Cocciniglia tartaruga, Italia Nostra: “Serve un piano nazionale per tutelare le pinete costiere”

Cocciniglia tartaruga, Italia Nostra: “Serve un piano nazionale per tutelare le  pinete costiere”
27 Lug 2026

L’Associazione richiama l’attuazione delle misure previste dal Decreto ministeriale del  3 giugno 2021. Il caso del litorale abruzzese evidenzia l’urgenza di un’azione coordinata  per difendere un patrimonio naturale, paesaggistico e storico di valore nazionale. 

Roma, 27 luglio 2026 – Le pinete del litorale abruzzese sono sempre più minacciate  dalla diffusione della Toumeyella parvicornis, la cosiddetta cocciniglia tartaruga del  pino, un insetto alieno invasivo che sta compromettendo lo stato di salute di numerosi  esemplari lungo la costa e che, in assenza di interventi tempestivi, può provocarne il  progressivo disseccamento fino alla morte. 

La situazione desta particolare preoccupazione in diversi comuni costieri, dove le  alberature storiche rappresentano non soltanto un elemento qualificante del paesaggio  urbano, ma anche un patrimonio ambientale fondamentale per la tutela della  biodiversità, la mitigazione climatica e la qualità della vita. 

«La tutela del patrimonio naturale è parte integrante della missione di Italia Nostra. Per  questo motivo guardiamo con grande preoccupazione alla diffusione della cocciniglia  tartaruga nelle pinete del litorale abruzzese, un fenomeno che minaccia habitat di  elevato valore ambientale, paesaggistico e storico – dichiara Edoardo Croci, Presidente  di Italia Nostra –. Non va dimenticato che il Decreto ministeriale del 3 giugno 2021,  recante le “Misure fitosanitarie di emergenza ai fini del contrasto dell’organismo  nocivo Toumeyella parvicornis (Cockerell)”, ha già riconosciuto la gravità del  fenomeno e definito specifici obblighi e misure di contenimento. È pertanto necessario  un impegno concreto e coordinato di tutte le istituzioni competenti affinché tali  disposizioni trovino piena e tempestiva attuazione. Ogni ritardo rischia infatti di  compromettere in modo irreversibile ecosistemi di straordinario valore, con gravi  conseguenze per il paesaggio, la biodiversità e la fruizione collettiva di un patrimonio  che appartiene all’intero Paese». 

La cocciniglia tartaruga sottrae linfa agli alberi e produce grandi quantità di melata che  favoriscono lo sviluppo della fumaggine, riducendo la capacità fotosintetica delle  piante e determinandone un progressivo deperimento. Secondo le valutazioni tecniche  già elaborate sul territorio, negli ambiti urbani ad alta frequentazione uno degli strumenti più efficaci risulta il ricorso a trattamenti endoterapici, accompagnato da un  costante monitoraggio fitosanitario. 

Il caso di Silvi, dove l’infestazione ha colpito in modo particolarmente grave i pini dello  storico viale del lungomare e delle aree limitrofe, rende evidente l’urgenza di un  intervento. La perdita degli esemplari superstiti rappresenterebbe una ferita  significativa sotto il profilo ecologico, identitario, paesaggistico ed economico,  soprattutto in un contesto già segnato dal ridimensionamento delle alberature costiere. 

Per Italia Nostra è indispensabile che amministrazioni locali, Regione, Servizio  fitosanitario e tutti gli enti competenti operino in modo coordinato per contenere  l’infestazione, salvaguardando le alberature storiche prima che il danno diventi  irreversibile. La prevenzione e la cura del patrimonio arboreo devono diventare una  priorità delle politiche di gestione del verde urbano e costiero, perché tutelare gli alberi  significa preservare il paesaggio, la biodiversità e la qualità della vita delle comunità.


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