in Consiglio provinciale, si è compiuto il passaggio decisivo per la chiusura definitiva della lunga e complessa vicenda della società partecipata Euroservizi della Provincia dell’Aquila».
Lo hanno dichiarato Lorenzo Rotellini, consigliere provinciale, e Paolo Romano, consigliere comunale dell’Aquila, commentando l’esito della seduta di ieri.
Nel corso del dibattito, spiegano i due esponenti istituzionali, è stato ribadito con forza un principio politico e amministrativo ritenuto imprescindibile: la tutela piena e integrale dei diritti dei lavoratori di Euroservizi. In particolare, è stata sottolineata la necessità di procedere al pagamento di tutti gli arretrati retributivi, contributivi e previdenziali, oltre al trattamento di fine rapporto maturato, garantendo che il riconoscimento dei diritti avvenga senza soluzioni di continuità, penalizzazioni o rinunce forzate.
La vicenda, ricordano Rotellini e Romano, affonda le sue radici nel riordino delle funzioni provinciali avviato con la Legge Delrio e mai pienamente risolto, ed è stata segnata negli anni da incertezze istituzionali, contenziosi e ritardi che hanno prodotto conseguenze pesanti soprattutto sui lavoratori. «Oggi – spiegano – grazie anche a un quadro normativo finalmente chiarito, si apre la strada alla chiusura della liquidazione e alla definizione delle pendenze ancora aperte».
Un impegno che, sottolineano, dovrà essere attuato nel pieno rispetto dei principi di tutela del lavoro, di correttezza amministrativa e di buona fede, assicurando la massima trasparenza sugli atti adottati e sulle somme effettivamente corrisposte. «È una responsabilità – concludono – che le istituzioni hanno verso lavoratrici e lavoratori che per troppo tempo hanno vissuto una condizione di incertezza».
Il voto di ieri rappresenta infine la continuità di un lavoro politico e istituzionale portato avanti negli anni all’interno del Consiglio provinciale, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione definitiva, restituendo dignità ai lavoratori e chiudendo una pagina che non poteva più restare aperta.
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