Nuclei di Cure Primarie, i sindacati ottengono incontro con Ministro. “Termina il presidio non mobilitazione”

Nuclei di Cure Primarie, i sindacati ottengono incontro con Ministro. “Termina il presidio non mobilitazione”
di Alessandro Tettamanti

Le sigle sindacali Cgil, Fimmg, Smi e Snami che da più di un anno lottano contro la chiusura dei nuclei di cure primarie sul territorio aquilano, hanno deciso di interrompere, il presidio permanente nato dall’occupazione di una stanza nella direzione Asl lo scorso giovedì, dopo aver ottenuto un incontro per martedì con il Ministro della salute Schillaci che sarà in visita all’Aquila. Abbiamo deciso di “spostare le nostre energie verso la giornata di lunedì prossimo del Consiglio Comunale dell’Aquila riunito in seduta  straordinaria sulla Sanità”, hanno affermato i sindacati.

Un mezzo colpo di scena quello dell’incontro con il ministro della sanità arrivato “a seguito di una fruttuosa interlocuzione con il Senatore  Guido Liris” scrivono Cgil Fimmg, Smi e Snami, dopo giorni in cui, invece, il Sindaco Biondi, il direttore della Asl Romano e il Presidente della Regione Marisilio,  avevano scelto la via dello scontro tacciando la protesta di avere propositi elettorali e cercando di rompere il fronte dei sanitari con comunicati, da parte della Asl, tesi a squalificare le rivendicazioni sui nuclei di cure. 

“Il fatto che siamo arrivati fino al ministro della sanità dimostra che la nostra protesta era giusta e legittima – affermano i sindacati – ci aspettiamo che adesso la stessa attenzione del ministro la mettano anche il sindaco e il direttore della Asl al consiglio straordinario di lunedì, altrimenti significherebbe che a loro la situazione interessa meno che al Ministro”.  Viene infatti da chiedersi quale sarà adesso l’atteggiamento nel Consiglio del manager Romano e il Sindaco Biondi, alla luce degli ultimi sviluppi e se effettivamente saranno presenti.

Il senatore aquilano di Fratelli d’Italia Quitino Liris, infatti, ha di fatto sconfessato la linea del non riconoscimento adottata finora dal livello comunale e quello regionale. Un cambio di rotta evidentemente pensato come più conveniente in questa fase così vicina alle elezioni, quando lo scontento sulla sanità è alto e anche la protesta si è inalzata ed è stata appoggiata da una buona parte dell’opinione pubblica.

“Continueremo la mobilitazione fino a quando non sarà possibile il subentro dei giovani medici per continuare a garantire un servizio esteso ed apprezzato dagli utenti. Il vero motivo che blocca le sostituzioni non risiede in difficoltà normative o economiche, bensì risponde ad una precisa volontà politica”, ha dichiarato ad Abruzzo sera  il segretario della Cgil della Provincia dell’Aquila, Francesco Marrelli, a margine della Conferenza stampa tenutasi stamattina nella stanza occupata della direzione Asl, prima di essere abbandonata.

Una conferenza stampa che ha voluto anche confutare il comunicato dell’ASl1 di ieri:

“I privilegi da 40mila euro di cui parla la Asl nel Comunicato  – afferma ad Abruzzo Sera Guido Iapatre dello SMI –  non sono altro che il finanziamento dei medici di nuclei primarie che viene fatto attraverso il singolo medico e che poi passa automaticamente sulla gestione delle strutture e del personale che viene assunto tramite cooperative di servizi ,che per definizione sono cooperative che non hanno scopo di lucro, e che servono per poter mettere insieme i medici e di assumere personale in comune e avere una struttura con le utenze in comune e tutto il resto. Non abbiamo nessun – privilegio conclude Iapatre – il privilegio semmai è quello degli utenti del servizio e noi vogliamo che possano continuare a permetterselo”.

I sindacati specificano pure rispetto al Comunicato della Asl che:

“Non risponde al vero che il numero dei medici impegnati nei Nuclei nella nostra provincia è maggiore di quello di altre ASL. Nei Nuclei lavorano: 154 medici nella ASL dell’Aquila, 137 nella ASL di Chieti, 169 in quella di Pescara e 258 in quella di Teramo”.

La spesa annua sviluppata dai Nuclei di cure primarie risulta così ripartita: L’Aquila 1,8 MLN, Chieti 1,7MLN, Pescara 1,5MLN. Teramo 3,9 MLN, quindi, in linea con due ASL e nettamente inferiore a quella della ASL di Teramo;

La spesa annua totale per l’attuazione di tutte le voci dell’ Accordo Integrativo Regionale è di 22,6MLN per L’Aquila, 27,4 MLN per Chieti, 25,9 MLN per Pescara e 26 MLN per Teramo. In definitiva una spesa globale inferiore a quella delle altre ASL della Regione.

Questi sono dati veri e aggiornati al 31 dicembre 2022 in quanto certificati dalla Regione Abruzzo. 

Nonostante ciò la Asl dell’Aquila continua a sostenere che le sostituzioni dei medici nei Nuclei sarebbero “atti illegittimi”. Ci chiediamo quindi se le numerose delibere di subentro che si sono succedute negli ultimi due anni e fino allo scorso 19 febbraio da parte delle altre tre ASL della Regione siano altrettanti “atti illegittimi”.

Poi l’affondo finale di Cgil, Fimmg, Smi e Snami :

“Il vero motivo che blocca le sostituzioni dei medici non risiede quindi in difficoltà normative o economiche, bensì risponde ad una precisa volontà politica: il Piano Strategico 2023/2025 della ASL dell’Aquila recita: ‘La ASL 1 condurrà una accurata azione di contenimento dei costi derivanti dalle forme associative, specie in tema di sostituzioni nei Nuclei dei medici cessati’.  Si è nei fatti deciso di fare cassa tagliando servizi ai cittadini. Perché non si ha il coraggio di affermarlo apertamente una volta per tutte?”


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