Abruzzo rurale, cinquantamila aziende agricole perse in trent’anni

Abruzzo rurale, cinquantamila aziende agricole perse in trent’anni
07 Gen 2026

di Melania Aio

L’agricoltura abruzzese sta cambiando volto. I numeri raccontano un settore che si è ridotto nelle dimensioni tradizionali, ma che continua a rappresentare un presidio economico, ambientale e culturale fondamentale per la regione. Nel 2025 il primario abruzzese si muove lungo una linea sottile: da un lato una crisi strutturale di lungo periodo, dall’altro segnali concreti di tenuta e trasformazione. Negli ultimi trent’anni l’Abruzzo ha perso circa 50 mila aziende agricole, soprattutto di piccole dimensioni. È una riduzione che emerge chiaramente dai censimenti agricoli e che riguarda anche la superficie agricola utilizzata, diminuita di quasi il 9% tra il 2010 e il 2020. Le cause sono note: invecchiamento della popolazione rurale, abbandono delle aree interne, redditività incerta e difficoltà di accesso ai mercati.

Ma il quadro non è solo negativo. Le aziende rimaste sono mediamente più strutturate e gestiscono superfici più ampie. Una quota limitata di imprese di dimensioni medio-grandi controlla oggi oltre il 54% della SAU regionale, segno di una maggiore concentrazione produttiva. Inoltre, l’agricoltura abruzzese conserva una forte connessione con il territorio: prati e pascoli rappresentano circa il 41% della superficie agricola, confermando il ruolo centrale della zootecnia estensiva e delle aree montane.

Dal punto di vista economico, il settore agricolo contribuisce per circa il 2,9% al valore aggiunto regionale. Una quota contenuta rispetto a industria e servizi, ma che negli ultimi dieci anni mostra una dinamica interessante: il valore aggiunto agricolo è cresciuto più rapidamente di quello complessivo dell’economia regionale, segnale di una resilienza superiore alla media. Anche sul fronte produttivo emergono elementi di forza. Olivicoltura e viticoltura restano pilastri dell’identità agricola regionale, con oltre il 50% delle superfici arboree dedicate all’olivo e circa il 42% alla vite. Gli allevamenti ovicaprini continuano a rappresentare un comparto di rilievo a livello nazionale, così come l’avicoltura, che in Abruzzo concentra circa il 4% dei capi allevati in Italia.

Un dato particolarmente positivo riguarda il lavoro. Nonostante il calo del numero di aziende, nel 2022 le unità di lavoro annue nel settore agricolo sono aumentate del 2,7%, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Un segnale che indica una maggiore intensità occupazionale e una riorganizzazione del lavoro agricolo.

Importante anche il ruolo dei giovani. Le aziende condotte da under 40 sono ancora poche in termini numerici (circa il 7% del totale), ma gestiscono il 15% della superficie agricola regionale e presentano dimensioni medie più elevate. Sono inoltre più propense all’innovazione, alla diversificazione delle attività e all’uso delle tecnologie digitali. Proprio la digitalizzazione rappresenta uno degli aspetti più incoraggianti. Nel 2024 la copertura della banda larga nelle aree rurali abruzzesi ha superato la media nazionale, con oltre il 73% delle famiglie raggiunte da connessioni superiori a 100 Mbit/s. Un’infrastruttura che può diventare decisiva per modernizzare le imprese agricole e contrastare l’isolamento delle aree interne.

Restano però aperte sfide decisive: la pressione dei costi di produzione, l’incertezza climatica e la volatilità dei mercati continuano a comprimere i redditi agricoli. In questo contesto, la nuova programmazione dello sviluppo rurale e gli strumenti della Politica agricola comune rappresentano una leva fondamentale per accompagnare la transizione ecologica e sostenere gli investimenti.

L’agricoltura abruzzese non è più quella di trent’anni fa, ma la partita non è chiusa: dai dati emerge un settore in trasformazione, fragile ma non rassegnato, che può ancora giocare un ruolo centrale nel futuro della regione.

Il report completo di CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, “L’agricoltura in Abruzzo in cifre – 2025” : RegioConta Abruzzo 2025


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