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Crollo Casa dello Studente: notificato all’Adsu il primo atto di pignoramento da 1,4 milioni per il risarcimento dei parenti delle vittime

di Federica Adriani

Il 7 marzo 2023, alla vigilia delle elezioni regionali, è stato notificato all’Azienda universitaria per il diritto agli studi universitari dell’Aquila (Adsu) un atto di pignoramento da circa 1 milione e quattrocentomila euro, in relazione al risarcimento della famiglia di Alessio Di Simone, uno degli otto studenti rimasti sotto le macerie della Casa dello Studente di via XX Settembre, alle 3e32 del 6 aprile 2009.

La missiva, che ribadisce l’obbligo dell’Adsu a riconoscere l’indennizzo, è solo la prima di tante altre che verranno ratificate nel corso dei prossimi mesi.

Nonostante la tragicità dei fatti lasci ben poco spazio a qualsiasi tipo di interpretazione, dal 2016 a oggi Adsu ha preferito investire circa 300 mila euro in spese legali, piuttosto che aprire un dialogo con i cari dei ragazzi scomparsi e gli studenti sopravvissuti.

“Il sisma [del 6 aprile 2009], pur essendo l’evento che ha provocato le azioni che hanno condotto al crollo, non può esserne ritenuto l’unica causa. In altri termini, non si può concludere che la severità del sisma del 6 aprile 2009 sia stata tale da causare comunque il cedimento”, scriveva l’ingegnere del Politecnico di Milano Gabriella Mulas nella perizia agli atti della procura.

La responsabilità dell’ente e della Regione Abruzzo in merito al crollo della residenza universitaria di via XX Settembre, lo ricordiamo, è stata decretata e riconfermata dal Tribunale dell’Aquila da tre gradi di appello in sede penale e due gradi di appello in sede civile.

“Sia la Regione, proprietaria sin dal 1982, sia l’Adsu, usuaria sin dal 1994, avrebbero potuto rilevare, mediante una corretta attività di gestione, manutenzione e vigilanza, il deficit strutturale che poneva l’edificio in situazione di rischio sismico e provvedere a una ‘revisione del progetto strutturale’, nella cui mancanza la perizia ravvisa una ulteriore ‘concausa significativa del crollo’”, si legge nella sentenza.

In quindici anni di omissioni di responsabilità, l’avvocato Paola Di Salvatore è stato l’unico direttore dell’Adsu a portare all’attenzione dei vertici della Regione l’urgenza di interrompere il calvario giudiziario dei parenti delle vittime e predisporre un legittimo risarcimento.

In una nota inviata il 12 maggio 2023 dalla dirigente regionale all’ancora oggi presidente della Regione Marco Marsilio, e agli allora vicepresidente Emanuele Imprudente e direttore generale Antonio Sorgi, Di Salvatore sottolineava “l’obbligatorietà al risarcimento del danno in favore dei parenti delle vittime”, richiedendo un incontro organizzativo.

All’iniziativa dell’avvocato Di Salvatore, tuttavia, Regione e cda dell’Adsu non hanno mai dato seguito. Il 25 settembre 2023, infatti, dopo soli 6 mesi di mandato, Di Salvatore è stata rimossa da Eliana Morgante, all’epoca presidente dell’Azienda.

Sebbene il 20 dicembre scorso il giudice del lavoro del Tribunale dell’Aquila abbia decretato illegittimo il provvedimento di revoca e abbia ordinato all’Adsu l’immediato reintegro di Di Salvatore come unico direttore amministrativo dell’Azienda (https://abruzzosera.it/adsu-nel-caos-il-giudice-ordina-il-reintegro-della-direttrice-di-salvatore-le-reazioni-politiche/), il cda dell’Adsu continua ad opporre resistenza.

Probabilmente anche per questo motivo, la Regione Abruzzo ha richiesto a fine gennaio 2024 il commissariamento dell’ente, con conseguente scioglimento del cda. Adsu, tuttavia, continua ad ignorare le predisposizioni.

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