di S.R.
A L’Aquila un cittadino di nazionalità palestinese ha ricevuto un alloggio del progetto CASE da parte dei servizi sociali del comune abruzzese.
Il giovane, nato a Baalbek, in Libano e rifugiato politico in Italia dal 2017, “potrà finalmente riunirsi alla moglie e ai figli piccoli, attualmente in Svezia, grazie all’assegnazione della casa, di cui oggi sono state consegnate formalmente le chiavi”, si legge in un comunicato stampa del Comune dell’Aquila. Finalmente arriva una buona notizia dal capoluogo abruzzese con protagonista una persona di orgine palestinese, che ha diritto ad un alloggio e al ricongiugimento con la sua famiglia, in un momento difficile sia per la Palestina che per il sud del Libano. Anche perchè a L’Aquila, solo qualche ora fa, le notizie legate a ciò che sta succedendo in Palestina e ai cittadini palestinesi residenti sul territorio non dimostrano grande solidarietà nei confronti della popolazione attualmente genocidiata.
Solo ieri in consiglio comunale è stata bocciato l’ordine del giorno sulla condanna al genocidio palestinese, presentato dalla consigliera comunale Simona Giannangeli: “Il sindaco e la sua maggioranza hanno deciso di non condannare Netanyahu per il genocidio che sta compiendo nella Striscia di Gaza”. Settant’anni di occupazione e, da ottobre 2023, incessanti bombardamenti. Questo succede in Palestina, la terra da cui viene il giovane a cui, fortunatamente, è stata consegnata una casa. Biondi e la sua maggioranza non l’hanno voluto condannare, respingendo l’ordine del giorno, ma nel frattempo compiono operazioni come questa, di facciata e strumentali.
E ancora: proprio a L’Aquila un altro rifugiato politico palestinese, arrivato anche lui nel 2017, è stato arrestato nel gennaio 2024 su richiesta di estradizione israeliana, rifiutata dalla Corte d’Appello dell’Aquila ma tradotta, poi, in un’accusa di terrorismo per cui Anan Yaeesh, rifugiato e combattente palestinese, e altri due cittadini, lavoratori, persone palestinesi perfettamente integrate sul territorio aquilano, sono attualmente sotto processo.
“Nella nostra terra – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – c’è stato e ci sarà sempre spazio per accogliere e per la solidarietà vera, per l’attenzione verso chi, in questo momento storico drammatico, ha bisogno di protezione, come in passato è stato per l’Ucraina, l’Afghanistan, il Libano. L’Aquila è città di pace, capace di unire il senso delle istituzioni con la responsabilità morale nei confronti di chi fugge da scenari di guerra, persecuzioni e crisi umanitarie. Di fronte alla sofferenza che colpisce civili innocenti, siamo mossi da un principio fondamentale: la tutela della dignità umana, senza scivolare in letture ideologiche e squilibri politici”.
Parole che, ad oggi, non trovano riscontro nelle azioni del primo cittadino, che qualche mese fa accoglieva con calore l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled, rappresentante dello Stato che in meno di due anni ha ucciso quasi 60mila persone, anche se le stime parlando di almeno il doppio. Il 30 gennaio 2025, in un comunicato stampa Biondi dichiarava: “Ringrazio l’ambasciatore Peled per la sua missione che consolida ulteriormente i legami di amicizia e collaborazione tra L’Aquila e Israele, fondati su valori condivisi di memoria, solidarietà e impegno per la giustizia”.
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte
Giornata nazionale per le vittime sul lavoro: in Abruzzo 7 morti nei primi 7 mesi del 2026
La sicurezza sul lavoro al centro della 76ª Giornata nazionale: in Abruzzo sette vittime, mentre l’Italia riflette su un’emergenza continua.
Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale
Crescere Insieme festeggia dieci anni a L'Aquila. Il fondatore Goffredo Juchich racconta le sfide affrontate, il lavoro con i minori e i progetti futuri.
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte
Al Palazzo dell’Emiciclo circa 150 fotografie, molte delle quali inedite, ripercorrono la vicenda umana, familiare e politica del presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 31 ottobre.



