di Alessandra Prospero
Daniele Castellano, conosciuto artisticamente come Castellino, è un 36enne nato e cresciuto all’Aquila e incarna una fusione unica di talenti e passioni. Dopo aver conseguito il diploma di perito chimico e una laurea magistrale in scienze religiose, ha dedicato la sua professionalità all’insegnamento della religione e all’educazione musicale per i bambini dell’infanzia, trasmettendo loro non solo nozioni, ma anche la gioia della musica.
La sua carriera musicale ha preso il via con il gruppo Castellino & Paganica Drink Team, con cui ha pubblicato gli album “Il paese dei balocchi” (2009), un tributo alla sua amata Paganica, e “Circocentro” (2012). Con la band ha calcato numerosi palchi, portando la sua musica ben oltre i confini aquilani, da Catania a Pinzolo. Per un decennio, Daniele è stato una colonna portante del coro diocesano giovanile “San Massimo” dell’Aquila, per il quale ha composto diversi canti liturgici. Tra questi spicca l’emozionante inno alla Salus Populi Aquilani, eseguito dal coro della Perdonanza Celestiniana, diretto dal Maestro Leonardo De Amicis, in occasione della storica visita di Papa Francesco a L’Aquila nel 2022.
Castellino continua a comporre canzoni originali dedicate al mondo dell’infanzia e vive orgogliosamente a Paganica con la sua famiglia: la moglie, due bambini e quattro gatti.
Il 2025 segna un nuovo capitolo con l’uscita del suo primo album da solista, “Amori e Stagioni”, ora disponibile su tutte le principali piattaforme streaming.
Proprio in occasione dell’uscita del nuovo album, l’ho intervistato per AbruzzoSera.

L’origine e il percorso
Daniele, quando e come è nata la tua passione per la musica?
La mia passione per la musica è nata da bambino, poiché mio padre cantava ( e canta tutt’ora) nel coro della Portella e mio fratello maggiore Emanuele sin da piccolo suonava la tastiera. Il primo approccio alla musica deriva senz’altro da questo vissuto e poi si è consolidato in età adolescenziale.
Ricordi il primo strumento che hai suonato e la prima canzone che ti ha emozionato davvero?Andando in ordine cronologico sicuramente il primo strumento che ho suonato è stata la diamonica (clavetta), durante il mio percorso nella scuola dell’infanzia grazie alla guida di Padre Quirino Salomone, che ci ha lasciati un anno fa. Successivamente, per imitazione, all’età di 8 anni, ho iniziato a strimpellare la chitarra, strumento che suono abitualmente e con il quale ho composto la maggior parte dei brani. La prima canzone che mi ha emozionato e conseguentemente proiettato verso il mondo della musica e della composizione è stata “Smooth Criminal” di Michael Jackson.
C’è stato un momento in cui hai capito che la musica sarebbe diventata una parte centrale della tua vita?
Sicuramente durante il periodo adolescenziale. Sono sempre stato molto introverso e la musica mi ha aiutato a comunicare, ad arrivare agli altri, a darmi un posto nel mondo.
Daniele Castellano, stile e carriera
Come descriveresti il tuo stile musicale a chi non ti conosce?
Probabilmente eclettico. Ma non amo molto dare un’etichetta al mio stile, diciamo che in base al genere musicale che quel periodo sto ascoltando, scrivo una canzone che si ispiri o si avvicini il più possibile al genere di riferimento. Nella mia carriera credo di aver sperimentato abbastanza.
Quali artisti o generi ti hanno maggiormente influenzato nel tuo percorso?
Certamente i grandi cantautori della musica italiana: Rino Gaetano, Ivan Graziani, Lucio Dalla, Guccini. Ma anche la musica rock in tutte le sue varianti, il funk, il pop, il punk e il grunge. Tra l’altro la mia prima esperienza in un gruppo è legata alla musica che ha reso grandi i Nirvana, i Pearl Jam e i Soundgarden. Contestualmente ho composto anche canti liturgici per la Santa Messa, tra cui l’Inno alla Salute del Popolo aquilano eseguita in occasione della visita di Papa Francesco a L’Aquila. A questo si aggiunge, in fine, il mio impiego come insegnante, anche nella scuola dell’infanzia, che mi porta a comporre musica e canzoncine per bambini. Non mi faccio mancare nulla.
Hai collaborato con cori e realtà locali: quanto conta per te il lavoro di squadra nella musica?
Per me è fondamentale nonché necessario. Io non ho mai studiato teoria musicale e/o uno strumento in maniera canonica. Sono sempre stato autodidatta , ragion per cui, la collaborazione e il lavoro di squadra mi ha aiutato molto. Suonare con un gruppo o cantare con un coro è un’esperienza bellissima e molto formativa.
Scrivi anche brani originali: da dove trai ispirazione per le tue composizioni?
La mente di un’artista viaggia su canali particolari, questo rende la musica, secondo me, un’arte trascendentale, la più vicina a Dio. A volte l’ispirazione nasce da un panorama, da una storia che mi ha colpito, da un vissuto, dall’urgenza di comunicare qualcosa o semplicemente perché la chitarra o il pianoforte ci suggeriscono un motivo per comporre.
Il legame con L’Aquila e l’Abruzzo
Quanto ha influito la città dell’Aquila e il territorio abruzzese sulla tua musica?
Qua devo subito far emergere il mio campanilismo: sono di Paganica. Paganica ha influito tanto, a lei ho dedicato il mio primo album ( Il paese dei balocchi – 2009), composto con il gruppo “Castellino & Paganica Drink Team“. Le mie radici musicali nascono qui e qui che ho composto la maggior parte dei miei brani.
C’è un suono, un paesaggio o un ricordo della tua terra che ritrovi sempre nelle tue canzoni?
Come dicevo, il primo album è dedicato a Paganica. Ogni volta che suono dal vivo con il gruppo, parte della scaletta è dedicata ai brani del “Paese dei balocchi”.
Pensi che la scena musicale aquilana abbia delle peculiarità rispetto ad altre realtà italiane?Sicuramente l’orgoglio, l’appartenenza, l’identità, vengono spesso rivendicati nei brani di alcuni cantautori o gruppi aquilani. L’urgenza di voler dire a tutti che L’Aquila c’è e ha la sua storia, le sue vibes. Penso a gruppi storici come i Dabadub, i Niutaun, che hanno dedicato diverse canzoni alla nostra città. Vorrei anche ricordare un mio amico cantautore, Mattia Ferella, che ha pubblicato due album tra i miei preferiti in assoluto.
Progetti e visione
Qual è stata l’esperienza musicale che ti ha emozionato di più finora?
Sicuramente cantare con il coro della Perdonanza per Papa Francesco è stata un’esperienza che non dimenticherò mai per tutta la mia vita, soprattutto perché è stato eseguito un mio brano diretto dal maestro Leonardo De Amicis. Ho fatto tantissimi concerti e vissuto tante esperienze, ma una in modo particolare porto nel cuore: aver suonato nella tendopoli del mio paese con il mio gruppo durante il giorno di Pasqua del 2009.
A quale progetto stai lavorando e ti stai dedicando al momento?
Ho da poco pubblicato su tutte le piattaforme e in formato CD il mio primo album ufficiale da solista dal titolo “Amori e Stagioni”. Un album che è nato come una sorta di percorso terapeutico personale e che può essere definito come un esercizio di stile, una buona sintesi di ciò che musicalmente mi piace fare.
Come vedi il futuro della musica locale e indipendente? Pensi che i giovani abbiano abbastanza spazi e opportunità?
Credo che rispetto a dieci anni fa ora è diventato molto più semplice rendere la propria musica fruibile e questo grazie alle grandi piattaforme musicali e ai social. Non tutto ciò che viene pubblicato è di valore, anzi, ma ci sono comunque contenuti interessanti per chi sa cercare bene. Il futuro? Mi auguro che la musica torni ad essere una forma d’arte e non un mero prodotto commerciale. Mi auguro che anche le nuove leve si concentrino più sulla qualità di un brano che sulla quantità di ascolti o di visualizzazione che questo può ottenere.
Se potessi scegliere un palco in qualsiasi parte del mondo, dove ti piacerebbe suonare?
Non ho grosse aspirazioni poiché nella vita di tutti i giorni faccio l’insegnate di religione, il papà e il marito. Mi basta lasciare una traccia di me e della mia arte in questo tempo che mi è stato dato da vivere.
Che consiglio daresti a un ragazzo aquilano che sogna di fare musica?
Di avere coraggio, di non intimorirsi e di vivere la musica per prima cosa come una grande passione.
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