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L’Aquila, bufera sull’Istituto scolastico “Dante Alighieri”. La denuncia di un gruppo di genitori: “Discriminati i nostri bambini”

di Fabio Pelini

Maretta nel mondo scolastico aquilano, con l’Istituto comprensivo “Dante Alighieri” nuovamente al centro di polemiche. Ancora non si erano spenti gli echi per il pasticciato invalidamento delle domande di iscrizione alla Scuola Primaria “Gianni Di Genova”, che un’altra tegola cade sull’Istituto aquilano. Una questione che appare non proprio marginale e che è destinata a fare molto rumore, soprattutto se – come dicono – i genitori non recederanno dall’intenzione di andare avanti nella denuncia.

Ma andiamo ai fatti. Come altri istituti scolastici aquilani e non solo, anche la “Dante Alighieri” prevede nella sua offerta formativa la possibilità per i bambini della scuola Primaria di avvalersi di corsi di preparazione utili a sostenere le certificazioni linguistiche. Tutto scritto, nero su bianco, nel Ptof, il piano triennale dell’offerta formativa, che indica per l’appunto ciò che la scuola garantisce ai propri iscritti in termini di didattica variamente intesa. È in qualche modo la carta d’identità dell’istituto, prezioso biglietto da visita per chi intende frequentare.

Quel che non figura nel Ptof è ciò che poi i genitori denunciano: e cioè che le bambine e i bambini che in questo anno scolastico frequentano la quinta classe delle scuole primarie appartenenti all’Istituto Dante Alighieri e che per il prossimo anno scolastico si sono preiscritti alla scuola media di un altro Istituto comprensivo, sono stati inopinatamente esclusi dal corso di preparazione alla certificazione linguistica Movers. Senza che questo criterio discriminatorio sia stato mai formalizzato, né nel Ptof, né nella circolare diramata per pubblicizzare termini e modalità delle iscrizioni. Solo comunicazioni informali da parte delle docenti, fatte a voce o tramite whatsapp. Di fronte a questa procedura poco trasparente, i genitori dei bambini in odore di esclusione hanno comunque presentato la domanda, consegnandola sia brevi manu alle maestre, sia inviandola all’Istituto per posta elettronica certificata.

Venuti poi a conoscenza di un collegio dei docenti datato 11 settembre 2023, dove sarebbe stato deciso di riservare i corsi solo agli alunni preiscritti alla Scuola media dell’Istituto Dante Alighieri, i genitori hanno fatto richiesta di accesso agli atti per visionare il verbale di quel collegio. Nel quale, relativamente al punto all’ordine del giorno “Nomina Referente Certificazioni e Dipartimento di Lingue”, dopo una serie di informazioni sui responsabili individuati per le varie certificazioni linguistiche, giunge alla fine il punto “incriminato”. Si può leggere infatti: “La Prof.ssa (OMISSIS) precisa che le lezioni gratuite riservate agli alunni della Scuola primaria, per la preparazione agli esami, per conseguire la Certificazione, saranno destinate solo agli alunni che si iscriveranno alla Scuola Secondaria di Primo Grado dell’I.C. Dante Alighieri per continuità e costruzione del curricolo verticale”. In un verbale, tra l’altro, dove non si fa cenno a votazione, né tantomeno ad approvazione a maggioranza o all’unanimità del punto in questione.

Un verbale sostanzialmente impugnabile, come hanno tenuto a sottolineare alcuni avvocati a cui è stato sottoposto.

Per capirci, all’interno di un punto all’ordine del giorno tanto generico da poter contemplare un po’ tutto lo scibile sull’argomento, tramite la precisazione en passant di una docente (almeno questo riporta il verbale) viene assunta una decisione gravissima, che delinea diritti diversi per bambini che frequentano la stessa classe nella medesima scuola. Sarebbe come dire a un qualunque lavoratore che, visto che nel giro di un anno forse cambierà lavoro, ogni suo diritto è cassato. Già, quel forse è d’obbligo, perché quelle per la scuola media sono preiscrizioni, che possono essere mutate da qui a settembre quando prenderà avvio il nuovo anno scolastico. Ciò significa che chi oggi ha scelto un Istituto diverso dal “Dante Alighieri” potrà sempre chiedere in futuro il nulla osta e iscriversi, così come chi oggi ha scelto l’Istituto diretto dalla Prof.ssa Antonella Conio potrà sempre cambiare idea ed andare altrove, magari dopo aver frequentato il corso Movers. Insomma, disuguaglianza nella disuguaglianza.

Con buona pace dei principi e valori sanciti nella Costituzione repubblicana. Un vulnus  che fa ancora più effetto, perché perpetrato nel mondo della scuola pubblica, il luogo principe designato dai nostri padri costituenti ad eliminare diseguaglianze e discriminazioni.

I genitori hanno denunciato l’accaduto anche al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, il dottor Massimiliano Nardocci, che deve aver giudicato sbagliata la scelta assunta dall’Istituto scolastico al centro delle polemiche, tanto che sembrerebbe essersi mosso con una nota di censura indirizzata alla dirigente scolastica Antonella Conio. Che, però, sembra intenzionata a tirar dritto e a considerare poco più che acqua fresca le osservazioni giuntele del massimo organismo scolastico regionale.

È lecito tutto ciò? È possibile considerare figli di un dio minore bambine e bambini ancora a tutti gli effetti alunni dell’Istituto “Dante Alighieri”? Non c’è nessuno in grado di fermare questo clamoroso atto di disuguaglianza? 

Se anche la scuola, privilegiato luogo di incontro, di crescita, di inclusività mostra un lato così pericolosamente escludente, vuol dire che la situazione ci è sfuggita di mano o forse che non siamo stati in grado di vederla arrivare. E mentre quei genitori non escludono iniziative clamorose, è forse il momento di rimboccarci le maniche tutte e tutti, perché ci sono da ricostruire nuovi e più solidi legami di cittadinanza nel quotidiano vivere comunitario.

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