“Come volevasi dimostrare, purtroppo. Ieri per due interventi di elisoccorso sulle montagne aquilane, uno sul Corno Grande e l’altro addirittura a Lucoli, a pochi chilometri dall’aeroporto dei Parchi di Preturo, è dovuto intervenire l’AW139 partito dalla base di Pescara. Non l’AW109 arrivato all’Aquila con il nuovo affidamento. È esattamente il problema sul quale avevamo lanciato l’allarme nei giorni scorsi e sul quale, invece di ricevere risposte, siamo stati accusati di fare allarmismo”.
A tornare sulla situazione dell’elisoccorso regionale è il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, dopo gli interventi effettuati ieri sul territorio aquilano.
“Avevamo denunciato le criticità legate alla sostituzione dell’AW139 di stanza a Preturo con l’AW109 e avevamo chiesto alla Regione di chiarire quali operazioni speciali quest’ultimo fosse concretamente in grado di effettuare nelle attuali condizioni operative e con quali tempi. Ci è stato risposto che il servizio era pienamente garantito. I fatti di ieri pongono però una domanda molto semplice: perché, per due soccorsi sulle montagne aquilane, è stato fatto decollare l’AW139 da Pescara e non l’AW109 che si trovava a Preturo? E perché questo è accaduto persino per un intervento a Lucoli, praticamente a ridosso della base aquilana?”.
Per Pietrucci quanto accaduto rende ancora più rilevante il tema dei tempi di intervento.
“La questione che abbiamo posto fin dall’inizio non è se un elicottero sia capace di alzarsi in volo, ma quali missioni possa svolgere, con quali modalità e soprattutto con quali tempi. Mi erano state riferite differenze che, per determinate tipologie di operazioni, possono arrivare a 40 o 50 minuti rispetto a interventi precedentemente eseguibili in pochi minuti. Su questo punto non abbiamo ancora ricevuto una smentita documentata. Sarebbe interessante sapere quanto tempo è stato necessario domenica per raggiungere Corno Grande e Lucoli partendo da Pescara e quanto ne sarebbe servito partendo da Preturo con un mezzo in grado di effettuare le medesime operazioni?”.
C’è poi, sottolinea Pietrucci, un’ulteriore questione: “Cosa sarebbe accaduto se le due emergenze fossero state contemporanee o se, nello stesso momento, l’AW139 fosse stato impegnato altrove? E soprattutto, cosa accadrà dal primo ottobre, quando anche a Pescara, secondo quanto previsto dal nuovo assetto, non sarà più disponibile quell’AW139? Sono domande concrete, non polemiche”.
“Quello che sta accadendo rende ancora più urgente fare piena luce sulle responsabilità amministrative e politiche del nuovo affidamento. La Regione conferma che due procedure sono andate deserte e che si è quindi arrivati a un affidamento ponte triennale. Vogliamo sapere perché si è arrivati a questo punto, quali condizioni economiche e operative abbiano determinato il fallimento delle gare, quali standard siano stati richiesti nella successiva trattativa e perché la transizione dal servizio garantito per anni da Avincis abbia prodotto questa situazione. Tanto più che da anni chiedevamo esattamente il contrario: non un arretramento, ma un potenziamento dell’elisoccorso attraverso l’introduzione del volo notturno, fondamentale in una regione montuosa come l’Abruzzo, con tanti territori difficilmente raggiungibili e una rete dell’emergenza territoriale già indebolita. Oggi invece siamo costretti a domandarci se siano state mantenute persino le capacità operative che avevamo durante il giorno”.
“Non mi interessa alimentare una guerra di dichiarazioni – conclude Pietrucci – ma ottenere risposte e soprattutto garantire agli abruzzesi un servizio all’altezza di quello che avevano. Dopo due gare andate deserte, l’interruzione del rapporto con Avincis e il passaggio al nuovo affidamento, non possiamo accettare un arretramento della capacità operativa dell’elisoccorso regionale. Se la Regione sostiene che non esiste alcun arretramento, fornisca dati, tempi, caratteristiche operative e spiegazioni puntuali su quanto accaduto ieri. Perché quando si parla di soccorso e di emergenze tempo-dipendenti, la differenza non la fanno le rassicurazioni: la fanno i minuti”.
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