Compartecipazione, Romano (L’Aquila Nuova): “Da febbraio aumenti che si possono evitare”

Compartecipazione, Romano (L’Aquila Nuova): “Da febbraio aumenti che si possono evitare”
13 Gen 2026

A partire da febbraio, molte famiglie aquilane – in particolare quelle più fragili, con anziani, persone malate o redditi medio-bassi – si troveranno a fare i conti con un aumento della quota di compartecipazione ai servizi sociali e sociosanitari.

Segue il comunicato stampa del consigliere comunale Paolo Romano (L’Aquila Nuova).

Anno nuovo, problemi vecchi. E scelte politiche che rischiano di tartassare i più deboli. Da febbraio scatterà l’aumento della quota di compartecipazione ai servizi sociali e sociosanitari, con un impatto diretto su molte famiglie aquilane e, in modo particolare, su quelle più fragili sia per reddito che per la presenza di persone anziane o malate nel nucleo. Un aumento che interesserà tutti i servizi sociali e sociosanitari e che colpirà i nuclei con ISEE superiore agli 8.000 euro, aggravando bilanci familiari già messi a dura prova dal caro vita.
Una decisione che non nasce oggi, ma che affonda le sue radici in un regolamento comunale approvato nel 2025, adottato in attuazione di un indirizzo regionale che, dal 2023, chiede a tutti i Comuni abruzzesi di uniformarsi alle regole sulla compartecipazione alla spesa. Un obbligo formale, ma non un destino inevitabile.
Già a giugno 2025 avevo chiesto, con la presentazione e di un ordine del giorno specifico, di rivedere questa impostazione prima che producesse i suoi effetti più duri in cui chiedevo all’Amministrazione di introdurre soglie minime di esenzione e una progressività reale, riservando la compartecipazione solo ai casi di maggiore disponibilità reddituale e di applicare in modo pieno e responsabile le possibilità offerte dalla normativa regionale, tenendo conto anche dei dati del bilancio comunale. Se abbiamo un bilancio florido perché si chiedono più soldi a chi è in difficoltà?
I margini ci sono, lo dice lo stesso Regolamento regionale, approvato nel 2023: i Comuni possono intervenire a parziale o totale copertura della quota di compartecipazione a carico dell’utente, nel rispetto degli equilibri di bilancio.
Una possibilità concreta, che consentirebbe di azzerare o almeno ridurre l’aumento per molte famiglie. Va ricordato ulteriormente che all’interno del bilancio non solo ci sono risorse ma c’è anche la possibilità di utilizzare in modo mirato il contributo straordinario del governo nazionale per minori entrate e maggiori spese.
Sono ancora convinto che si possa intervenire se si ha il coraggio di rimettere al centro le persone e non solo droni e istallazioni effimere. Febbraio è vicino, ma non è ancora troppo tardi per fermare un salasso annunciato.
Se ne discuta senza perdere altro tempo in consiglio comunale e questa maggioranza scelga da che parte stare: con i regolamenti applicati in modo automatico o con le famiglie aquilane, soprattutto quelle più fragili

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