Sant’Omero, bar sotto controllo giudiziario: tre indagati per sfruttamento del lavoro e truffa

Sant’Omero, bar sotto controllo giudiziario: tre indagati per sfruttamento del lavoro e truffa
Immagine di repertorio
28 Lug 2026

Sfruttamento del lavoro, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni delle norme sulla sicurezza: sono queste le ipotesi di reato contestate nell’ambito di un’indagine che ha portato al controllo giudiziario di un bar di Sant’Omero, nel Teramano. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Roma, in collaborazione con i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Teramo, su delega della Procura della Repubblica di Teramo.

L’operazione conclude un’attività investigativa avviata nel maggio 2025, che vede indagate tre persone: i due gestori dell’esercizio commerciale e la collaboratrice di uno studio di consulenza del lavoro. Le accuse comprendono, oltre allo sfruttamento del lavoro, la truffa aggravata ai danni dello Stato, la falsità ideologica e violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i dipendenti sarebbero stati sottoposti a condizioni lavorative particolarmente gravose, con turni giornalieri di 10-12 ore, spesso protratti oltre la mezzanotte, senza giorni di riposo né ferie.

A fronte di contratti part-time ritenuti fittizi, i lavoratori avrebbero percepito compensi compresi tra 3 e 4 euro l’ora, con paghe forfettarie variabili tra 30 e 50 euro al giorno.

Le indagini hanno inoltre accertato un presunto sistema finalizzato a ridurre il costo dei contributi previdenziali, attraverso l’imposizione ai dipendenti della firma di false dichiarazioni di assenza non retribuita. Tale condotta avrebbe determinato un’evasione contributiva nei confronti dell’Inps superiore a 76 mila euro. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative per 6.680 euro e notificate diffide accertative per il recupero di oltre 140 mila euro di crediti patrimoniali spettanti ai lavoratori.

Per interrompere le condotte contestate senza interrompere l’attività del locale e salvaguardare i posti di lavoro, il Gip del Tribunale di Teramo ha disposto il controllo giudiziario dell’azienda, previsto dalla normativa sul caporalato. I gestori indagati sono stati estromessi dalla conduzione dell’attività, affidata a un’amministrazione giudiziaria con il compito di regolarizzare i rapporti di lavoro e ripristinare condizioni conformi alla normativa vigente.


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