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“Calcio, Politica e Potere”, la presentazione del libro all’Aquila con le interviste agli autori

Nel cortile affianco lo Sport hub – official store dell’Aquila 1927, in pieno Centro storico, si è svolta ieri, con la moderazione del  giornalista Andrea Fusco, la presentazione del libro, “Calcio, Politica e Potere – Come e perché i Paesi e le potenze usano il calcio per i loro interessi geopolitici”, scritto a sei mani da Narcís Pallarès-Domènech, Alessio Postiglione e Valerio Mancini ed edito da “Il Mondo nuovo”.

Il libro racconta il mondo del calcio e il suo rapporto con le relazioni internazionali e la politica mondiale. Secondo gli autori il pallone è diventato uno strumento di soft power, attraverso il quale gli Stati, o addirittura nazioni senza Stato, perseguano l’obiettivo di proiettare all’esterno identità, potenza, valori e ideologie, mobilitando le masse all’interno dei propri confini. 

“Il libro nasce dall’idea – – afferma il giornalista e docente in Comunicazione della LUISS  Alessio Postiglione – che prendendo un mappamondo e individuando le aree di frizione geopolitica come il Donbas, notavamo che tutti questi luoghi avevano un super fetazione calcistica che cercava di rivendicare un potere o un identità. Una sovrapposizione tra geografia politica e calcistica ci ha fatto ritenere che l’accoppiata calcio – geopolitica fosse interessante”.

C’etra qualcosa anche con L’Aquila 1927? Sì, prima di tutto perché uno degli autori, Valerio Mancini – Analista e politologo esperto di relazioni internazionali – è aquilano.

“Il modello L’Aquila – afferma ad Abruzzo Sera Mancini – con il suo essere ‘la squadra della gente’ e l’avvio dell’azionariato popolare, sta facendo conoscere L’Aquila anche all’estero e ha a che fare con il city branding, strumento attraverso il quale anche interi Paesi vengono rappresentati grazie al calcio come abbiamo visto per il Qatar. L’Aquila ovviamente va riportata ad un modello locale che però può fare esempio, come il Friburgo in Germania o come è stato il Barcellona per tanto tempo, per un calcio che può essere sì di provincia, ma che proietta al mondo qualcosa di positivo come la socialità, la sostenibilità e il fare qualcosa per una comunità, come la rigenerazione urbana prevista per l’area dello stadio, ma anche qualcosa di specificamente sociale che fa del calcio un elemento di soft power cittadino”. 

Di affinità tra il modello L’Aquila e quello del Barcellona ha parlato Narcís Pallarès-Domènech, anche lui analista di geopolitica e sicurezza: “affinità nell’aver affiancato allo sport il senso d’identità e di appartenenza, che nel caso del Barcellona è l’identità Catalana e la lingua Catalana, nel caso dell’Aquila è il territorio, il fatto di far parte di una città storica, di riferimento del centro Italia e che trova nella sua squadra di  calcio un veicolo per proiettare la sua identità fuori i confini della città, della regione e del Paese”. 

Alla presentazione sono intervenuti anche il Presidente onorario dell’Aquila 1927 Francesco Ghirelli e l’amministratore Goffredo Juchich: “Il nostro è un modello che vuole aprirsi anche a livello nazionale e internazionale – ha affermato Juchcich – oggi abbiamo presento il libro del nostro Mancini, dico nostro perché Mancini ci sta aiutando a portare il brand dell’Aquila all’estero. Con lui abbiamo fatto delle call con degli investitori argentini con i quali abbiamo potuto spiegare cos’è il progetto L’Aquila 1927. Per questo ringazio Valerio che sarà il nostro Brand ambassador”.

Guarda tutte le interviste nel servizio di Alessandro Tettamanti:

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