Follia L’Aquila: col Sora prende tre gol in sei minuti poi sfiora la rimonta, spreca e si arrende (2-3)

Follia L’Aquila: col Sora prende tre gol in sei minuti poi sfiora la rimonta, spreca e si arrende (2-3)
01 Mar 2026

di Alessandro Tettamanti

Certe cose non le cambi, come i black out dell’Aquila. Almeno che non vai a lavorare sulle cause profonde, che più che nella squadra, sembrano arrivare da una gestione complessiva piena di incertezze ed errori figli anche dell’inesperienza.

L’insuccesso stagionale ribadito in data odierna, non è dunque una questione legata al mister o al modulo di turno, piuttosto trattasi della strutturale incapacità di mantenere alta la concentrazione per novanta minuti e durante il campionato, dando continuità ai risultati e limitando al massimo le cadute. L’aspetto, mentale, su cui la società dovrà più lavorare nell’impostare la stagione che verrà, prendendo decisioni all’unisono per raggiungere l’obiettivo e riducendo al massimo le interferenze dell’ambiente.

Così i dieci minuti iniziali del secondo tempo di domenica scorsa a Giulianova, quando L’Aquila ha preso due gol,  e i primi sette di oggi al Gran Sasso col Sora, quando ne ha presi addirittura tre (se non è un record poco ci manca), sono solo gli ultimi episodi di una lunga serie iniziata alla settima giornata contro la Maceratese, dopo il rigore sbagliato da Banegas, e mai terminata. 

Le partite contro il Sora però costituiscono un capitolo a sé. Contro i bianconeri infatti era maturato l’esonero di Pochesci, in una partita persa clamorosamente per 4-1. Anche per questo oggi, contro un Sora modesto rispetto il potenziale aquilano, si pensava ad un’intenzione di riscatto (“c’ho lavorato tutta la settimana” dirà Chianese negli spogliatoi) e che invece ha dato vita ad un inizio shockante, con il primo gol dopo appena trenta secondi, il secondo dopo due minuti, sempre con Tatti che fa doppietta, e poi il 3-0 di Curatolo al 7’ che annichilisce il Gran Sasso che mai aveva visto nulla del genere da quando ha aperto le porte. Di nuovo il Sora, a cospetto della squadra del capoluogo, “sembrava il Real Madrid” come dichiarò Pochesci poche ore prima dell’abbandono di novembre.

Vero pure che come altre volte è sembrata una partita stregata. Basti pensare che Tatti nemmeno doveva giocare (ha sostituito un compagno che si è infortunato nel pre gara) e che Mantini al 6’, sul 2-0, ha preso un palo interno clamoroso, con la palla che sembrava entrata e le braccia al cielo già per esultare, qualcosa che chi scrive ha visto fare due anni fa sempre a Sora su un tiro di Angiulli, in una partita fondamentale per recuperare la vetta, persa per 1-0 nell’epoca Cappellacci.

Al legno di Mantini va sommato quello preso da Tourè al 34’ sul risultato di 3-1, la traversa scheggiata ancora da Mantini al 74’ tirando di controbalzo,  e la clamorosa palla sbagliata da Tomas all’ultimo minuto a porta praticamente vuota, solo per segnalare le azioni gol più clamorose in un match che ha visto il Sora difendersi e basta nel secondo tempo.

L’Aquila ha accorciato le distanze nel primo tempo con Tourè, già al 14’, e poi al 76’ con Sparacello che realizzava il suo sedicesimo gol stagionale su un rigore procurato sempre da Tourè, migliore in campo per la seconda partita consecutiva.

Infatti Chianese era ripartito da lui, inserendolo dall’inizio senza rinunciare al 3-5-2, scegliendo Bellardinelli braccetto al posto dello squalificato Tavcar. Una scelta, figlia della mancanza di doppioni nel ruolo di centrale difensivo, forse azzardata e a cui lo stesso Chianese ha rinunciato dopo lo 0-3 tornando a quattro e spostando Bellardinelli mezz’ala sinistra.

I gol sono stati presi tutti da ripartenze in cui si sono evidenziati buchi difensivi e distanze sbagliate col reparto di centrocampo e che hanno visto come zona critica del campo soprattutto quella bassa a sinistra, occupata in particolare  da Tomas e Brunetti. 

Chianese per la terza partita consecutiva ha fatto un doppio cambio nell’intervallo togliendo Vecchione (cambiato tre volte su tre a fine primo tempo)  e Bellardinelli per Pandolfi e Carella, per poi passare allo stesso 4-2-4 di Giulianova al 63’ con l’ingresso in campo di De Grazia, entrato per uno spento Di Renzo.

Un continuo cambiare che, al di là dei risultati, sembra la diretta conseguenza di un allenatore arrivato in corsa e a mercato invernale concluso, che – senza conoscere ancora bene i giocatori  scelti da altri – è costretto a provarle un po’ tutte, in una dinamica complessiva di cantiere in corso, strana per fine febbraio/inizio marzo e che può riservare ovviamente sorprese positive, come molto negative, lontane comunque dall’equilibrio necessario.

Un equilibrio mai avuto quest’anno, il cui unico senso oramai è quello di costituire uno stress test per le frustrazioni da imparare a gestire meglio in futuro. Anche da questo si deve ripartire per imparare a vincere.

Chianese: «Sono dispiaciuto»

“Durante tutta la settimana avevamo lavorato per riscattare il 4-1 della gara di andata. Mi aspettavo un approccio diverso, invece abbiamo sbagliato completamente l’ingresso in partita. Non si può andare sotto 0-3 in casa. Mi dispiace molto”, così Mister Chianese nelle interviste post partita.

Sull’atteggiamento della squadra: “Se vuoi indossare questa casacca devi dare di più. Purtroppo questa squadra, quando abbassa anche solo un po’ l’attenzione, fa fatica e paga subito.»

Il tecnico non si nasconde: “Sto cercando di far scattare quella scintilla che ancora non vedo con continuità. Non possiamo regalare situazioni del genere e fare una figura così davanti al nostro pubblico. Le responsabilità me le assumo tutte”.

Infine un messaggio chiaro: “Ho accettato questo incarico perché credo nella squadra e nei giocatori. Sto cercando in tutti i modi di risolvere le problematiche, ma bisogna lavorare con maggiore determinazione e nel rispetto della gente che viene allo stadio a incitarci.»

TABELLINO L’AQUILA – SORA: 2 – 3

Marcatori: 1′ pt Tatti, 4′ pt Tatti, 7′ pt Curatolo, 15′ pt Touré, 31′ st rig. Sparacello

L’Aquila 1927: Michielin, Bellardinelli (1′ st Carella), Tomaš, Brunetti, Cioffredi (35′ st Astemio), Vecchione (1′ st Pandolfi), Mantini, Trifelli, Touré, Di Renzo (18′ st De Grazia), Sparacello.
A disp: Zandri, Lombardi, Scavelli, Pomposo, Scimia.
All. Mauro Chianese

Sora: Laukzemis, Orazzo, Cugola (1′ st Siciliano), Speranza, Curatolo, Boglione (1′ st Flaminio), Biral (23′ st Stampete, 49′ st Fili), Ferrari, Pecchia, Tatti (20′ st Dini), Velazquez
A disp: Galbiati, Fili, Flaminio, Stano, Merola, Antoci.
All. Filippo Lancia

Arbitro: Giovanni Nonnato della sez. di Rovigo
1° Assistente: Alessandro Rallo della sez. di Marsala
2° Assistente: Roberto Cracchiolo della sez. di Palermo

Note:  Spettatori
Corner: 11 – 0 pt
Ammoniti
: Vecchione, Pecchia, Fili, Siciliano, Orazzo,
Espulsi:
Recupero: 1′ pt; 4′ st;


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