L’Aquila piange Gian Paolo de Rubeis, medico e figura politica di riferimento

L’Aquila piange Gian Paolo de Rubeis, medico e figura politica di riferimento
01 Mag 2026

L’Aquila si stringe nel dolore per la scomparsa del dottor Gian Paolo de Rubeis, venuto a mancare all’età di 84 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione tra familiari, amici e quanti ne hanno conosciuto la figura umana e professionale.

La comunità aquilana piange la scomparsa di Gian Paolo De Rubeis, autorevole personaggio politico del territorio, stimato medico e figura di spicco nell’ambito culturale locale. Chirurgo di grande valore, lascia un vuoto significativo nella città alla quale è rimasto legato da un amore e da una passione che hanno attraversato tutta la sua vita.

Uomo delle istituzioni e attento analista dei fatti aquilani, De Rubeis aveva maturato sin da giovane una profonda sensibilità per la cosa pubblica, anche nel solco familiare tracciato dal padre Tullio De Rubeis, già sindaco dell’Aquila, proseguendo un percorso di impegno civico e dedizione alla comunità.

A darne il triste annuncio sono la moglie Paola D’Ascanio, i figli Doroty, Maria Francesca e Tullio, insieme ai nipoti e a tutti i parenti, uniti in questo momento di lutto.

Sarà possibile rendere omaggio al dottor de Rubeis a partire dalle ore 11.00 di oggi, venerdì 1 maggio, fino alle ore 14.00 di sabato 2 maggio presso Casa Pacini, lungo la Strada Statale 17 Ovest, al numero 100, a L’Aquila, con orario continuato dalle 9 alle 19.

Le esequie saranno celebrate sabato 2 maggio 2026 alle ore 15.00 nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, luogo simbolo della città e della sua identità spirituale. Al termine della funzione religiosa, il feretro proseguirà verso il cimitero di Tussio per la sepoltura.

A piangerne la scomparsa è l’intera città, e in particolare il mondo politico, che ha espresso un unanime cordoglio per la perdita di una figura autorevole e profondamente radicata nel tessuto civile aquilano. Numerosi, infatti, i messaggi di cordoglio che in queste ore stanno giungendo, a testimonianza della stima e del rispetto che Gian Paolo De Rubeis aveva saputo conquistare nel corso della sua lunga vita pubblica e professionale.

Il cordoglio del Senatore Fina per la scomparsa del prof. De Rubeis

“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa del Professor Gian Paolo De Rubeis.
Con la sua perdita, viene a mancare un professionista di altissimo livello, riconosciuto in ambito scientifico a livello nazionale e internazionale per le sue numerose pubblicazioni e per il contributo prezioso offerto alla comunità accademica e scientifica. Il Professor De Rubeis ha rappresentato un punto di riferimento autorevole e stimato, distinguendosi anche per il suo impegno come uomo delle istituzioni.
La nostra comunità e il nostro territorio perdono non solo una figura di assoluto rilievo, ma anche una persona straordinaria, capace di coniugare competenza, disponibilità ed empatia nei rapporti umani.
Alla famiglia, alla moglie, ai figli e ai nipoti rivolgo il mio pensiero più sentito e sincero in questo momento di grande dolore”.

Il cordoglio del Presidente del Consiglio comunale Roberto Santangelo

Costernazione, commozione, rispetto e memoria. Sono queste le emozioni che provo alla notizia della scomparsa di Gian Paolo De Rubeis. L’Aquila perde una figura di spicco rilevante, una personalità che ha lasciato un’indelebile traccia di sé in tutti i campi della nostra società. Medico di prim’ordine, sempre pronto a fornire la propria collaborazione nelle attività culturali, sportive, sociali, impegnato in politica, anche come consigliere comunale, con l’obiettivo di fornire il proprio contributo per il bene della nostra comunità, forte degli insegnamenti benefici dell’indimenticabile padre, il sindaco Tullio De Rubeis. All’ingegner Paola, sua consorte, ai figli, ai nipoti e a tutti i suoi cari partecipo il più profondo cordoglio del Consiglio comunale e mio personale, nella consapevolezza che le sue azioni condotte per la nostra città saranno sempre un fulgido esempio per tutti noi.

Il cordoglio dell’ on Stefania Pezzopane

“Ho appreso con profonda commozione della scomparsa del dottor Gianpaolo De Rubeis. L’amico Gianpaolo.

Il mio pensiero torna a quando entrai per la prima volta in consiglio comunale, nel 1990, con la lista di Convenzione Democratica: lui era capogruppo della Democrazia Cristiana. Erano tempi in cui stare da parti opposte segnava le appartenenze, ma non cancellava mai il rispetto. E proprio nel confronto, anche fermo, ho imparato a stimare in lui una figura autorevole, capace di ascolto, equilibrio e profonda umanità. Da allora siamo sempre rimasti vicini.

Ma il ricordo oggi si fa ancora più intenso pensando al medico: un chirurgo oncologo di grande valore, che ha saputo unire eccellenza scientifica e straordinaria sensibilità. Nella cura delle donne ha lasciato un segno fatto non solo di competenza, ma di attenzione, delicatezza e autentica vicinanza. In lui la medicina non era solo professione, ma una vera missione al servizio della vita e della dignità delle persone.

Voglio ricordarlo anche come uomo di grande cultura, curioso, appassionato, sempre generoso nel contribuire alla crescita culturale della città. In particolare, come presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, ha saputo trasmettere passione, visione e amore per l’arte, rendendo il teatro un luogo vivo, aperto, capace di parlare alla comunità.

Oggi resta il dolore per una perdita grande, ma anche la gratitudine per ciò che è stato: un medico esemplare, un uomo delle istituzioni, una persona capace di lasciare un segno autentico nei luoghi e nei cuori.

Alla cara Paola D’Ascanio, alla sua famiglia e a tutti coloro che lo hanno amato, il mio più sincero e affettuoso cordoglio.”

Le parole di Di Benedetto, Ciccarelli, de “Il Passo Possibile” e dei consiglieri comunali Iorio, Serpetti e Scimia

Americo Di Benedetto, Fabrizio Ciccarelli, l’Associazione civico-politica “Il Passo Possibile” e i consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia si stringono intorno alla famiglia De Rubeis per la perdita del caro Gian Paolo. A Paola, ai figli, ai parenti tutti il nostro sentimento di cordoglio. Gian Paolo era un professionista stimato, un politico con qualità indiscusse, un uomo elegante e raffinato. L’espressione del suo essere si percepiva dallo sguardo, dai suoi occhi profondi e vispi, dal suo sorriso e dal suo animo gentile. Gian Paolo  mancherà. Mancherà ai suoi affetti e a chi ha avuto il privilegio di frequentarlo. Mancherà alla città, nelle cui pagine di storia politica contemporanea la bellezza e la qualità della sua famiglia hanno lasciato il segno.

In ricordo di Gian Paolo de Rubeis, di Goffredo Palmerini

Non è stato semplice scrivere queste righe in ricordo di Gian Paolo de Rubeis – scomparso nella notte del 1° maggio nella sua abitazione a L’Aquila, all’età di 84 anni – in ragione dell’affetto che mi lega a Lui e alla sua famiglia. E prim’ancora a suo padre, don Tullio de Rubeis, amatissimo sindaco dell’Aquila, inesauribile fonte di sapienza amministrativa, buon governo e sensibilità civica, dalla quale ho attinto quel tanto di preparazione che ho potuto per prestare il mio servizio di amministratore della municipalità aquilana. Come anche per il timore che proprio questi sentimenti di fraternità familiare potessero apparire condizionanti nel ricordarlo, come persona e come uomo pubblico, fortemente presente ed incisivo nell’operare per il Bene comune della nostra città. E tuttavia i meriti di Gian Paolo, insieme alla straordinaria sua generosità d’impegno – nella professione medica, nella vita istituzionale, nel campo culturale, sociale e sportivo – sono così ampiamente oggettivi e conosciuti da affrancare ogni preoccupazione di tal genere.

I meriti professionali di Gian Paolo de Rubeis: dopo la laurea in Medicina e Chirurgia a Perugia, prima di tutto la qualità della sua formazione, presso il reparto di Chirurgia Generale del San Salvatore diretto dal prof. Ficara, struttura operatoria d’eccellenza ma anche un centro di alta formazione per tanti giovani medici aquilani, poi presso la Facoltà medica della nostra Università, nei reparti di patologia e clinica chirurgica diretti dal prof. Ribotta. Quindi il rientro in Ospedale nel reparto di Chirurgia Generale, diretto dal dr. Claudio Vittorini. Ma la svolta vera della sua vita professionale arriva a seguito della frequentazione dell’Istituto Tumori di Milano e dalla formazione assorbita in quella eccellente struttura, diretta dal prof. Umberto Veronesi, un vero luminare della scienza medica. Nasce in quei primi anni Ottanta, in Gian Paolo de Rubeis, il proposito di creare a L’Aquila una struttura qualificata di prevenzione, diagnosi e chirurgia conservativa del cancro alla mammella, il Centro di Senologia, nato nel 1985 grazie al suo infaticabile impegno: una struttura di riconosciuta eccellenza che egli ha diretto per molti anni come primario della Chirurgia oncologica e Senologia chirurgica, fino a quando non è andato in pensione nel 2004. Tanti altri incarichi e responsabilità nella sua professione, che sono stati già da altri riportati in dettaglio.

Giova qui sottolineare il valore del Centro di Senologia, che alla sua determinazione e al suo impegno si deve, per quel che ha significato per le donne dell’Aquila e dell’intero Abruzzo, quale innovativo cespite di prevenzione, d’indagine diagnostica e di trattamento chirurgico del tumore alla mammella e di elevata qualità delle prestazioni. Accanto all’attività della professione medica, continuata per diversi anni anche dopo aver lasciato l’Ospedale San Salvatore, Gian Paolo de Rubeis ha vissuto un’intensa vita istituzionale, culturale e sociale che ne fanno un uomo pubblico di significativo valore, per l’ampiezza dell’impegno reso alla amata sua città e alle sue articolazioni civili. Gian Paolo de Rubeis, ufficiale medico presso la Sanità militare, aveva poi prestato servizio operativo nel Corpo degli Alpini, assumendo pienamente quel sentimento di “alpinità” che unisce tutte le “penne nere” e continuando nella “riserva” la sua presenza nel Corpo con il grado di Capitano medico. Il suo forte legame alpino, in seno al Gruppo Alpini dell’Aquila e alla Sezione Abruzzi dell’ANA, lo ha portato talvolta a qualificate funzioni di rappresentanza, nei Raduni e nelle manifestazioni locali, come nella collaborazione per la straordinaria Adunata nazionale Alpini a L’Aquila nel 2015.

Non era agevole, per chiunque avesse avuto un padre come Tullio de Rubeis, affrontare un impegno anche nella vita istituzionale. Ma la generosità e la dedizione al bene comune di Gian Paolo non avevano confini, quando nel 1990 diede la disponibilità a candidarsi al Consiglio comunale, venendo eletto con una buona dote di consensi. Furono anni difficili a Palazzo Margherita, per l’ondata di inchieste giudiziarie nel clima inquisitorio di quel periodo, conclusosi nel 1993 con lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del Commissario prefettizio. Non mancò mai, però, il contributo tenace e appassionato del Consigliere de Rubeis in quella difficile congiuntura amministrativa, nella soluzione dei problemi più urgenti per la comunità. Anche nello sport il suo impegno è stato assiduo, come Medico in campo per L’Aquila Rugby. Un amore per la palla ovale, e per i valori sociali che incarna, che Gian Paolo ha sempre vivamente conservato. Negli ultimi anni la passione per la musica colta, vissuta in seno alla Società dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, lo ha portato a ricoprire il ruolo di amministratore come membro del Consiglio Direttivo del glorioso ente musicale aquilano.

Tante altre le sue dedizioni alla vita della nostra città. Ancor più dopo il terremoto del 2009, non solo nella dimensione dell’impegno, ma anche come forte testimonianza nel contribuire alla rinascita dell’Aquila. Gian Paolo questa testimonianza di cittadino esemplare, probo, gentile e generoso, l’ha offerta a piene mani. Non per ostentarla, ma per l’intima convinzione che fosse semplicemente un dovere civico che a ciascun cittadino compete. Lo esprimeva attraverso l’intensità della sua passione civile, la tensione morale che ha accompagnato ogni suo gesto professionale, politico e culturale, la sua indipendenza di giudizio e l’onestà intellettuale che ha presieduto la sua vita. Ogni suo impegno Gian Paolo l’ha vissuto nella convinzione di rendersi utile, di servire la comunità aquilana della quale orgogliosamente si è sentito parte attiva, per profondo senso etico e per consolidare l’affettuosa memoria che L’Aquila porta verso suo padre, don Tullio de Rubeis, interprete di una delle stagioni più feconde di illuminata amministrazione della Città. Gian Paolo de Rubeis sarà ricordato per la sua passione civile, per la schiettezza, per il pronto e gratuito contributo al Bene comune. E all’idea di città capace di mettere a frutto le sue risorse, le sue vocazioni, i suoi talenti. Ma anche lo straordinario valore del territorio aquilano, di cui aveva dato un icastico esempio con il prezioso restauro della casa paterna a Tussio, trasformandola in un incantevole esempio di struttura ricettiva di pregio incastonata lungo il tratturo magno, modello di sviluppo turistico che valorizza le bellezze e le tipicità dell’intero altipiano. Una bella eredità morale e un esempio di generosità Gian Paolo lascia ai suoi figli Dorothy (Titti), Maria Francesca e Tullio, di cui potranno andare orgogliosi, e un patrimonio d’affetti e di intensi ricordi a Paola, che della famiglia con gli amati nipoti ella è premurosa e gentile vestale. A Dio caro Gian Paolo!

 

Il cordoglio del Rotary Club L’Aquila

Il presidente  del Rotary club L’Aquila, Roberto Maccarrone, a nome di tutti i soci del club, “esprime profonda commozione e vicinanza ai familiari del dottor Gian Paolo De Rubeis, insigne chirurgo che ha saputo, con profonda dedizione e assoluta professionalità, far crescere a livelli eccelsi la senologia nel nostro ospedale facendone un punto di riferimento di eccellenza per tutto il territorio.
La sua opera, svolta con instancabile impegno, rigore scientifico e grande umanità, ha rappresentato un esempio luminoso per colleghi, collaboratori e per le generazioni più giovani di medici, ai quali ha trasmesso competenza, passione e senso del dovere.
Il dottor De Rubeis lascia un segno indelebile non solo nella comunità sanitaria, ma anche in quella civile, per la capacità di coniugare altissime qualità professionali con una rara sensibilità nei confronti dei pazienti, sempre accompagnati con rispetto, ascolto e attenzione.
Il Rotary Club L’Aquila si unisce al cordoglio della famiglia e dell’intera comunità, rendendo omaggio alla memoria di un uomo che, con il suo operato, ha contribuito in maniera significativa alla crescita della sanità locale e al benessere della collettività. “

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