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L’opera “Zittita!”, della giornalista Monica Pelliccione, arriva all’Aquila

Il Melologo contro la violenza sulle donne sarà dedicato a Giulia Cecchettin

Arriva all’Aquila il Melologo “Zittita!”, tratto dall’opera letteraria pluripremiata della giornalista, scrittrice e saggista Monica Pelliccione. Il testo teatrale, che ha debuttato lo scorso anno al festival del Melologo di Como, per arrivare nei teatri di Milano e Como, e che affronta il delicato tema della violenza fisica e psicologica sulle donne, sarà idealmente dedicato a Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato. La mise en scene di Zittita! è stata affidata alla regia e all’adattamento del testo del maestro Sonia Grandis, voce recitante e alla musica originale della compositrice, Rossella Spinosa.

L’appuntamento è per il 23 novembre prossimo, alle ore 17, all’auditorium del Conservatorio Casella nell’ambito della manifestazione “Puliamo il mondo dai pregiudizi”, promossa da Legambiente Abruzzo, Onlus Antonio Padovani e Conservatorio Casella. L’ingresso è libero. Il racconto, alla base di questa produzione esclusiva di Lombardia Musica, pone lo sguardo sul mondo femminile, rappresentato in tutta la sua fragilità, in antitesi alla forza che deriva dai soprusi subiti nella sfera sentimentale, come in ambito professionale. Il titolo è emblematico di una condizione di inferiorità sociale che, nonostante le battaglie di rivendicazione dei diritti e posizioni nella scala gerarchica, caratterizza ancora il mondo del lavoro e condiziona i rapporti interpersonali tra uomo e donna. Il racconto si snoda sulla traccia di una narrazione cruda, intrisa di violenza e soprusi, perpetrati in modo subdolo e meschino tra le mura di un ufficio: un’opera fuori dalle righe, incisiva ed efficace nella sintesi di un dramma, quello vissuto dalla protagonista del racconto, che si tramuta in violenza psicologica e in un esercizio improprio del potere, tipico di una certa gerarchia maschilista. L’opera tratteggia i contorni di un capo-padrone, animato da smania di possesso e sete di dominio, che fa proprio il ricatto morale per alimentare la nevrosi del suo ego, forte della posizione di predominio che riveste.

“Mai come in questo momento si avverte l’esigenza di riproporre al pubblico il tema del rispetto delle donne, in ogni ambito della sfera relazionale”, spiega Pelliccione, “Zittita vuole dare voce alle tante donne che non ne hanno, costrette a subire, loro malgrado, violenze, angherie e soprusi. Strette nella morsa di relazioni sentimentali tossiche, di amicizie impure, di rapporti lavorativi malsani dove a dominare è il potere economico e gestionale dell’uomo. Lo spettacolo sarà dedicato a Giulia Cecchettin, vittima innocente dell’ego maschilista tramutato in dominio assoluto”. “Far nascere un melologo, genere musicale che risale al 1.700, da un testo crudo e sofferente come quello di Zittita! è una sfida interpretativa”, affermano Spinosa e Grandis, “una storia che racconta di dipendenza, come moltissime di noi hanno provato sulla propria pelle, storie di violenza psicologica, debolezza, che hanno come scenario l’ambiente di lavoro. Abbiamo scelto di raccontare questa lotta di corpo e di anima in modo “alto”, unendo alla recitazione un’atmosfera musicale sacra, perché sacra è sempre la vita, e la vita di una ragazza che si affaccia alla speranza e al progetto di se stessa lo è ancor più. Perché per sconfiggere gli orchi dobbiamo armarci di tanta consapevolezza e forza interiore”.

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