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L’intervento a L’Aquila di Ginevra Bompiani. “Specialità delle donne è salvare l’esistente, ci batteremo per fermare la follia della guerra”

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Dopo il successo della partecipata manifestazione di Firenze con Michele Santoro e Alessandro Orsini, continuano gli incontri sui territori della lista Pace Terra Dignità. Ieri, in un’iniziativa a L’Aquila, è intervenuta Ginevra Bompiani, nota scrittrice ed editrice, militante da sempre della sinistra, candidata alle prossime elezioni europee nella circoscrizione Sud nella lista promossa da Santoro e Raniero La Valle.

In collegamento video e alla presenza dei candidati abruzzesi Ilaria Leonardis (https://abruzzosera.it/lavvocato-del-diavolo-la-26esima-puntata-con-laura-cucchiarella-e-ilaria-leonardis/) e Paolo Della Ventura (https://abruzzosera.it/lavvocato-del-diavolo-la-27esima-puntata-con-nicola-dambrosio-fdi-e-paolo-della-ventura-pace-terra-dignita/), la scrittrice ha posto l’accento sui principali temi in discussione in questa campagna elettorale. Ma a monopolizzare l’attenzione di quella che appare, ogni giorno di più, come una lista di scopo vista la drammatica situazione internazionale, è l’analisi delle due guerre in corso, in Ucraina e a Gaza, che sembrano avviate verso una inarrestabile escalation.

L’intervento della Bompiani è stato molto intenso e capace di mescolare efficacemente più tematiche e linguaggi, filtrati dal suo immaginario di femminista storica.

Dopo il terremoto del 1703, più o meno alla stessa ora, avvenne il terremoto del 6 aprile 2009, magnitudo 6.3, 309 vittime, 1600 feriti, 10 miliardi di danni. La ricostruzione è ancora in corso. Avanza la ricostruzione privata, più lenta quella pubblica. Mancano almeno 5 anni.

Questo incontro si chiama: vota la pace. Ma io avrei voluto chiamarlo: vota la manutenzione!

Perché è quello di cui abbiamo bisogno, di cui l’Italia ha bisogno, di cui il mondo ha bisogno. Manutenzione. Questa è una cosa che le donne capiscono benissimo, tanto quanto gli uomini capiscono la guerra. Perché non bisogna distruggere per ricostruire, ma mantenere e riparare e aggiustare e preservare. Questa è la specialità delle donne: salvare l’esistente. E noi vorremmo impegnarci proprio in questa battaglia, che è fondamentale: il lavoro della pace, il lavoro che salva la terra e la dignità umana.

Invece dobbiamo batterci contro la guerra. Perché?

Perché ci sono due guerre in atto, due guerre infinite. E perché infinite? Perché in queste due guerre, in Ucraina e a Gaza, finiscono le vite di chi combatte e di chi non combatte, ma non finiscono mai le munizioni. E finché ci sono munizioni, finché si spara e si buttano bombe, la guerra non finisce. Oggi la guerra non ha più bisogno di soldati. Immaginate un campo di battaglia vuoto, i soldati giacciono morti, qua e là, con gli arti spezzati,  le teste saltate via, non c’è più nessuno a sentire i sibili dei proiettili, a sussultare all’impatto dei missili, ma la guerra continua. Ci sono i droni a tenerla sveglia, c’è l’intelligenza artificiale a scegliere gli obiettivi, c’è tutto quello che serve a continuare la guerra: manca una cosa sola: un braccio vivo che sventoli una bandiera bianca.

Io non amo le bandiere, nessuna bandiera, salvo quella: la bandiera bianca. Quella che dice che la guerra è finita. Non voglio più combattere. Vuol dire che ho perso? Ma certo, ho perso! Tutti abbiamo perso: chi ha perso un figlio, chi ha perso la casa, ha perso la guerra. Ma se anche un ferito riuscisse a strapparsi un pezzo di camicia e lo sventolasse come una bandiera di pace, chi lo vedrebbe? Non certo un drone che continuerebbe a ronzare in cerca di vittime.

Allora ci voleva manutenzione. Oggi ci vorrebbe un’immensa manutenzione per l’Ucraina, un’infinita manutenzione per Gaza (e quella ci sarà, dopo lo sterminio, sono già pronti i progetti per villette sul mare a uso israeliano). Ma prima bisogna che finiscano le guerre. E come finiscono le guerre? Con una trattativa.

E perché nessuno vuole una trattativa?

Forse perché nessuno vuole ammettere di aver perso, forse perché la produzione e vendita di armi sono oggi quello che mantiene in attivo il bilancio di un paese, dei nostri paesi, forse perché l’Occidente non ammette di aver perso il predominio del mondo. Forse perché la prossima guerra vedrà impegnati gli Usa contro la Cina e l’Europa contro la Russia. Quali che siano le ragioni, l’Europa vuole entrare in guerra; spinta dagli Usa, ma lei stessa convinta e decisa. E noi, che vorremmo solo un po’ di manutenzione, un po’ di pace, un po’ di lavoro, un po’ di protezione, vorremmo solo vivere e morire degnamente, ci ritroveremo, in un batter di ciglia, ‘suicidati’, senza che nessuno ci abbia chiesto se vogliamo morire.

E’ questa l’Europa che vogliamo? Io non credo.

Allora stiamo attenti a chi voteremo: chiediamo ai candidati: che cosa farete a Bruxelles? Vi batterete con tutte le vostre forze per fermare questa follia di guerra? E che cosa farete in Italia? Ci darete un lavoro che non cada dalle impalcature? Darete alle donne una vita libera, di cui può decidere senza incorrere nella vendetta dell’amante o del marito o nelle prediche della Pro Life? Ci darete dei salari per una vita dignitosa? Ci ridarete le libertà che stiamo perdendo una per una: libertà di parola, libertà di stampa, libertà di aggregazione, libertà di culto, libertà di pensiero… le libertà sancite dalla nostra Costituzione? E ci darete finalmente la manutenzione che farà di questo un paese più sicuro (per la sicurezza non ci vogliono le armi ma la manutenzione).

E veglierete che il lavoro del governo sia un servizio e non un abuso di potere?

Noi di questa lista, Pace Terra Dignità, vi promettiamo che useremo tutte le nostre facoltà, le nostre competenze, le nostre capacità, che saranno tanto grandi quanto voi le farete coi vostri voti, per batterci perché si chiudano le guerre in atto e non se ne aprano altre; e se ci riusciremo, ci batteremo perché la pace sia di tutti.

E non dei potenti, perché le nostre teste non siano più avvolte da menzogne che nascondono progetti di guerra; e l’essere umano ritrovi la propria umanità, oggi così minacciata; e la terra smetta di esserci nemica. Perché la nostra, la vostra vita sia degna di essere vissuta.

 

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