Sororanze Festival a Loreto Aprutino: Margherita Bonfilio racconta donne, scrittura e sogni

Sororanze Festival a Loreto Aprutino: Margherita Bonfilio racconta donne, scrittura e sogni
30 Apr 2026

di Alessandra Prospero

Nell’ambito del Sororanze Festival – rete di spazi e persone, progetto dedicato alle “storie di donne ribelli raccontate oggi”, la Sala consiliare del Comune di Loreto Aprutino ha ospitato il settimo e penultimo appuntamento di un percorso culturale che, da novembre a maggio, mette al centro il valore della narrazione femminile e della memoria condivisa.

Promosso dal World Women Talent System Abruzzo e organizzato da Bibliodrammatica APS, con la direzione artistica di Beniamino Cardines, il festival si fonda su un principio tanto semplice quanto potente: donne che raccontano altre donne, intrecciando esperienze, identità e visioni in un dialogo capace di superare stereotipi e contrapposizioni.

Tra le protagoniste dell’incontro anche Margherita Bonfilio, referente per l’Abruzzo del WWTS – World Women Talent System, che abbiamo intervistato poco prima dell’evento per approfondire il senso di questo percorso e il suo personale cammino nella scrittura.

Margherita, ci vuoi spiegare che organizzazione è e in quale contesto si inserisce?

«La World Women Talent System è un’organizzazione internazionale che si occupa di empowerment femminile. Tutto ciò che riguarda le donne, ciò che può sostenerle e valorizzarle, viene promosso in un clima di sorellanza, affinché si sviluppino solidarietà, collaborazione e sostegno reciproco.

Essendo un’organizzazione internazionale, esiste anche una sezione italiana: il capitolo Italia è diretto da Zoraida Dolores, che risiede a Cagliari. In Sardegna è attivo un coordinamento e, insieme a questo, c’è quello dell’Abruzzo, che rappresento io.

Stiamo lavorando per ampliare la rete e aumentare il numero dei coordinamenti sul territorio nazionale. Al momento Abruzzo e Sardegna sono le realtà più attive, impegnate a portare avanti questa visione e a offrire un esempio concreto, affinché le donne siano valorizzate – anche dagli uomini – per ciò che fanno e per ciò che sono.»

L’appuntamento di oggi si inserisce nel Sororanze Festival, che lavora sulla riscoperta e rilettura di figure femminili. Come nasce questo progetto?

«Il festival nasce dalla collaborazione con Beniamino Cardines, che coordina diverse associazioni. Grazie a lui siamo riusciti a elaborare questo progetto, che è molto ambizioso.

Si svolge da novembre a maggio, con un incontro mensile. In ogni appuntamento partecipano quattro donne – non necessariamente provenienti dal mondo letterario, ma anche da ambiti scientifici e sociali – accomunate dall’impegno nella società.

Possono essere professioniste, studiose, ma anche madri: donne che abbiano qualcosa da dire. Ognuna racconta un’altra donna che ha segnato la storia o lasciato una traccia significativa, nei campi più diversi: cultura, spettacolo, letteratura, scienza.

È importante che siano donne a parlare di donne: è un modo per rafforzare il valore del sostegno reciproco. Troppo spesso assistiamo invece a dinamiche di competizione o di invidia. Questo è proprio ciò che vogliamo superare: l’obiettivo del WWTS è costruire una vera solidarietà femminile.»

Margherita Bonfilio durante il suo appassionato intervento e Beniamino Cardines

Chi hai scelto come figura da raccontare?

«Ho scelto Emma Bovary, personaggio del romanzo di Flaubert. È una figura complessa: ribelle ma anche fragile. Si ribella alla propria condizione, ed è significativo che sia un personaggio dell’Ottocento, un’epoca che amo profondamente.

In quel periodo le costrizioni erano molte. Emma affronta un matrimonio che immaginava come un idillio e che invece si rivela limitante. Delusa, cerca evasione: attraverso relazioni extraconiugali, attraverso il lusso, attraverso ambienti sociali più elevati.

Ma nulla la soddisfa davvero, perché il suo desiderio è sempre proiettato verso qualcosa che non esiste. Vive un divario costante tra sogno e realtà, che la conduce all’angoscia e, infine, al desiderio di farla finita.

L’ho scelta perché, in parte, mi riconosco nel suo essere sognatrice. Anch’io cerco il bello, il nuovo. Ma, a differenza sua, ho imparato a godere di ciò che ho. Ed è questa la differenza che cambia tutto.»

Il tuo percorso autoriale come si snoda e dove arriva oggi?

«Ho cominciato a scrivere fin da ragazzina, poi ho dovuto interrompere perché ho intrapreso studi scientifici molto impegnativi: ho studiato Scienze dell’informazione a Pisa, che non è certo un percorso semplice.

Successivamente mi sono trasferita a Milano e poi in provincia di Bergamo, dove, all’interno della scuola, ho avuto l’opportunità di sperimentare progetti di scrittura creativa e di giornalismo. È nato tutto per passione, per curiosità, coinvolgendo anche gli studenti.

Sono stati proprio loro a spingermi a pubblicare. Fino a quel momento avevo scritto soprattutto con loro e per loro, ma sono stati gli studenti a desiderare una mia pubblicazione personale.

Dal 2010 ho iniziato a pubblicare: prima poesie, poi racconti, favole, fino ad arrivare al mio vero sogno, il romanzo. In realtà il mio primo romanzo l’avevo scritto a 18 anni, ma è andato perduto: era scritto a mano su quaderni smarriti durante i vari traslochi.

Quel desiderio però è rimasto vivo dentro di me e ho voluto realizzarlo. Così è nato Una ragazza fuori stagione, un romanzo che oggi mi accompagna in tanti viaggi. Di questo sono orgogliosa e felice, perché mi permette di incontrare persone, conoscere realtà diverse e condividere ciò che ho scritto.»

Ci sono progetti imminenti per la promozione del tuo romanzo?

«Sì, sono appena rientrata dalla Nave dei Libri, promossa da Leggere:tutti, un’esperienza che porta gli autori fino a Barcellona. Siamo arrivati proprio durante la Giornata mondiale del libro, in occasione della festa di Sant Jordi, ed è stata un’opportunità straordinaria per confrontarsi con autori di grande spessore e presentare il proprio lavoro.

A questa esperienza si aggiungono altri appuntamenti importanti: la Biennale di Milano, che si è svolta a marzo, e prima ancora Casa Sanremo Writers, il salotto letterario che mette in dialogo autori affermati ed emergenti.

Adesso il percorso prosegue verso il Salone del Libro di Torino, ma prima sarò presente alla Pro Biennale di Venezia. Inoltre, nell’ambito del Maggio dei Libri, parteciperò alla Fiera del libro di Atrani, dove sono previste nuove iniziative e, sicuramente, altre sorprese.»


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