Carburanti e speculazione: A.Ba.Co. Abruzzo deposita esposto alla Guardia di Finanza

Carburanti e speculazione: A.Ba.Co. Abruzzo deposita esposto alla Guardia di Finanza
01 Apr 2026

L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.), rappresentata dal suo Presidente Regionale, ha presentato un articolato esposto al Comando Regionale della Guardia di Finanza per denunciare quelle che ritiene essere gravi manovre speculative ai danni di cittadini e imprese. L’iniziativa legale nasce dall’osservazione di un’ingiustificata impennata dei prezzi dei carburanti, che l’associazione collega non a reali dinamiche di mercato, ma a strategie finanziarie volte a massimizzare i profitti sfruttando il clima di instabilità geopolitica in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz.

Secondo l’analisi dei dati di mercato prodotta dall’associazione, tra il 27 febbraio e il 9 marzo 2026 il prezzo del petrolio Brent ha subito un incremento anomalo del 65%, passando da 72 dollari a un picco di quasi 120 dollari al barile. Tuttavia, nonostante una successiva e rapida correzione che ha riportato le quotazioni sotto i 95 dollari già il 10 marzo, i prezzi alla pompa sul territorio nazionale sono rimasti bloccati sui valori di picco. Questa asimmetria dimostrerebbe che il mercato non sta prezzando il costo reale del bene fisico presente nei depositi, acquistato quando il supporto tecnico del Brent era fermo a circa 82 dollari, bensì una “paura futura” alimentata da previsioni tendenziose.

L’esposto punta il dito contro i principali operatori della filiera, tra cui Eni S.p.A., Gruppo API/IP e Kuwait Petroleum Italia, accusandoli di aver applicato rincari immediati senza attendere l’effettivo esaurimento delle scorte acquistate a prezzi inferiori. A.Ba.Co. rileva inoltre una grave criticità legata all’applicazione del recente 1: nonostante il taglio d’urgenza delle accise di circa 25 centesimi al litro, i prezzi al consumo non avrebbero registrato una riduzione corrispondente, suggerendo che il beneficio fiscale possa essere stato assorbito dalle compagnie per mantenere artificialmente alti i propri margini.

A fronte di tali evidenze, l’associazione ipotizza la violazione degli articoli 501 e 501-bis del codice penale relativi al rialzo fraudolento di prezzi e alle manovre speculative su merci di prima necessità. Oltre alle responsabilità dei distributori, l’esposto richiama l’attenzione sulla possibile inerzia degli organi di vigilanza, quali il Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, l’AGCM e l’ARERA, i quali avrebbero omesso i necessari controlli permettendo la traslazione del rischio geopolitico interamente sui consumatori finali.

Per queste ragioni, A.Ba.Co. ha formalmente richiesto alla Guardia di Finanza di disporre il sequestro preventivo dei documenti contabili e degli extra-profitti maturati dagli operatori negli ultimi sei mesi. L’istanza include anche la richiesta di accertamenti ispettivi urgenti presso i depositi fiscali per verificare l’effettiva data di acquisto delle partite di carburante e riscontrare la correttezza dei listini praticati rispetto alla reale discesa delle quotazioni internazionali del greggio.


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