Cuba smentisce il Wall Street Journal su accordo segreto con la Cina

Cuba smentisce il Wall Street Journal su accordo segreto con la Cina
10 Giu 2023
Il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío ha smentito oggi la pubblicazione da parte del quotidiano statunitense The Wall Street Journal (WSJ) di un presunto accordo tra i governi di Cina e Cuba per la creazione di una base militare cinese in territorio cubano con lo scopo di intercettare le comunicazioni negli Stati Uniti.
L’alto funzionario del Ministero degli Esteri cubano ha respinto con forza la calunnia pubblicata dal WSJ, che ipotizza, senza alcuna prova, che una base di spionaggio stabilita a Cuba, a meno di 150 chilometri dalla Florida, sarebbe utile per conoscere i dettagli del traffico marittimo in una regione con un gran numero di basi militari e per monitorare tutte le comunicazioni elettroniche nel sud-est degli Stati Uniti.
Cuba rifiuta la presenza militare straniera nella regione dell’America Latina e dei Caraibi ed è firmataria di accordi internazionali in materia.
L’intenzione della pubblicazione è quella di fuorviare l’opinione pubblica sulla realtà di Cuba; l’articolo pubblicato dal WSJ è infondato, ha sottolineato.
Cossío ha affermato che è “totalmente mendace e infondata l’informazione pubblicata l’8 giugno dal quotidiano statunitense The Wall Street Journal, secondo cui esisterebbe un accordo tra Cuba e la Cina, in materia militare, per l’installazione di una presunta base di spionaggio”.
Ha sottolineato che “a prescindere dai diritti di sovranità di Cuba in materia di difesa, il nostro Paese ha Cuba in materia di difesa, il nostro Paese è firmatario della Dichiarazione dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, firmata all’Avana nel gennaio 2014”.
In virtù della Dichiarazione, ha detto, “rifiutiamo ogni presenza militare straniera in America Latina e nei Caraibi, compresa quella di numerose basi e truppe militari statunitensi, soprattutto nella base militare che occupa illegalmente una porzione del territorio nazionale nella provincia di Guantánamo”.
Allo stesso modo, il viceministro degli Esteri cubano ha sottolineato che “calunnie di questo tipo sono state spesso fabbricate da funzionari statunitensi, apparentemente familiari con le informazioni di intelligence, come quelle che si riferiscono a presunti attacchi acustici contro il personale diplomatico statunitense, la falsità su un’inesistente presenza militare cubana in Venezuela e la menzogna sull’esistenza immaginaria di laboratori di armi biologiche”.
“Tutte queste sono falsità promosse con il perfido intento di giustificare l’intensificazione senza precedenti del blocco, della destabilizzazione e dell’aggressione contro Cuba e di ingannare l’opinione pubblica negli Stati Uniti e nel mondo”, ha sostenuto il viceministro degli Esteri.
Ha concluso dicendo che “l’ostilità degli Stati Uniti contro Cuba e le misure estreme e crudeli che causano danni umanitari e puniscono il popolo cubano non possono essere giustificate in alcun modo”.

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