Le organizzazioni sindacali intendono richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla grave situazione economica e sociale che sta interessando la Valle Peligna, sollecitando interventi urgenti e strutturati per salvaguardare il tessuto produttivo e occupazionale del territorio.
Segue il comunicato stampa integrale delle organizzazioni sindacali.
“Egregio Presidente,
è nota la gravissima emergenza industriale e sociale che sta colpendo il bacino della Valle Peligna e della Valle limitrofe (Subequana e Alto Sangro), in particolare nei settori dell’automotive (Marelli, Albasan, Sodécia), dei Servizi e Terziario Avanzato (3G), del Commercio e della Grande Distribuzione (Coop), dei Servizi Pubblici Essenziali (Cogesa).
Tuttavia, ci preme evidenziare il netto peggioramento di tale situazione dall’inizio dell’anno ad oggi. Invero, la Marelli, che aveva annunciato che, entro gennaio, sarebbe stato presentato un piano industriale, non ha, ad oggi, presentato alcunché, aggravando ulteriormente la situazione di incertezza che vige ormai da anni, la Albasan è in concordato preventivo, la Sodécia, posta la cessazione definitiva dell’attività, ha fatto ricorso allo strumento della cassa integrazione, la 3G ha confermato la volontà di trasferire le proprie attività a Pescara, con conseguente ulteriore impoverimento del territorio della Valle Peligna.
Senza contare le numerose attività commerciali e dei servizi in crisi, che continuano a ridurre il personale o, peggio, a chiudere, anche nel centro storico di Sulmona, con ulteriori ricadute sul già grave spopolamento del territorio e sul generale e progressivo impoverimento del tessuto sociale, economico e culturale di un’intera area.
Il futuro della Valle Peligna è a rischio e non possiamo permetterlo. Nessuno può permetterselo. È ciò anche in considerazione del fatto che lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti. Infatti, la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione, circa 6.810 residenti.
Quindi, la soluzione richiede uno sforzo collettivo, con il superamento degli individualismi e dei particolarismi. C’è bisogno di risposte concrete ed attuali, di un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, attraverso un modello partecipativo ed inclusivo. I piccoli comuni e le aree rurali, pur soffrendo l’attuale stato di crisi, sono cruciali per il benessere del Paese e necessitano di politiche occupazionali adeguate che preservino il territorio e supportino le comunità che lo abitano, perché nessuno si salva da solo!
È necessario ricordare che le crisi aperte genereranno a breve nuovi licenziamenti, riduzioni di salario, nuova povertà, accrescendo parte della popolazione della Valle Peligna a migrare verso altri territori, alla ricerca di lavoro e di maggiori garanzie.
Bisogna adesso investire nei servizi alle persone, partendo dalla salute delle stesse, dall’istruzione e dalla formazione, nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, cioè nell’insieme di opere e servizi (strade, ferrovie, autostrade, reti digitali, idrauliche) essenziali per connettere aree geografiche, facilitare la mobilità di persone e merci, garantire servizi primari attraverso un sistema pubblico di gestione e una fiscalità di vantaggio che possa rendere attrattivo il territorio, per lo sviluppo economico e sociale e per ridurre il divario delle aree interne.
In considerazione di siffatte circostanze, con la presente chiediamo, quindi, con urgenza la convocazione del Consiglio Straordinario del Comune di Sulmona su crisi aziendali, occupazione e spopolamento, avente ad oggetto anche il manifesto unitario con il quale è stata richiesta l’immediata attivazione di un percorso istituzionale certo, comprovabile e partecipato, articolato su due livelli: regionale, con l’istituzione di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, per la ricerca di strumenti idonei al rilancio e consolidamento delle attività produttive, anche attraverso il monitoraggio delle aziende in crisi e la gestione degli eventuali ammortizzatori sociali; ministeriale, con la richiesta dell’apertura, dinanzi al MIMIT, di un Tavolo Nazionale per la crisi della Valle Peligna, finalizzato al riconoscimento dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale.
Per l’effetto, chiediamo di essere auditi in quella sede unitamente all’Assessore al Lavoro della Regione Abruzzo, ai Sindaci del territorio Peligno, ai Consiglieri e alle Consigliere Regionali, ai Parlamentari e al Presidente della Provincia, al fine di rispondere alle concrete esigenze dei cittadini e delle cittadine, lavoratori e lavoratrici, e di individuare soluzioni urgenti ed adeguate a salvaguardia della collettività e del territorio della Valle Peligna.
L’Aquila, 07 aprile 2026
I Segretari Cgil, Cisl, Uil, Ugl
Francesco Marrelli, Giampaolo Biondi, Maurizio Sacchetta, Roberto Bussolotti“
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