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L’Aquila, l’occupazione della Asl1 prosegue. La Cgil: “Difendiamo la sanità pubblica. Raggiungeteci”

Circa 300 persone che avevano risposto al presidio indetto dalla Cgil, tra cui medici ed infermieri, hanno forzato i cancelli chiusi del piazzale dove si trova la sede della ASL 1 nella zona di Pile, all’Aquila.

Una volta nel piazzale i manifestanti hanno chiesto di parlare con il direttore dell’azienda sanitaria , Ferdinando Romano, con il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il Presidente della Regione Marco Marsilio, che però non si sono presentati seppur contattati dalla questura.

Non avendo risposte, verso mezzogiorno la folla è entrata spingendo dentro il palazzo Asl presidiato dalle forze dell’ordine.

Al centro della protesta che vuole difendere in generale la sanità pubblica, la lenta agonia a cui sono stati destinati i centri di cura primarie presenti sul territorio aquilano, che erogano un servizio sanitario territoriale reale di 12h al giorno, ma per i quali la Asl non sta consentendo la sostituzione dei medici andati in pensione con i nuovi professionisti mettendo in difficoltà personale e cittadini.

“Resteremo qui fino a che non arriveranno il sindaco, il direttore dell’azienda sanitaria e il Presidente della Regione. Invitiamo la popolazione a raggiungerci”, ha affermato il segretario cgil Francesco Marrelli che con il sindacato da tempo porta avanti la battaglia per non far morire i nuclei di cure primarie.

“Il manager Romano – ha poi continuato Marrelli –  ha preso due giorni di ferie, del sindaco Biondi, Presidente del comitato ristretto dei sindaci, non abbiamo notizie nemmeno e della Regione meno che mai, quindi continuiamo questa occupazione simbolica anche nel pomeriggio. Vogliamo riposte”.

Alle 15 è iniziata la conferenza stampa in cui la Cgil e gli altri hanno confermato il proseguo dell’occupazione almeno fino a lunedì prossimo quando saranno loro a recarsi dalle istituzioni, al Consiglio straordinario del comune dell’Aquila convocato sul tema della sanità.

“Da stamattina non si è fatto vedere nessuno – ha esordito in conferenza stampa il segretario provinciale della cgil L’Aquila Francesco Marrelli – solo indifferenza da parte del sindaco Biondi che, oltre ad essere come sindaco l’autorità sanitaria del territorio, ricopre il ruolo di presidente del comitato ristretto dei sindaci, mentre al piano di sopra ci sono  il direttore sanitario e quello amministrativo della Asl1 che non hanno avuto il coraggio di venire a parlare con noi. Abbiamo riconfermato che la mobilitazione continua e che lunedì saremo presenti in consiglio dove andremo a trovare i decisori politici”.

IL COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO 

Sede Asl Presidiata, non andremo via finché non avremo risposte. Cittadini esasperati.

L’AQUILA – Questa mattina una delegazione di sindacati e consiglieri comunali e regionali, in testa ai cittadini in protesta, non è stata accolta dalla Asl aquilana e ha forzato il blocco trovato all’ingresso della sede dell’azienda sanitaria, in via Saragat all’Aquila, attualmente presidiata per assenza di risposte alle istanze alla base della mobilitazione.

La manifestazione, a sostegno dei Nuclei di cure primarie, era prevista per oggi e supportata dai  sindacati Fimmg, Smi, Snami e Cgil per difendere il diritto costituzionale alla salute.

“Una protesta pacifica di cittadini e operatori sanitari che chiedevano di essere ricevuti dalla direzione della Asl ha trovato un rifiuto incomprensibile. I cittadini hanno il diritto di ottenere risposte. In particolare la vicenda dei Nuclei di cure primarie, che sono a rischio chiusura perché la Asl non consente la sostituzione dei medici andati in pensione con i nuovi professionisti, non solo esponendo la città al rischio di perdere i presidi di sanità territoriale, ma soprattutto esponendo il personale amministrativo e infermieristico a perdere il posto di lavoro. Facciamo un appello alle aquilane e agli aquilani di venire qui e sostenere questa battaglia di civiltà”, afferma il capogruppo del Partito democratico al Consiglio comunale dell’Aquila Stefano Albano.

“Il governo di destra del romano Marsilio ha sfasciato completamente la sanità pubblica. Le persone nella provincia dell’Aquila sono esasperate e noi abbiamo il dovere di dare voce alla loro disperazione. Siamo allo stremo e siamo costretti a entrare nell’aula magna perché ci siamo trovati di fronte una chiusura e un muro di gomma in primis delle Istituzioni ma poi della asl. Non ce ne andremo finché non avremmo avuto le risposte che chiediamo da due anni”, aggiunge il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.

“Questi sono uffici pubblici, casa nostra, la casa di cittadini e cittadine costrette a mobilitarsi e che hanno diritto ad essere ascoltati e ricevuti per istanze che riguardano  il sacrosanto diritto alla salute.La salvaguardia dei nuclei di cure primarie è uno dei tasselli di una sanità che siamo chiamati a difendere e non ci fermeremo”, conclude Rita Innocenzi, sindacalista della Cgil e candidata nel collegio provinciale dell’Aquila per il Partito democratico alle elezioni regionali.

… in aggiornamento

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