Pescara, Forum H2O: “Il parco centrale rischia di diventare un parco dei veleni”

Pescara, Forum H2O: “Il parco centrale rischia di diventare un parco dei veleni”
30 Mag 2026

Area di risulta a Pescara: il parco centrale sarà un “parco dei veleni”?

Proposta shock del Comune: “lasciare lì per sempre decine di migliaia di tonnellate di rifiuti e materiali contaminati”.

Associazioni: “Surreale realizzare una discarica di fatto in pieno centro della principale città della regione. Gravi inadempienze sulla gestione della falda contaminata dal 2016 e sull’individuazione del responsabile della contaminazione”.

A lanciare l’allarme sono Augusto De Sanctis del Forum H2O e del Forum Ambientalista e la Segreteria Operativa del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, che contestano duramente il progetto relativo al lotto destinato al futuro parco centrale dell’area di risulta di Pescara.

“Il Comune di Pescara intende realizzare il tanto decantato parco centrale dell’area di risulta letteralmente sopra decine di migliaia di tonnellate di rifiuti e terreni contaminati, realizzando praticamente una discarica permanente nel centro urbano della più popolosa città della regione invece di procedere alla totale rimozione dei materiali contaminati. Una ‘soluzione’, quella di mettere ‘sotto al tappeto’ per sempre oltre 16.000 metri cubi di rifiuti e altre decine di migliaia di metri cubi di terreni di riporto e suolo contaminato, che come associazioni riteniamo surreale e da rigettare immediatamente. Qui non siamo in un’area industriale ma in una zona densamente abitata con tante funzioni sensibili, compresa la futura sede della Regione che, se realizzata, avrà paradossalmente la vista su una collinetta dei veleni”, afferma Augusto De Sanctis commentando il progetto alla base della conferenza dei servizi convocata per il 25 maggio scorso sulla procedura di bonifica del lotto 1C, destinato appunto al parco centrale.

L’area di risulta nel centro di Pescara è classificata da anni come sito inquinato a causa di una pesante contaminazione di suolo e acque sotterranee. Nel 2016 fu emanata un’ordinanza sindacale, tuttora vigente, che vieta l’utilizzo dell’acqua dei pozzi non solo all’interno dell’area di risulta ma anche in una vasta porzione del centro cittadino.

Secondo il Piano di caratterizzazione del 2023, nell’area sono stati riscontrati numerosi contaminanti oltre le soglie di legge, riconducibili, secondo il documento, alle attività ferroviarie svolte in passato. Nelle acque di falda risultano superamenti per antimonio, arsenico, benzene, etilbenzene, toluene, p-xilene, triclorometano, 1-1 dicloroetilene, tetracloroetilene, benzo(a)pirene, idrocarburi totali, ferro, manganese e benzo(g,h,i)perilene.

Nei suoli e nei terreni di riporto sono stati rilevati valori superiori ai limiti per benzene, xilene, idrocarburi pesanti e leggeri, etilbenzene, benzo(a)pirene, indeno(1,2,3-c,d)pirene e benzo(g,h,i)perilene. Molte di queste sostanze sono classificate come cancerogene certe per l’uomo e alcune presentano caratteristiche di volatilità tali da poter contaminare anche l’aria.

Nel sito sono inoltre presenti consistenti strati di materiale antropico nero classificabile come rifiuto, in alcuni casi anche pericoloso. Secondo i test di cessione, tali materiali sarebbero ancora in grado di rilasciare contaminanti nelle acque sotterranee.

Proprio per la presenza di tali criticità, l’area è sottoposta a procedura di bonifica. Tuttavia, mentre nei primi due lotti si è proceduto alla rimozione dei rifiuti e dei materiali maggiormente contaminati, per il lotto destinato al parco urbano il progetto prevede di lasciare sul posto gran parte dei rifiuti, oltre 16.000 metri cubi, pari a circa 24.000 tonnellate, insieme a consistenti quantitativi di terreni e riporti contaminati.

La proposta prevede la realizzazione di una barriera laterale con palancole profonde cinque metri e una copertura superficiale mediante telo impermeabile da discarica, senza alcuna barriera al di sotto dei materiali contaminati. Una soluzione di cosiddetta “messa in sicurezza permanente” che, secondo le associazioni, appare precaria e generalmente adottata in contesti industriali o in presenza di particolari impedimenti tecnici. Un tentativo analogo, ricordano, sarebbe già fallito nel sito di Bussi.

L’intervento determinerebbe inoltre vincoli permanenti sull’utilizzo futuro dei terreni comunali. Nella documentazione progettuale emergerebbero inoltre dubbi sulla presenza di strati impermeabili idonei ad ancorare le palancole, con il rischio che la falda continui a entrare in contatto con i materiali contaminati.

“Abbiamo immediatamente inviato una dettagliata lettera di osservazioni a tutti gli enti coinvolti affinché questa sciagurata proposta venga bocciata”, prosegue De Sanctis. “Dalla lettura dei documenti emergono gravissime inadempienze nelle procedure di bonifica, a partire dall’omissione degli interventi sulla falda contaminata, obbligatori per legge e necessari almeno dal 2016. Inoltre il Comune si presenta come proprietario non responsabile della contaminazione, ma il soggetto responsabile, che dovrebbe sostenere gli oneri della bonifica secondo il principio ‘chi inquina paga’, non risulta individuato”.

Secondo le associazioni, il nodo dell’individuazione del responsabile rappresenta uno degli aspetti centrali della vicenda e dovrebbe essere chiarito prima di qualsiasi scelta definitiva sulle modalità di intervento.

“In ogni caso è inaccettabile pensare a una discarica in pieno centro a Pescara”, conclude De Sanctis. “Siamo ancora nella fase di valutazione delle alternative e riteniamo che solo la completa rimozione dei rifiuti dal centro cittadino possa rappresentare una soluzione realmente soddisfacente”.

La nota è firmata da Augusto De Sanctis, per il Forum H2O e il Forum Ambientalista, e dalla Segreteria Operativa del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, che hanno trasmesso agli enti competenti una serie di osservazioni tecniche chiedendo la bocciatura del progetto e la completa rimozione dei materiali contaminati dall’area destinata al futuro parco centrale.


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