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L’Avvocato del diavolo, puntata n. 28 con Elisabetta Piccolotti (AVS): “Serve un’altra Europa, autonoma e solidale”

“Vogliamo costruire un altro modello di Europa, che faccia riforme che migliorino la vita delle persone. Abbiamo candidato Ilaria Salis per lanciare un messaggio chiaro: nessuno sconto a paesi come l’Ungheria, se vogliono restare dentro lo spazio dell’Unione europea. Se vincono le destre, l’Europa si decompone”. 

L’Avvocato del diavolo è il format politico di Abruzzo Sera, condotto ogni settimana dal Direttore Fabio Pelini.

Ospite della puntata numero 28 Elisabetta Piccolotti, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra, a L’Aquila per sostenere Mimmo Lucano, Giulia Persico e Souzan Fatayer candidati alle Elezioni Europee in programma l’8 e il 9 giugno.

La dirigente nazionale di Sinistra Italiana ha voluto porre l’accento sulle grandi questioni che, a suo modo di vedere, è necessario affrontare per costruire un altro modello di Europa: prioritariamente, c’è il tema della pace, per giungere alla quale “c’è bisogno di un’azione forte e reale, in grado di aprire un tavolo di trattativa tra Russia e Ucraina”. Per fermare la mattanza a Gaza inoltre “è necessario un immediato intervento dell’Onu”. Non è mancato un affondo ad altre forze pacifiste candidate alle Europee: “La Pace non è un’esclusiva di nessuno e ci dispiace ci siano elementi di frantumazione. Però noi siamo in Parlamento, puntiamo ad eleggere in Europa e, se si guarda al post elezioni, gli elettori sanno che Alleanza Verdi Sinistra ci sarà anche dopo. Forse non tutti possono dirlo”. Chiaro è apparso il riferimento alla lista Pace Terra Dignità promossa da Michele Santoro.

Molti sono però i temi da portare in Europa per la forza politica rosso-verde che la Piccolotti rappresenta: dai bassi salari al welfare troppo esile, criticità che impongono misure di accompagnamento al ceto medio (sempre più impoverito); dalla lotta ai cambiamenti climatici alla difesa dei diritti civili. “Una maggioranza di destra sarebbe fatale per l’Unione europea. Il nostro modello di riferimento è quello spagnolo, dove il governo fa riforme che migliorano la vita delle persone”.

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