Perdonanza, Sgarbi risponde a Biondi: “Su tutela dei beni culturali decide il Ministero”

Perdonanza, Sgarbi risponde a Biondi: “Su tutela dei beni culturali decide il Ministero”
Il leader di Rinascimento e sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, durante la conferenza stampa del candidato del Centrodestra a presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca per le elezioni regionali nel Lazio, Roma, 11 gennaio 2023. ANSA/ANGELO CARCONI
24 Ago 2023

Sembrano non placarsi le polemiche intorno la sistemazione del palco della 729°edizione della Perdonanza Celestiniana.

Dopo l’intervento del sottosegretario alla cultura, Vittorio Sgarbi, che aveva affermato che i concerti vanno fatti in altre sedi, era arrivata anche la replica stizzita del Sindaco  Biondi: “non decide Sgarbi”.

Non si è fatta  attendere troppo la risposta del sottosegretario Sgarbi tramite l’agenzia DIRE: “Non comprendo la reazione stizzita dell’amico sindaco. Io ho criticato l’impatto del palco sulla facciata della Basilica, non l’amministrazione comunale. Comunque, nel merito, c’è poco da dibattere: le immagini sono inequivocabili; guardandole qualsiasi diversa valutazione non può che risultare grottesca. Non solo. La stessa Soprintendenza in una nota inviata al ministero osserva, senza alcuna possibilità di fraintendimento, che ‘dal punto di vista della godibilità del monumento, qualsiasi posizionamento del palco ne preclude comunque la visuale’.

“Il sindaco, tra l’altro – ha continuato Sgarbi – dovrebbe essere a conoscenza (ma dal tenore del suo intervento sembra proprio di no) che l’autorizzazione al montaggio del palco concessa al Comune era subordinata ad alcune prescrizioni, una di queste contenente un imperativo ineludibile: ‘sia garantita la più ampia visibilità della facciata della Basilica’. Ma vi è di più. Risulta agli atti che la Soprintendenza, consapevole del fatto che il palco oscura la facciata della basilica, ha sollecitato il Comune “ad un ripensamento nell’organizzazione degli eventi volto ad un uso del sagrato strettamente connesso alle sole iniziative a carattere religioso”.

Un passaggio questo che ipotizza il fatto – grave – che l’Amministrazione Biondi avrebbe ingannato la Soprintendenza, raccontandogli altro diverso dal vero.

“Ora, se il sindaco vuole trasformare una questione di tutela dei beni culturali in una polemica politica, libero di farlo – conclude il sottosegretario – Ma una cosa sia chiara. Sulla tutela dei beni culturali decide il Ministero; non per un capriccio del Sottosegretario Sgarbi ma perché così stabilisce la legge. Concludo con una proposta. Nel rispetto del principio di leale collaborazione tra le istituzioni, il sindaco sostenga la mia idea di cooptare all’interno del Comitato organizzatore della festa della Perdonanza un delegato della Soprintendenza”.

Una proposta che chissà se verrà raccolta, ormai per le prossime edizioni, dal Primo cittadino aquilano.

LA REPLICA ALLE PAROLE DI BIONDI DEL PD

Ma le parole di Biondi contenevano anche un altro passaggio in cui sosteneva che la polemica del sottosegretario Sgarbi fosse stata “‘indotta’ dalle provocazioni di qualche parlamentare di centrosinistra che, digiuno di argomenti e consenso, ne cerca tra questioni a lui lontane dal momento che a Collemaggio lo si vede solo a fare passerella una volta lanno a favore degli obiettivi”.

Non si è fatta attendere allora nemmeno la risposta del Pd firmata da Daniele Marinelli (segretario regionale Pd), Francesco Piacente (segretario provinciale) e Nello Avellani (segretario cittadino).

“Siamo oramai abituati alle liti interne alla destra, a tutti i livelli di governo. Ciò che è accaduto ieri però, nel giorno di apertura della Perdonanza Celestiniana, lascia perlomeno interdetti: il sottosegretario alla Cultura del governo Meloni ha infatti attaccato frontalmente, e con toni duri, la Soprintendenza e il sindaco dell’Aquila Biondi, esponente dello stesso partito della premier, per la decisione di montare il palco degli eventi sul sagrato della Basilica di Collemaggio. Il sottosegretario è arrivato a ipotizzare che gli organizzatori, e quindi Biondi, abbiano mentito alla Soprintendenza, indicando che su quel palco si sarebbero svolti solo eventi religiosi. Una faida tutta interna alla destra, uno scontro pesante che ha spinto Biondi a diffondere un comunicato farneticante, in cui, di fatto, scarica la responsabilità dell’accaduto su un parlamentare di centrosinistra che avrebbe spinto il sottosegretario a prendere una posizione così netta. Pur non apprezzandolo politicamente, siamo convinti che Sgarbi non si faccia dettare la linea da un parlamentare di centrosinistra; lasciare intendere che possa farsi ‘usare’ per polemiche di parte, è persino offensivo. D’altra parte, Sgarbi è sottosegretario con gli argomenti e il consenso di Biondi, non con il nostro. Segnaliamo al sindaco dell’Aquila che spesso il nostro parlamentare partecipa a cerimonie a Collemaggio con delegati del Comune dell’Aquila: non se ne sarà accorto, impegnato com’è a girare per l’Italia e l’Abruzzo invece di stare nella sua città. 
Lasci stare, dunque, fantasiose e ridicole ricostruzioni: il sindaco dell’Aquila si occupi della sua città, delle beghe interne alla destra, prenda atto che un esponente importante del ‘suo’ Governo ha bocciato l’organizzazione della Perdonanza, e proprio nel giorno della cerimonia inaugurale, e rifletta sul fatto che i parlamentari abruzzesi di destra non hanno speso una parola  per difenderlo.
Concludiamo con una considerazione: è sconcertante che, dinanzi ad un parlamentare che annuncia di voler approfondire, nel pieno non solo diritto ma anche dovere della sua funzione, Biondi reagisca non nel merito della richiesta ma attaccando il richiedente e parlando di “bastonate”.

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