Referendum Giustizia: per i bookmaker internazionali il “Sì” è in caduta libera

Referendum Giustizia: per i bookmaker internazionali il “Sì” è in caduta libera
19 Mar 2026

A poche ore dall’apertura delle urne per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere, il clima di incertezza che si respira nei palazzi della politica italiana trova una conferma clamorosa nelle sale scommesse della City londinese e sulle piattaforme globali di exchange. Se fino a un mese fa la vittoria del fronte governativo appariva scontata, oggi i mercati predittivi raccontano una storia radicalmente diversa, segnata da un crollo verticale della fiducia nel passaggio della riforma Nordio.

I dati provenienti da Polymarket, il colosso mondiale delle scommesse su eventi politici, mostrano un’inversione di tendenza che sembra decisivo per il fronte del “No”. A fine gennaio, la probabilità che il referendum passasse era quotata con picchi superiori al 70%, riflettendo un ottimismo del centrodestra quasi granitico. Tuttavia, nelle ultime quarantotto ore, la quota è precipitata vertiginosamente, stabilizzandosi intorno al 38%. Questo significa che, secondo gli scommettitori internazionali che operano con capitali reali, la sconfitta della riforma è oggi l’esito più probabile, con il “No” scambiato a 62 centesimi contro i 38 del “Sì”.

Questa flessione dei mercati britannici e internazionali riflette perfettamente l’ultimo sondaggio YouTrend per Sky TG24, che evidenzia come l’esito della consultazione sia appeso al filo dell’affluenza. Con una partecipazione bassa, stimata intorno al 40%, il “No” sarebbe avanti con il 53,1%, mentre solo un’affluenza superiore al 52% potrebbe rimettere in gioco il “Sì”, portandolo potenzialmente al 53,7%. La percezione degli scommettitori è che la mobilitazione del “Campo Largo” e dei sindacati stia avendo la meglio sulla capacità comunicativa del governo, che al Sud fatica a far comprendere i tecnicismi della riforma.

Il dato che emerge dalle agenzie britanniche non è solo una curiosità statistica, ma un indicatore di sentiment che spesso anticipa i risultati reali più dei sondaggi tradizionali. La caduta libera del “Sì” nei listini internazionali mette ora in allerta Palazzo Chigi: un eventuale fallimento della riforma potrebbe trasformare il voto di domenica in un pericoloso test di tenuta per l’intero esecutivo Meloni, proprio come paventato da alcuni analisti che intravedono all’orizzonte lo spettro di elezioni anticipate in caso di bocciatura popolare.


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