di Alessandro Tettamanti
Daniele Tinti è un aquilano che ce l’ha fatta. Almeno questo dice il nostro sguardo dalla provincia quando lo vediamo in TV e sui palchi della stand up comedy dove porta inevitabilmente anche L’Aquila, la città dove si è formato prima di ritrasferirsi a Roma.
Ieri è tornato nel capoluogo abruzzese rispondendo alla chiamata dell’Università, dove è iniziato da poco il progetto “UnivAq on air”, lui che con il suo Tintoria è stato tra i primi in Italia ad utilizzare, con pochissime risorse a disposizione, un linguaggio che iniziava a spopolare negli States.
Chissà cosa sarebbe successo se Tinti fosse rimasto all’Aquila? “Non riesco proprio a immaginarmelo – risponde lui nella nostra video intervista – anche perché l’immagine che ho della mia vita all’Aquila è quella pre terremoto”.
Oggi, intanto, un potenziale Daniele Tinti del multi verso che vivesse in città, potrebbe finalmente entrare in contatto con l’’universo podcast tramite una delle istituzioni locali più importanti come l’UnivAq e creare il proprio show.
“Un idea, quella di Univaq on air, che ci è venuta dalla volontà di cercare di avvicinare sempre più l’Università all’interno della città facendola uscire dalla torre d’avorio”, racconta il responsabile dell’ufficio comunicazione e social network dell’UnivAq, Massimo Prosperococco.
“Abbiamo aperto una call agli studenti che hanno risposto molto bene e adesso stanno in gran parte facendo loro i pod cast. Oggi abbiamo inviato Tinti, ma faremo anche altre iniziative con altri ospiti per farci venire a raccontare come creare e scrivere i podcast”
“E’ nato un po’ tutto come un gioco ho visto la call sul sito dell’Università e ho risposto” ci dice la studentessa Sara Porru. “Ho voluto unire la didattica con il mondo dei social nel progetto che si chiama “donne che contano” in cui cerco di rendere più accessibile il mondo delle materie STEM” .
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